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27 maggio 2010 4 27 /05 /maggio /2010 13:45

di Ninnj Di Stefano Busà      x 4 persone

 

INGREDIENTI: un kg circa di polpa di agnello a pezzi, 40 gr. di burro, 4 foglie di salvia, un bicchierino di rhum, 1 pizzico di noce moscata, 1 spicchio d'aglio, 1 scalogno, 2 cucchiai di senape, 1 cucchiaio di succo di limone, olio extravergine di oliva, sale e pepe.

Mettete i pezzi di agnello lavati e asciugati in un tegame con la salvia lavata, il burro, la noce moscata, l'aglio sbucciato e schiacciato (che poi toglierete), la cipolla affettata sottile e fate rosolare a fiamma viva, rivoltando diverse volte. finché la carne risulti dorata e ben croccante, irrorate con il Rhum e fatelo evaporare. Bagnate con un mestolo d'acqua o brodo, coprite  e continuate la cottura, a fuoco basso per almeno 30 minuti, se necessario aggiungendo un goccio d'acqua. Verso fine cottura, sciogliete nel succo di limone la senape e versatela sullo spezzatino, fate saltare bene tutti gli ingredienti e servite caldo con un Sauvignon Mockhof Alto Adige.

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27 maggio 2010 4 27 /05 /maggio /2010 11:44

di Ninnj Di Stefano Busà       x4 persone

 

INGREDIENTI: 1 orata dal peso di circa 1500 gr,mezzo litro di vino bianco secco e aromatico, 2 cucchiai di aceto, 2 ciuffi di prezzemolo, 1 spicchio d'aglio, olio extravergine di oliva, 2 cucchiai di capperi piccoli sott'aceto, 150 gr. di olive nere grosse, snocciolate, sale e pepe.

 

Lavate bene l'orata, sventratela, togliete le interiora, mettetela a lessare in un miscuglio di acqua e vino che la copra a filo, aggiustate di sale e pepe, mettete il trito di prezzemolo e di aglio schiacciato (che poi toglierete). Quando l'orata è cotta, potete provarlo con i rebbi di forchetta, adagiatela su un vassoio, irroratela con una leggera vinaigrette di miele, aceto, olio sbattuti insieme, alla quale aggiungerete i capperi sgocciolati e le olive nere tagliate a rondelline. Mescolate tutto insieme, versate sull'orata e servite con un "Le Moie" bianco Fazi Battaglia o un Solatìa Tenimenti Ruffino, vini di gran classe.

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27 maggio 2010 4 27 /05 /maggio /2010 11:27

di Ninnj Di Stefano Busà           x 4 persone

 

INGREDIENTI: gamberoni per circa 1300 o 1500 gr di prodotto, 2 spicchi d'aglio, 1 bicchierino di Sambuca,  4 foglie di salvia, 1 cucchiaio di semi di finocchio, 2 ciuffetti di prezzemolo, 1 cucchiaio di miele, 2 cucchiai di aceto balsamico, sale e pepe.

 

Lavate e pulite bene i gamberoni, togliete le code. Preparate un battuto fine di aglio e prezzemolo tritati insieme. Versate il trito in una padella antiaderente con 4 cucchiai d'olio, aggiustate di sale e pepe, fate cuocere per 10 minuti. Irrorate con la Sambuca, aggiungete i semi di finocchio e fate evaporare. Sbattete il miele con l'aceto balsamico e versatevelo sopra. Fate saltare per qualche minuto, finché si assorbe. Spegnete la fiamma e servite caldo con un classico Fazi Battaglia Verdicchio dei Castelli di Jesi.

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27 maggio 2010 4 27 /05 /maggio /2010 10:45

di Ninnj Di Stefano Busà

 

E' di questi giorni il bubbone scoppiato in Grecia, la quale è messa in ginocchio dalle speculazioni e dagli affari di una politica incentrata tutta sui conti truccati e su bilanci menzogneri. Il pericolo valanga, (come io lo chiamo) può costituire una sorta di slittamento a catena capace di colpire da un momento all'altro altri paesi dell'Unione Europea più deboli, anelli della catena che non hanno virtualmente di che offrire al reddito tutto smaterializzato dell'economia mondiale.

La finanza globale si è costruita la sua roccaforte sul medio raggio, aumentando a dismisura utili e proventi e lasciando scoperti i fianchi alla media borghesia priva di ingenti mezzi, ma soprattutto ha messo alla fame i poveri e gli indigenti del mondo che sono quelli con minor copertura economica e con stipendi fissi e pensioni da vera sussistenza, per non dire proprio da fame.

