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23 marzo 2009 1 23 /03 /marzo /2009 18:12

Memorie


Ho ritrovato in cima al mondo
appena l'abbraccio dell'attesa,
l'immenso cielo e i rovi del sentiero,
che portano dritti al tuo sorriso.
Tracce di foglie e melograni
inteneriti dalle libecciate stillano
un miele chiaro, oltre le dorsali
di questo andare oltre le parole:

salvezza o schianto, dove tralci e vigne
hanno accesi mattini dentro il sangue,

un'alchimia di spighe a farsi pane,

a trattenere smaniosi il lievito d'infanzia.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il senso involuto della vita

E' un fantasma che morde
fino alle pieghe più intime,
fino alla profondità della pelle.
Un celeste conforto, la giovinezza,
quando nel cielo è statico l'ardire
e il tuo fremito cerca rivi chiari.
Poi l'isola che amasti si allontana,
torna ai giorni del dubbio
per istinto o per diplomazia.
Ogni cosa si adombra
cerca la metamorfosi di crisalide,
spiccia il suo proposito di libertà,
svola, come pensiero che ti lascia
alla sua deriva ardita e necessaria.




Il senso


Il senso, il senso cerco del fiore
o degli stami, uno di noi che colga
per intuizione quel che è giusto:
uno spicchio di cielo, il filo d'erba,
il bene, quando non è scenario all'ombra.
Esserci e amare oltre la palude Stigia
fino alla felicità assente.

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