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2 gennaio 2013 3 02 /01 /gennaio /2013 10:14
di Ninnj Di Stefano Busà   
BISCOTTINI FACILI FACILI

INGREDIENTI: 100 gr. di burro, 100 gr. di miele, 1 uovo, 350 gr. di farina, 140 gr. di zucchero a velo, 100 gr. di zucchero di canna, mezzo cucchiaino di bicarbonato, 1 pizzico di noce moscata, chiodi di garofano, cannella, vaniglia, 4 cucchiai di gherigli di noci.

 

Tagliate a tocchetti piccoli il burro, fatelo sciogliere a bagnamaria con il miele. Setacciatevi sopra la farina con mezzo cucchiaino di bicarbonato, 1 cucchiaino di cannella, un pizzico di chiodi di garofano in polvere, 1 pizzico di noce moscata, Aggiungete l'uovo e lavorate il composto ottenuto finché otterrete una pasta morbida ed elastica. Avvolgete l'impasto nella pellicola trasparente e tenetela in frigo unìora. Riprendetela e stendetela dello spessore di mezzo cma, ricavatene col coppapasta delle formine a piacere (preferibile la formina col cuore). Ponetele sulla placca del forno foderata di carta-forno distanziando un po' i biscotti e cuocete per 6 minuti a 180°.

Fate la glassa, lavorando lo zucchero a velo con 2 cucchiai di acqua fredda fino ad ottenere un composto denso, spennellate i biscotti con la glassa e lasciate asciugare. Tritate grossolanamente i gherigli di noci, spennellate un goccino di miele sulla superficie e guarnite col trito di noci.

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30 dicembre 2012 7 30 /12 /dicembre /2012 17:45

 di Ninnj Di Stefano Busà

 

LA “CRESCITA” TANTO PALESATA DI MONTI BIS E’ SOLO SPECCHIETTO PER ALLODOLE, UNA VOLTA CHIUSE NEL SACCO ESSE NON HANNO POSSIBILITA DI SOPRAVVIVERE

 

 

NON SI POTRA’ REALIZZARE MAI, E TANTO MENO, A BREVE SCADENZA IN UNA ITALIA RIDOTTA IN GINOCCHIO e ALLO SFASCIO

 

 

Coi Patti Lateranensi Mussolini firmava un accordo bilaterale tra i due Colossi di allora: stato Italiano e stato del Vaticano. Oggi lo Stato del Vaticano è ancora notevolmente saldo, lo Stato italiano è quasi disintegrato dal mal governo e dall’inerzia di un esecutore testamentario che ne sta realizzando il Rigor Montis attraverso una figura di “salvataggio” dissennata e insipiente. Di formazione gesuita e apparentemente uomo della Chiesa, Monti risulta cattolico praticante, a chi si può ispirare secondo voi, il promotore di una così franante e defraudante legislatura tecnocratica? Un ibrido tra tecnicimo travestito da pastoie europeistiche di stampo socialpolitic, condiscendente con i poteri forti e le manie di grandezza e di superiorità di un euromoneta di stampo marcatamente merkeliano che sta per distruggere vari Paesi dell’area deputata a questa valuta, ma soprattutto gli stati membri costituenti meno forti, meno agguerriti e meno protetti dell’intero establishment UE.

Salvaguardare le Banche è stato l’obiettivo di Monti sin dal suo primo esordio in politica. In realtà ha salvaguardato il destino dei potenti, ha dato man forte alla parte che più si distingue per accaparramenti economico/finanziarie e speculazioni monetarie, “fenomeno” degenerativo maligno che oggi  viene denominato < spread > e che fa tremare le vene dei polsi delle nazioni aderenti al Mercato Comune. L’uomo della Provvidenza? ha registrato al suo apparire il più alto gradimento mai tributato ad un uomo di governo, deteneva il 60% dei simpatizzanti, ora risolto in un 10-15% di “manutencoli” che gli tirano la giacchetta pur di andare o restare in Parlamento, perché senza di lui rischierebbero di non rientrare nella quota prevista per essere eletti.