Nel marasma di una finanza schizofrenica fatta di titoli speculativi avvelenati  si è instaurata una bolla d'inveterati uomini d'affari che diventano sempre più molossi del guadagno facile, respingendo ai margini sacche di povertà sempre più generalizzata e con economie deboli o nullificate da bancarotta politica. I primi si sono andati rmpolpando le ossa con un cinismo e una mancanza di remore etiche da guiness: di quelli per intenderci a cifre 0000000 che non finiscono mai, mentre hanno perso quota e si sono smaterializzati i beni prioritari ricavati dall'economia del piccolo risparmiatore che si vede soccombere in bocca ai pescecani.

Non si vede all'orizzonte come se ne possa uscire da un simile pantano.

Il premier greco ha ammesso di aver truccato i conti, ma ciò non basta a propria discolpa. Ma il problema sussiste solo perché la Grecia fa parte, purtroppo, della moneta unica europea, gravemente ammalata nella sua quotazione in Borsa e demidiata e compressa in tutta la sua area di riferimento rappresentativo.

Ma l'Europa che di recente ha assistito ad un defenestramento dei suoi colossi finanziari, effettuato su bolle speculative da parte di un libertinaggio e linciaggio di prodotti tossici, non può in un momento di crisi planetaria sostenere gli Stati più diseredati. Occorreva prima dell'ingresso in Europa fare una cernita, una selezione di Stati che potessero dare maggiore affidabilità e gareggiare in eguali forze, eguali sicurezze di mercati finanziari.  

Accennavo prima all'effetto valanga: quando in un complesso di molte entità viene a cedere un anello della catena, l'effetto domino è assicurato, la valanga, tanto per non essere pessimisti, può trascinare a valle le finte fortezze di altri stati che non hanno uguale forza di competitività con i mercati azionari dell'Unione. La contrazione dell'economia nazionale di ogni membro va di pari passo col P.I.L, sicché se da un lato soccorrere il più debole può essere un dovere dal lato umanitario, non è detto che corrisponda la certezza di veder ridurre il debito , bensì si aumenta il deficit, perché il gettito che viene da aiuti esterni non fa che arrecare un sovraccarico nel risanamento dei conti pubblici allo Stato beneficiario, il quale per non soccombere alla catastrofe economica è costretto a prendere misure drastiche che destabilizzano ulteriormente le precarie condizioni di mercato. Il debito che poi viene valutato in misura di prodotto interno lordo, porta all'aumento delle misure più drastiche, non tiene e implode vertiginosamente. Dinanzi alle incertezze della U.E di lanciare una scialuppa alla Grecia prima che cali a picco, vi sono tassi di interessi spropositati.

A questo punto viene da chiedersi, ma è pur vero che la U. E con la sua moneta unica ha salvato l'Occidente, oppure, come è ben chiaro e acclarato, ha fatto precipitare la crescita mondiale favorendo la crisi planetaria?L'idea di unificare la moneta non governata da un solo potere è stata una follia di cui si pentiranno amaramente le generazioni a venire, che pagherano in termini inimmaginabili con la disoccupazione e il precariato.

In realtà non si è creata una moneta unica, ma un'associazione monetaria di stati membri, di cui il più forte in carica detta leggi e misure da adottare, gli altri con meno voce in capitolo stanno a obbedire. Ogni stato ha all'interno della sua "casa" problemi esistenziali diversificati.

Come si può solo pensare di mettere regole e unificare le legislazioni vigenti se non si va di pari passo? Se uno cammina su territori accidentato e l'altro in pianura, su una bella radura di erbetta? Ma nella fattispecie dove sta l'eguaglianza?

Non è sostenibile una tale  progettualità, dal momento che vi sussiste una variante di modelli di vita, di culture, di tradizioni, di  politiche, di economia, di sistemi avanzati di democrazia e d'istruzione che fanno la differenza, sia in campo sociale che economico/finanziario.

 A distanza di anni appare sempre più evidente il passo affrettato e fuori luogo di voler accorpare etnie diverse con una sola moneta. Come si fa a pensare che una politica di consociativismo, ma anche di differenze sostanziali: politiche, socioculturalismi religiosi, amministrativei, possano stare in piedi guidati dalla stessa sorte? appesi solo al filo che formalmente e non nella sostanza hanno voluto costituire? E' più che evidente, la pura follia. Ormai fanno parte della U.E paesi che fino a ieri facevano parte del blocco sovietico, paesi stritolati dalle indigenze ataviche e dalle miserie provocate da persistenti e inamovibili dittature, paesi e popoli travolti dalla guerra che ha fatto pesi e misure diversificate. L'intenzione dei padri fondatori era certamente quella di un beneficio per i popoli aggregati, avendone essi intravisto pace e prosperità  dopo una guerra sanguinosa e una miseria che avevano ridotto ai minimi termini l'Europa: l'era di Hitler, la guerra nel Kossovo, l'Iraq di Saddam avevano fatto dell'area medioeuropea un campo di interessi legati al postcomunismo.

