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25 aprile 2011 1 25 /04 /aprile /2011 12:18

di Ninnj Di Stefano Busà

 

Vi sono molti modi d'intendere la poesia, ma da qualunque angolo di osservazione la si consideri, essa parte direttamente dal cuore ed è arduo e limitante pensarla diversamente originante, anche perché è una sollecitazione ulteriore, una sorta di extrasistole del grande ingranaggio cardiaco, che ci propone una vita extra, quasi parallela. Chi non l'ha mai provata né scritta forse non può intuirne le qualità, le rigeneranti linfe che si espandono dal cuore al cervello in una simbiosi unica, irripetibile, quasi al limite con l'estrasensorarietà di un messaggio medianico. Infatti l'ispirazione ne è la fiaccola primaria, quasi come se si accendesse una lampadina che poi inesorabilmente viene spenta. Se in quel preciso momento non si prende nota c'è tutta la possibilità che si perda il contatto per sempre con le sinapsi che, partendo direttamente dall'area di Broca, (parte del cervello abilitata al linguaggio), giungono fino alla scrittura, atto ultimo di quel sottile fascino che calamita la Poesia e ne fa correi il sentimento, le emozioni, le suggestioni, entro un'aurea di infinite e progressive digressioni, orientamenti e accenti.

La scrittura, vale a dire, il gesto di affidare alla storia di ognuno, la  potenzialità del pensiero si manifesta in ciascuno attraverso la ristrutturazione di un processo linguistico trasversale allo scrivere.

La Poesia è l'habitat ideale della lingua, orientata a <collocarsi> con l'immaginazione, la fantasia in una lettura lenta e ponderata, "avanzata" potremo dire. La Poesia poi, non può fare a meno dell""oralità". Come Jurij Lotman, ne intuiamo la scrittura come un sistema di modellizzazione dipendente dal linguaggio. Il discorso della Poesia è inseparabile dalla misura e dal diverso grado della coscienza intellettuale umana. La poesia, da sempre, ha affascinato l'umanità e l'ha fatta riflettere su di sé fin dai suoi primi stadi^. Il pensiero creante, servendosi proprio di quel medium, intercetta un linguaggio alto, che si traduce in una percezione mutante, organizzata dalla mente per essere impressa alla consapevolezza degli individui che la emanano, quindi la poesia sta nel suo interagire al prodotto mentale della trasformazione del concetto logico. la Poesia ha come primaria conoscenza il senso illimite del linguaggio, il suo silenzio, la sua mobilità che diventano rapporti privilegiati con gli altri, ovvero coi suoi fruitori.

La Poesia infine è un'interazione tra le lingue colte, perché sa cogliere le sfumature, le allitterazioni, le interferenze della lingua anteponendole e sottraendole alla incomprensione derivante dal linguggio comune, involuto e  imponendole un'altra veste più evoluta, più raffinata, più colta.

La poesia enfatizza l'interazione tra le parole-suono e lo spazio-scrittura, la rende leggibile e interiorizza il significato profondo del <verbo> che assume "mero" prestigio, poichè giocando (si fa per dire) con le parole, assicura una sua dialettica alla testualità, ovvero allo spazio che paradossalmente la riveli.

La Poesia in concreto è <decostruzionismo> della coscienza intellettiva.

Ovvero, un genere d'arte verbale superiore, domina tutti gli altri generi, poiché è alla base dall'alfabetizzazione che chiameremo artistico-scritturale. La poesia lirica ad es. implica una serie di induzioni a procedere in cui si colloca l'io poetico, immettendola nel flusso del tempo e della storia.

La poesia sta all'esperienza umana come la narrazione sta alla logica della trasmissione del pensiero, che ne ha registrato il pieno sviluppo delle proprietà virtuali della specie. Un passaggio narrante che possiede, tuttavia, tutte le proprietà induttive della lingua "artisticamente"  - ovvero -  fa capo allo sviluppo e ai mutamenti interculturali e all'evoluzione dell'uomo.

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