Overblog
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
7 maggio 2014 3 07 /05 /maggio /2014 17:51

IL DECLINO DELL'INTELLIGENZA

 

di Ninnj Di Stefano Busà

 

Vi è un atteggiamento d’intolleranza ai nostri giorni verso tutto ciò che può rappresentare lo status d’intelligence umana. Parecchi segnali stanno a dimostrare che vi è scarsa attitudine a stabilire contatti veritieri, sollecitazioni a raggiungere uno stato decente di considerazioni e di saggia consapevolezza verso quei valori inalienabili dello spirito e della coscienza atti a metterci sulla strada del bene, della speranza e della saggezza in un mondo tumultuoso e caotico fatto apposta ormai per smarrire la via del Bene e la filosofia del giusto, del vero, della bellezza.

La civiltà contemporanea è divenuta un crogiuolo di nefandezze, senza possibilità di condivisione, di stabilità, di coerenza: una sorta di giostra che vorticosamente ci porta su e poi giù, senza ideali, valori, significati che plachino il nostro bisogno di creature umane.

Qualunque stadio d’intelligenza ha bisogno per progredire nel bene e anche nella civiltà e nel progresso, di avere cardini robusti, ideali da realizzare.

Il filosofo francese Gabriel Marcel (1889-1973) distingueva due forme di autocoscienza: una alta, nobile, che assurge a saggezza intellettuale atta ad immaginare e carezzare una vita migliore, pronta ad accogliere l’intelligenza spirituale di una forma di esperienza matura e vigorosa, viva e autentica che ci prospetta una filosofia di vita più progredita e l’altra più popolare più svilita e aberrante che ci porta ad operare come esperienza involuta, tendenzialmente volta ad una coscienza ottenebrata che si fonda su valori assurdi, senza luce d’intelligenza e di rigore intellettuale, atta a far leva sulla massa dei comuni mortali portati alla spigliatezza/dissolutezza dei costumi, alla fuorviante arbitrarietà dell’anima e dell’umanità residuale.

La prima forma ormai è diventata incompatibile con la moderna società che si crogiola sull’utile, sull’incolpevolezza di ogni azione o reazione, sull’inadempienza dei valori, sul declino dei significati umani più alti e nobili.

Sembra che non vi sia più tempo per drizzare la prua, per correggere la rotta.

Ogni visuale viene offuscata da una sorta di nebbia che porta al tramonto di qualsiasi forma di saggezza, a negare qualsiasi tentativo di arginare fenomeni massificati di intolleranza alle regole fisse, ai paraocchi di una legittimazione inconsulta e forsennata del libero arbitrio, ormai divenuto  soppressione di qualsivoglia tentativo di difesa.

La teorizzazione dell’individualismo portato alle sue estreme conseguenze, incontra una forte opposizione a partire da Nietzsche, Sartre e diversi altri filosofi con un rifiuto della tradizione: l’uomo si sente libero di creare un suo modello individuale di perbenismo becero che non è libertà di pensiero, ma arbitrio dissennato che compromette ogni discernimento e nega qualsiasi legame col passato, come riferimento sia etico che sociale e civile di un’umanità disattenta, disorganizzata poco propensa a seguire regole di vita e di decenza negando ogni coinvolgimento a modelli preesistenti.

Non vige più buon senso e ordine in un frastornante rumore di civiltà meccanicistica che ottunde la luce dell’intelligenza e della saggezza, e l’inesorabile scorrere il tempo rende sempre più intollerante, reproba, svilita e insensibile a qualsiasi discernimento di carattere etico.

L’epoca dell’informatica e della conoscenza mediatica ha prodotto mostri, tutti protesi a proiettare nell’individuo una realtà fuori da se stesso, fuorviante e lontana dalla vita reale, la quale, quasi in un film di fantascienza, gli prospetta modelli arbitrari, istinti in libertà, scelte di vita dissoluta e corrotta, dove l’immaginario è d’obbligo, non il dovere o il valore in se stessi. La distonia tra il reale e l’immaginazione in una svalutazione di significati e progettualità del passato è senza precedenti, viene respinto categoricamente ogni tradizionalismo perché obsoleto e greve. Oggi il libertarismo ha preso il sopravvento, è a portata di mano di tutti un più generalizzato qualunquismo che disorienta. La società moderna si caratterizza proprio per la sfrenatezza con cui affronta i problemi della modernizzazione, equivocando sui valori, immaginando altra vita che potenzi ogni liberalizzazione dei principi individualistici, scardinando tutti i lacci e laccioli inerenti al passatismo e alle esperienze precedenti. 

Condividi post

Repost0

commenti