L'U.E di oggi è un coacervo di disuguaglianze pseudodemocratiche, di regole che sbandierano elettorati di democrazie solo all'apparenza che non possono essere considerate assimilabili tra loro, né sono realizzabili progetti e interessi davvero comunitari. Oggi è chiaro, anche a  chi sostiene il contrario, che il passo è stato avventato, troppo avventato e precipitoso per dare forti garanzie di successo. 

Non si possono aggregare forze diverse, popoli diversi e culture diverse: l'integrazione tanto ventilata e sospirata non è realizzabile, soprattutto, perché le basi si fondano su progetti  a lunga scadenza, che è bene valutare prima di affondare come il Titanic nel mare di anemiche contraddizioni, di conflitti, di errori e di mastodontiche sperequazioni che non portano beneficio a nessuno.

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27 maggio 2010 4 27 /05 /maggio /2010 10:45

di Ninnj Di Stefano Busù          x 4 persone

 

INGREDIENTI: 600 farina gialla, 400 farina bianca, 250 gr. di zucchero vanigliato, 100 gr. uvetta sultanina, 1 uovom, un pizzico di sale, 1 pizzico di vaniglia.

 

Fate una fontana con le due farine, aggiungete il sale, l'uovo, lo zucchero, ol lievito e un po' d'acqua tiepida, quanto basta per impastare il tutto fino ad avere una consistenza liscia e morbida. Lavorate l'impasto con un velo ancora di farina bianca e contemporaneamente incorporate i pinoli interi e l'uvetta strizzata che avrete fatto rinvenire nel Cognac per 20 minuti. Formate 2 o 3  filoncini (a vostro piacere), spennellateli col rosso dell'uovo sbattuto sulla superficie e infornate nella piastra del forno, foderata di carta da forno a 170° per circa un'ora. Sfornate e servite a fette questo dolce a colazione inzuppato nel latte o da merenda per bambini. Vi assicuro che è una delizia.

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27 maggio 2010 4 27 /05 /maggio /2010 10:45

di Ninnj Di Stefano Busà       x 4 persone

 

INGREDIENTI: 800 gr. di seppie medie, 50 gr. di filetti di acciughe,, 2 cucchiai di pinoli, 60 gr. di funghetti sott'olio, 1 cucchiaio di capperi sott'aceto, 6 pomodorini ciliegini, 6 fette di pancarrè, 1 scalogno, 2 spicchi d'aglio, 2 ciuffetti di prezzemolo, 2 foglie di salvia, olio extravergine di oliva, 2 cucchiaio di pangrattato, sale e pepe

 

Lavate e asciugate le seppie dopo averle eviscerate e private dell'osso, lasciatevi attaccati i ciuffetti di tentacoli. Lessatele per 10 minuti in acqua leggermente salata. Preparate il ripieno: in una padella antiaderente con 4 cucchiai d'olio fate amnmorbidire lo scalogno e l'aglio tritati finemente, aggiungete i filetti di acciughe sgocciolate, i pomodori privati dei semi e tagliati  in quarti, i pinoli, la salvia e il prezzemolo tagliuzzati fini, i capperi sgocciolati e asciugati, i funghetti sgocciolati dall'olio, un pizzico ancora di sale e il pepe. Fate cuocere tutto per 10 minuti. Spegnete il fuoco, versatevi dentro il pancarrè tagliato a cubetti e fate raffreddare il composto. Riempite con esso le seppie tagliate a metà per la lunghezza Sistematele in uno stampo oleato e cosparso di pangrattato. Irrorate le seppie con un filo d'olio buono cospargete appena un velo di pangrattato anche sulle seppie e mettete in forno a gratinare per 10 minuti a 180°.

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27 maggio 2010 4 27 /05 /maggio /2010 10:45

di Ninnj Di Stefano Busà          x 4 persone

 

INGREDIENTI: 300 gr. di datteri snocciolati, 2 uova, 2 cucchiai di zucchero, 1 bicchiere di panna, 3 cucchiai di Cordial Campari, 1 bustina di vanillina., 2 cucchiai di pistacchi tritati. 