Ecco cosa ha prodotto Monti: disoccupazione, aumento delle tasse, tagli indiscriminati alla sanità, alla scuola, un riforma dell’articolo 18 della legge sul lavoro iniqua e feroce che ha ridotto sul lastrico migliaia di famiglie, portato allo sbando parecchie migliaia di esodati e ci ha regalato una supertassa esorbitante, a sua immagine e somiglianza, che è andata a soddisfare la gola profonda di Banche, contrariamente alla sua affermazione infausta di voler  diminuire il debito pubblico (che invece è ulteriormente aumentato).

Ecco cosa non ha prodotto: equità, (neppure l’ombra, poiché non sa dove stia di casa...) liberalizzazioni 0, crescita del lavoro e occupazione 0, strutture e riforme 0, tagli alla politica 0, lotta agli sprechi 0, alle caste, (neppure un euro sottratto a privilegi esorbitanti, a pensioni e vitalizi fuori controllo, indegni di un paese civile; miglioramenti di nessun tipo, agevolazioni fiscali 0, incremento industriale, creditizio 0. Ci ha elargito a piene mani invece una IMU strabiliante che gli gioverà per essere menzionato nella storia del fisco come l’esattore più disciplinato e preparato di tutti i tempi. Il suo apparato di rigidità ha provocato la caduta ulteriore del PIL (prodotto interno lordo) che è andato ai minimi storici. Ora per farsi eleggere blatera di “crescita” affermando che è il suo 2° traguardo, (ce ne guardi Iddio!). Ma a questo punto crediamo tutti che il prof. non abbia chiaro neppure il significato del termine, “crescita” per lui è solo crescere in tasse. “A buon intenditor poche parole” dice un vecchio detto...e noi l’abbiamo provato sulla nostra pelle.

Le sue manovre e le sue mire politiche ora sono sotto gli occhi di tutti, unirsi al centro per indebolire i due poli e andare spedito di nuovo alla guida del paese, ma questa volta ci auguriamo davvero che gli italiani lo mandino a casa sua per sempre, a fare lì i conti della spesa. Non è tipo da salvare l’Italia. E lo abbiamo abbondantemente capito. Perlomeno si spera...ardentemente, ne andrebbe della sopravvivenza degli italiani che sarebbero ulteriormente schiacciati, con una guida al governo di quel genere.

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26 dicembre 2012 3 26 /12 /dicembre /2012 10:10

di Ninnj Di Stefano Busà

INGREDIENTI X 4  : 18 mazzancolle, 1 bicchierino di Cognac, una punta di senape dolce, alcune foglie di basilico fresco, mezza cipolla, 100 gr. di pancetta tesa magra, 1 peperone rosso,olio extravergine di oliva, sale e pepe q.b

 

Pulite bene le mazzancolle, asciugatele e lasciate in marinatura un'ora con il cognac, il basilico spezzettato, la senape sciolta, la cipolla affettata finemente, sale e pepe. Trascorsa l'ora di marinatura, sgocciolate le mazzancolle e avvolgete ogni mazzancolla nella pancetta. Infilate in spiedini, intercalandole con un piccole pezzo di peperone. Ponete sulla placca del forno foderata di carta-forno. Irrorate con un filo d'olio buono di oliva fate cuocere per 5 minuti a temperatura 180°. Serviteli caldi o tiepidi, con insalatina fresca di rucola o di misticanza. Buon appetito

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22 dicembre 2012 6 22 /12 /dicembre /2012 16:25

SARDE RIPIENE (RIVISITATE AL MIELE) per l'occasione di Natale, un piatto povero ma squisito

 

              preparazione

*           

 14 sarde grosse fresche spinate

2 mazzi di erbette, un cucchiaio di miele,3 cucchiai di succo di limone , 4 cucchiai di pangrattato, 2 peperoncini,un limone, uno spicchio d'aglio, olio extravergine di oliva, q.b sale

