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22 settembre 2009 2 22 /09 /settembre /2009 09:15

di Ninnj Di Stefano Busà

Gli Stati Uniti d'America sono stati sempre fino ad oggi, un esempio d'avanguardia dal punto di vista del progresso, del sistema giuridico/funzionale e sotto il profilo di un piano di sviluppo economico industriale, soprattutto, ha detenuto il primato di un benessere e di un livello economico senza pari o, pari solamente, a certe civiltà orientali come il Giappone, la Cina di cui non conosciamo le vere risorse.
La crisi planetaria, però, che ha investito il nostro mondo civilizzato, non ha risparmiato neppure la Grande America, anzi è stato proprio lì, che si è venuto a creare l'inghippo, trascinando poi sulla china tutti gli altri paesi dell'area occidentale. La depressione e la disoccupazione sono cresciute, a dismisura, in quelle parti del pianeta che hanno assistito alle grandi manovre speculative dei cialtroni faccendieri, magnati del petrolio, signori indiscussi della droga, delle armi, inventori o veri acrobati di guadagni inimmaginabili, si sono avvicendati in  una catena di montaggio, una sorta di industria di capitalizzazione -ad hoc -, creando per se stessi una reale risorsa di denaro che hanno dovuto traguardare e salvaguardare  in paradisi fiscali creati a loro uso e consumo, un loro Eden privatissimo e altisonante fatto di lauti guadagni all'insegna dell'inganno, della più spregevole fonte d'introiti, che mai si possa immaginare.
Il fatto di dover gestire da un capo all'altro del mondo, un fiume di denaro sporco, ha fomentato un accumulo di scorie morali difficilmente ravvedibile e, proprio perché profitto abominevole sotto il profilo morale, menzognero e  illegale, repentinamente usurpato, ha compromesso la quasi totalità del sistema finanziario globalizzato, causando ingenti danni, difficilmente calcolabili.
Faccendieri senza scrupoli hanno lucrato sulla buona fede dei piccoli risparmiatori, inventando, per così dire  titoli-spazzatura, i cui miasmi sono giunti a contaminare gli altri paesi civilizzati, instaurando un reciproco filo di mutua assistenza  per fabbricare capitali senza pagare le tasse. Questo meccanismo ha fatto crollare la Borsa, i listini Nasdaq e similari sono schizzati alle stelle o hanno assistito a perdite inaudite, a seconda delle manovre all'interno di essi, saturando il mercato di  un fiume di Bot, di investimenti strutturati non facili da comprendere ai profani, e depauperando la ricchezza monetaria dal suo potere d'acquisto all'interno di una società che si è trovata dall'oggi al domani in alto mare, con mutui da pagare, conti correnti azzerati dal caro-vita, tasche vuote...
A queste disgrazie sono venuti ad aggiungersi: la grave disoccupazione al 7,5%, le ditte che falliscono, le industrie che chiudono i battenti, i lavoratori in cassaintegrazione o licenziati, l'immigrazione alle stelle per la frammentazione e il rimescolamento di intere etnie, le diaspore dei paesi in guerra e la necessità di sopravvivere all'onda anomala della fame: il gioco rivelatosi perverso, quasi irreversibile, per la natura stessa dell'uomo che ne conduce il pallino, ha finito col chiudere in una morsa, interi sistemi economico/finanziari, mandando in rovina la stragrande maggioranza delle categorie sociali.
Le possibilità di benessere sono andate a cozzare  contro le corrutele e le ingerenze di un potere faccendiero che si è accaparrato l'intero patrimonio capitalizzato di mezzo mondo.
La popolazione comune, i piccoli lavoratori, gli operai, la categoria impiegatizia si sono trovati allo sbando: spesso senza una casa, un lavoro, una paga mensile per poter vivere. Questo sistemico senso di lucro e di speculazione   -fuori dalle righe- senza scrupoli, ha provocato una lottizzazione della ricchezza, sicché: chi era ricco si è visto ingrandire ulteriormente la ricchezza, il gruzzolo è diventato talmente alto da doverlo tenere al riparo in paradisi fiscali consenzienti, e farlo sparire dalla circolazione, mentre  il poverocristo si è visto andare sul lastrico.
Resta  apparentemente fuori dal meccanismo perverso, la media borghesia che non riesce a barcamenarsi fra  il declino della fascia economica più alta, cui aveva fatto parte e lo
scardinamento di tutti i congegni che erano appartenuti alla vecchia gerarchia precedente, se paragonata a quella nuova emersa dalla crisi, anche questa fascia si è impoverita e ora naviga in brutte acque. La società ha subito un disorientamento e una caduta verticale delle vecchie regole.
La spinta di accelerazione è stata così veloce da lasciare basiti gli abitanti dell'intero pianeta, che finora, aveva avuto un forte riferimento giuridico, morale, ed economico e che improvvisamente si trova catapultata in una giostra impazzita di mutamenti epocali. Lo sviluppo, la grande agiatezza economica, il piano socio/amministrativo/finanziario della Grande Mela sono stati messi a dura prova da uno tsunami dalla forza inaudita, che ne ha evidenziato lo schianto. Per tutti, l'America era stata fino ad ora  un polo di riferimento: con la caduta o lo slittamento verso il basso dell'intera catena socio/politica/finanziaria, la  crisi mondiale si è fatta sentire col suo deterrente devastante che si è insinuato in ogni salda economia, iniziando proprio negli USA. Lì effettivamente si sono rotti gli argini, si sono visti logorati e messi in discussione la progettualità e la grandezza primigenia di una Nazione (quella americana) che era stata per secoli la pietra miliare dell'intero pianeta.
Inutile dire la grande delusione degli americani dinnanzi ad un sfascio colossale, ma quel che è peggio, davanti ad un responso che non si delinea migliorativo, nel breve tempo, per l'intera nazione. Obama sta tentando di arginare, di difendere le categorie a rischio, dissimulando un certo ottimismo fra la popolazione, sta per varare una legge che preveda l'assistenza sanitaria alla maggior parte dell'intero sistema ospedaliero. Cerca, come può, di ottemperare alle carenze, alle mancanze con nuovi provvedimenti atti a neutralizzare le categorie più disagiate, i disoccupati, le donne non lavoratrici, le madri, i minorenni. Fino ad oggi l'assistenza sanitaria negli USA si basava sulle assicurazioni: coloro che ne erano coperti avevano diritto alle cure, gli altri ne venivano esclusi. Solo negli USA vigeva un simile criterio assistenziale, oggi si deve cambiare, non è più ammissibile, secondo Obama, un trattamento discriminatorio nei confronti dell'assistenza a intere fascie di popolazione stremata economicamente.
Ma i giochi sono fatti, un grandissimo quantitativo di denaro pubblico  è stato sperperato in una guerra che dura ormai da otto anni e di cui non si vede la soluzione del problema, anzi, si aggravano i rischi, le morti dei soldati e delle forze di coalizione... 
Ma che sia essa  il frutto di una politica sbagliata che ha fatto allignare i grandi capitali, i quali sottratti alle casse dello Stato Americano, si trovano ora alle strette, tra un rinnovamento dell'intero sistema antropologico e la crisi che nel frattempo è sopravvenuta a gettare nel panico il meccanismo mondiale.  

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