 

Versate nel mixer i datteri snocciolati e tagliuzzati, versate il Cordial Campari, frullate finché risulti una crema densa e omogenea. Dividete i tuorli dagli albumi, montate per alcuni minuti con la frusta i tuorli con lo zucchero e la vanillina, unite il composto alla purea di datteri. Sbattete a neve fermissima gli albumi con una puntina piccolissima di sale e incorporatevi la panna montata con delicatezza dal basso verso l'alto con piccoli movimenti rotatori, unite  anche questo composto al preparato di marroni. Mescolate bene tutti gli ingredienti, riempite 4 stampini di alluminio (pronti al supermercato). Sigillate gli stampini con pellicola trasparente e riponeteli in frigo a rassodare per alcune ore. Servite, cospargendo la mousse con pistacchi tritati o pestati e fettine di fragole in superficie, come guarnizione.

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27 maggio 2010 4 27 /05 /maggio /2010 10:45

di Ninnj Di Stefano Busà

 

INGREDIENTI: 1 kg di patate, 50 gr. di burro, 1 pizzico di cannella, 1 pizzico di noce moscata, 200 gr. di melone giallo sodo e maturo, 4 foglie di basilito, sale e pepe.

 

Lessate le patate con la buccia in acqua salata inizialmente fredda. Pelatele facendole cadere in una terrina  mentre le passate da una grattugia a fori larghi, in modo da ridurle a sottili listerelle. Man mano che le grattugiate salatele. Scaldate molto il burro in una padella antiaderente e versate le patate, mescolatele con cautela in modo che non si disfano. Aggiungete la cannella, la noce moscata. Sbucciate il melone, eliminate semi e filamenti, tagliate la polpa prima a fette e poi a dadolini, aggiungetela alle patate e proseguite la cottura per 10 minuti. a questo punto schiacciate e livellate bene il composto in modo che si formi una crosticina dorata. Girate e fate prendere colore anche  dall'altra parte. Fate scivolare il ròsti  su un piatto di portata e servite.

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27 maggio 2010 4 27 /05 /maggio /2010 10:45

di Ninnj Di Stefano Busà

 

PER LE VOSTRE GRIGLIATE IN GIARDINO...

 

INGREDIENTI: 2 kg di costine d'agnello con l'osso, 4 cucchiai di miele,

1 cucchiaio di semi di coriandolo, 4 foglie di alloro, 2 rametti di rosmarino, 1 rametto di bacche di ginepro, 2 spicchi d'aglio, il succo di un limone, olio extravergine di oliva, sale e pepe.

 

Lasciate  in marinatura per alcune ore, le costine d'agnello con il coriandolo, l'alloro, il rosmarino, alcune bacche di ginepro pestate, l'aglio schiacciato e qualchre grano di pepe nero. Sgocciolatele, asciugatele e passatele nell'olio e succo di limone in parti uguali. Gratinatele sulla griglia del barbacue finché sono ben cotte, rigiratele un paio di volte per farle rosolare bene da ambo le parti. Frullate nel mixer il miele con 5 aghi di rosmarino, mezzo spicchio d'aglio, il succo di mezzo limone spremuto, un pizzico di sale e due cucchiai di aceto balsamico. Spennellate questa salsina sopra le costine d'agnello e servite caldissime, con un Aglianico del Vulture Re Manfredi.

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27 maggio 2010 4 27 /05 /maggio /2010 10:45

di Ninnj Di Stefano Busà

 

INGREDIENTI: 50 gr. di mollica di pane, 4 spicchi d'aglio, 1 bicchiere di aceto bianco, 1 peperoncino piccante, 1 tuorlo d'uovo, 2 filetti di tonno, 1 cucchiaino di capperi piccoli, 2 cucchiai di grappa, 1 ciuffetto di prezzemolo, mezzo bicchiere d'olio, sale

 

Inzuppate la mollica di pane nell'aceto per qualche minuto, poi strizzatela, unite il tuorlo d'uovo, l'aglio sbucciato e pestato finissimo, il tonno sgocciolato dal suo olio di conservazione, il trito finissimo di prezzemolo, la grappa e lavorate tutti questi ingredienti finché diventi una salsa omogenea e spumosa della consistenza di una maionese. Ora versatevi dentro l'olio a filo e fatevelo incorporare poco a poco, sempre mescolando. Infine aggiungete i capperi e trasferite in una salsiera affinché ogni commensale possa servirsene. Questa salsa è ottima per accompagnare crostacei, arrosti, grigliate e pesci alla brace.

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