Scaldate un padellino con il miele e il succo di limone, unite un peperoncino spezzettato, una presa di sale e il pangrattato, mescolate bene fino a farne un composto omogeneo, togliete dal fuoco e lasciate intiepidire. Salate leggermente le sarde, distribuite su ognuna un cucchiaino di ripieno e arrotolate fissandole con uno stecchino di legno. Allineatele in una teglia leggermente unta d'olio. Scottate le erbette in acqua bollente salata, scolatele e tenetele in attesa. Affettate finemente l'aglio e il secondo peperoncino. Cuocete le sarde ripiene nel forno gia caldo a 180° per 6 minuti. Per ultimo, scaldate in un padellino 4 cucchiai di olio con l'aglio e il peperoncino,(non fatelo rosolare troppo) aggiungete il limone spremuto, il miele e una presa di sale e togliete dal fuoco. Distribuite le erbette a mucchietti sui piatti e su ogni mucchietto sistemate una sarda o due arrotolate. Versate l'olio al miele sopra ogni mucchietto e servite subito.

 

 

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17 dicembre 2012 1 17 /12 /dicembre /2012 08:45

 

 

IL MONDO DEVE CAMBIARE ROTTA, PER APRIRSI IL VARCO VERSO UNA PALINGENESI GLOBALE DELLA SPECIE UMANA

 

                                    di Ninnj Di Stefano Busà

 

Mi rivolgo a voi e soprattutto a chi ha l’avvedutezza di capire come stanno veramente le cose. Prima alcune voci hanno messo in giro una ripresa ipotetica nel 2013, salvo poi essere smentita e rinviata al 2015 da Angela Merkel, (che da buona stratega ha fatto le sue previsioni...) dopo di che rimane il traguardo del “mai”. Siamo alle soglie di una catastrofe epocale, come si può sperare in una rinascita? In uno sviluppo generazionale imminenti? O almeno a breve scadenza? soprattutto, dopo aver fatto tante mosse, tante scelte sbagliate, dopo aver navigato controcorrente a valori inalienabili in quanto a dignità, a morale, a decoro, a intelligenza. Chi è appena  sano di mente non può non notare la mastodontica panzanata. Viene da chiedersi allora dove stia questa prossima ripresa. Forse, solo nei sogni ormai... Le riprese o rinascite avvengono nel tempo (e realizzando risorse con criterio e intelligenza, senza sciacallaggio, sfruttando le risorse che ci vengono date e facendo scelte di fondo giuste, ineccepibili, raziocinanti per il bene comune). Le riprese possono realizzarsi, sì, e spesso sono il risultato di sforzi, di sacrifici, dopo rinunce in anni di malumore, di malessere e di crisi. I consumi di questi ultimi mesi sono ai minimi storici, l’IMU il Fisco ci stanno sotterrando; ha visto ingoiarsi le tredicesime e molti risparmi di poveri cristi costretti a vendersi i gioielli di famiglia, i pochi risparmi e a grattare il barile per far fronte a mutui e tasse. Il governo di questo esecutivo verrà ricordato come quello della iniquità e delle superaccelerazioni interventiste soprattutto dentro le tasche degli italiani: un anno dei peggiori dopo l’ultima guerra. Consumi a picco, si comprano solo i prodotti da sopravvivenza, Il Pil fa inorridire gli scettici; il disavanzo tanto ventilato a favore del debito pubblico è in caduta libera, aumentato invece che diminuito; la benzina a livelli da capogiro, la più cara di tutta l’eurozona; un continuo scollamento e collasso delle classi meno abbienti che possono sopperire solo alle necessità primarie. Allora di che ripresa si parla?...la devastazione è totale, il capitalismo avallato da protettorato da terzo mondo ha coperto le magagne e le frottole di questo sgangherato “eroe” di seconda categoria e della sua squadra di basso profilo: tecnocrate impenitente, burocrate e realizzatore di impoverimenti macroscopici, che ci ha privati dell’ultimo residuo di speranza. Nei cuori alberga il seccume e la disperazione per il futuro, non c’è luce intorno a noi, manca il lavoro per i ns figli, per la nuova generazione, una marea di esodat:i una bella parola per dire i defraudati, gli emarginati dal lavoro e dal trattamento pensionistico, coloro che non avranno nulla, solo gli occhi per piangere. Siamo al palo per tutto il sistema che dovrebbe regolare ipotesi di progressivi miglioramenti: In una società siffatta, stritolata da egoismi e finanzial-capitalismi sfrenati e senza regole, parlare di ripresa suona come una bestemmia, ci si sente raggirati e protesi nel vuoto, quasi sospesi ad un filo, tra incognite paurose che iniettano malumore e malessere insofferenza e sdegno. L’uomo-Monti quello per intenderci, adatto a bilanci ragionieristici da servetta di mercato, in cui riesce facile provvedere con aggiustamenti spiccioli, non atto a sopperire ai conti di una Nazione...ora si è dileguato come neve al sole, -non valeva niente- il pover'uomo! Ma il cambio non se ne è avvantaggiato: prima Enrico Letta (canonico e allineato alla supremazia delle minoranze di potere), ha fatto il suo guasto temporeggiando e perdendo tempo! E si diceva soddisfatto...beato lui che riesciva a sorridere, senza capire che stava decretando una crisi ancora peggiore, perché era già tempo di agire, di muoversi in fretta (fuoi tempo massimo). Il declino che ci ha colti di sorpresa, sì, è vero, è mostruoso, planetaria, una crisi da “fine del mondo”ma è anche vero che l'Italia mette sempre i meno adatti a governare! Sicché pare che consegnamo continuamente sacche di sangue ai vampiri di turno che ci stanno dissanguando...

Che dire nel frattempo della democrazia? Che dire della stragrande maggioranza degli italiani che stanno alla canna del gas? Luciano Gallino la dà come la peggiore della storia postmoderna. C’è da notare che la falla sospinge la nave sempre più al largo.

Questo collasso e i suoi antesignani mi appaiono come la calata dei mongoli o degli Unni invasori che demolivano e radevano al suolo interi territori. Entrando nel cuore del problema per una disamina obiettiva e onesta, dobbiamo ammettere che siamo già fuori rotta, in piena collisione e nessun elemento parossistico né virtuale ci può essere più nocivo di quello che già viviamo. La crisi è ovunque e peggiora ogni giorno, non è solo morale, quanto economica e sociale in egual misura di quanto sia anche inquietante.

La pace è in pericolo, l’Italia perde pezzi e s’identifica come corpo estraneo alla politica globale. L’economia è destabilizzata da uomini mediocri, che sanno fare solo  conti nel loro privatissimo bilancio e accaparrarsi posti di potere e compensi a cifre iperboliche portando il paese allo sfascio. E questa falla si allarga ogni giorno di più, ha avuto il suo esordio con figure mediocri, che hanno saputo fare solo i loro interessi di parte e, si conclude con ignominia e col degrado morale che è sotto gli occhi di tutti. La situazione è sfuggita di mano, non è più controllabile da nessun “Eroe da fumetti”, siamo alla stretta finale: non possiamo più accelerare verso la catastrofe, dobbiamo rinnovare i ns. sistemi di vita sul pianeta: METTERE MANO ALLE RIFORME, ma non restrittive e da capestro cpme pretenderebbe la Merkel, ma solidali, collaborativi, non utilizzare l’egoismo come arma impropria di sopraffazione verso il mondo, perché esso non ruota attorno a ciascun cialtrone che prende in mano il potere e lo usa a suo scopo e a suo uso e consumo. Occorrono e, da subito, una nuova consapevole disciplina delle risorse planetarie, una nuova forma mentale che sviluppi nuove energie e il potere di salvaguardare l’integrità morale tra le genti. Uniti ci salveremo, disgregati e predatori non avremo le energie sufficienti per cambiare il mondo, e niente è oggi più prioritario che salvare la razza umana da tutto il male che essa stessa ha indotto per esser(si) proposta “nociva” a se stessa e alla compagine dell’intelligenza che, non mostra punte di elevatezza tali da farci considerare prossimi ad una ripresa.

 

 

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6 dicembre 2012 4 06 /12 /dicembre /2012 15:22

di Ninnj Di Stefano Busà

 

INGREDIENTI (x 4 persone): 2 dischi di pasta sfoglia, 5 porri, 120 gr. di prosciutto cotto (in una sola fetta spessa, 1 bicchiere di latte, 1 uovo, 2 cucchiai di Philadephia tipo classico, 2 pizzichi di noce moscata, 4 cucchiai di parmigiano grattugiato, sale e pepe.

 

Rassodate l'uovo per 8 minuti. Pulite i porri, utilizzando solo le parti bianche, lavateli e metteteli in tegame tagliati a tocchi insieme al bicchiere di latte, con sale e pepe. Fateli stufare per circa 10 minuti, finchè non sia prosciugato il latte. Versate tutto nel mixer, aggiungete la noce moscata, il Philadephia, l'uovo sodo tagliuzzato e frullate finché non risulti un composto omogeneo. Stendete il primo disco di sfoglia in una teglia con gancio apribile foderata di carta forno, versate il passato di porri e livellatelo, unite il prosciutto tagliato a piccoli pezzetti, cospargete con il parmigiano e coprite il tutto con l'altro disco di sfoglia, cercando di sigillare bene i due dischi tutt'intorno. Sbattete un tuorlo e spennellatelo sulla quiche. Ponete in forno a 180° per venti muniti circa. Sarà pronta quando farà un bel colore dorato in superficie. Servite calda o fredda, come antipasto, o portata ai cocktails o come piatto sfizioso ad un pranzo tra amici.

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30 novembre 2012 5 30 /11 /novembre /2012 13:04

di Ninnj Di Stefano Busà

 

INGREDIENTI (x4 persone): 12 capesante fresche, 4 asparagi, 5 fili di erba cipollina, 2 rametti di prezzemolo, 1 spicchio di aglio, 3 cucchiai di pangrattato, 2 cucchiai di Cognac, 1 noce di burro abbondante, sale pepe e  bustina di zafferano.

 

Lavate e lessate per 3 minuti  gli asparagi (utilizzando solo la parte più tenera), In un padella antiaderente fate rosolare col burro l'aglio schiacciato con una forchetta e l'erba cipollina sminuzzata, innaffiate con il Cognac e fate evaporare, aggiungete il pangrattato e fatelo dorare a fuoco basso, mescolando continuamente. Mettere tutti gli ingredienti insieme al soffritto e agli asparagi tagliuzzati finemente in un mixer, sciogliete lo zafferano in un cucchiaio di latte tiepido e aggiungetelo.  Frullate finché appaia un composto bel morbido e omogeneo. Riempite le valve delle capesante, cospargetevi in superficie un pizzico di prezzemolo tritato e il peperoncino e sistematele col ripieno su uno strato di sale grosso, in una teglia. Fate rosolare in forno per 10 o 15 muniti a 170°. Servite calde o tiepide.

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28 novembre 2012 3 28 /11 /novembre /2012 07:48

di Ninnj Di Stefano Busà

 

INGREDIENTI: 250 gr. di farina, 400 gr. di mascarpone, 200 gr. di zucchero di canna, 400 gr. di pere, 3 uova, 1 bustina di lievito, 1 bustina di vanillina, 1 cucchiai abbondante di zucchero a velo, scorza di limone.

 

In una terrina mettete il mascarpone con lo zucchero, i tuorli, la vanillina e la scorza abbondante di limone grattugiata e sbattete, fin quando diventa un crema compatta e omogenea. Aggiungete la farina setacciata col lievito e mescotate accuratamente. Per ultimo sbattete gli albumi a neve fermissima con un pizzico di sale e incorporate al composto. Sbucciate le pere eliminando i torsoli e i semi, tagliatele a piccoli pezzetti e unitele a tutto. Foderate di carta forno una teglia sganciabile di 24 cm, versate l'impasto e ponete in forno preriscaldato a 180° per 35 minuti. Fatela raffreddare, cospargete la torta di zucchero a velo e servite

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27 novembre 2012 2 27 /11 /novembre /2012 09:23

il valore poetico di Ninnj Di Stefano Busà

 

a cura di Selim Tietto 

 

Ne hanno parlato a pieno titolo i più prestigiosi critici dell'agone contemporaneo a cominciare da Salvatore Quasimodo suo corregionale e amico che la incoraggiò a continuare, si sono avvicendati via via Carlo Bo, Giovanni Raboni, Marco Forti, Giuliano Manacorda, Emerico Giachery, Giorgio Bàrberi Squarotti, Alda Merini, Dante Maffìa, Francesco D'Episcopo, Attilio Bertolucci, Fulvio Tomizza, Walter Mauro, Arturo Schwarz, Plinio Perilli. Tutti ne hanno dato un giudizio schietto e appassionato. Firme tra le più significative si sono occupate della sua opera e in vero, la sua produzione poetica si segnala nell’ambito dell’espressione più genuina ed eloquente dei nostri anni. Viene pertanto a ragione il saggio di Rosa Berti Sabbieti (essa stessa pregevole poetessa e fine scrittrice) dall’indovinato titolo “L’ala del condor”. Perché non esiste solo (per fortuna) il mondo chiuso dei celebrati. C’è tutto un patrimonio che circola, spesso in semiclandestinità, al quale la cultura vera è da sempre debitrice, e al quale tutti dobbiamo qualcosa. È bene non sottacerlo.

 

 

Nel caso specifico, poi, non si tratta certo di accento secondario. Il linguaggio poetico della Di Stefano Busà, infatti, si connota per un respiro ampio e oseremmo dire “universale” dei suoi versi, per una elevata polisemia, per la continua in-venzione, per la sua estetica felice, per il filosofico stupore dei simboli: per quell’originalità, in estrema sintesi, che fa della parola un dono di poesia quale costante ri-creazione.

Rinvenirne l’ordine, allora, stenderne le coordinate, evidenziarne l’autonomia e il carattere, così come ha fatto la Berti Sabbieti, diventa ufficio di non poco conto e di ragguardevole impegno. E la saggista ha senza dubbio raggiunto lo scopo se riesce – com’è riuscita – a mettere a dimora il filo della critica, a catalogare le virtualità, a farci verificare la misura: a darci, insomma, un’autentica economia di lettura, anche attraverso l’illuminazione dei luoghi.

Certamente “viaggio itinerante”: ma solo rispetto alla mole del quanto ci sarebbe da evidenziare nel complessivo panorama della Di Stefano. Un “viaggio” però che rende, almeno in parte, giustizia ad una voce alta di questo tempo, e che come poche altre è destinata a non cadere nell’oblio che solitamente tocca a chi fa esercizio d’alta voce. Un “itinerario” che meritava la cura d’essere delineato

.

 

 

 

 

 

 

 

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26 novembre 2012 1 26 /11 /novembre /2012 18:04

di Ninnj Di Stefano Busà

 

 

PROVATE IL MIO CAFFE' AROMATIZZATO, E' UNA VERA DELIZIA

 

INGREDIENTI.:  4 fette di arancia, caffè abbondante come lo preparate di solito con la macchinetta o con la caffettiera. 4 cucchiaini di zucchero, 3 cucchiai scarsi di cacao amaro in polver, 1 bustina di zafferano

 

Ponete in una brocca di vetro  i cucchiaini di zucchero, il cacao e la bustina di zafferano, miscelate bene. Versatevi 50/60 gr di caffè bollente ben filtrato e mescolate tutto accuratamente. Aggiungete per ogni singolo bicchiere a calice una fetta di arancia non sbucciata, ben lavata e asciugata. Riempite i bicchieri con il caffè aromatizzato. Si può utilizzare caldo come digestivo dopo il pranzo, o freddo come dissetante, soprattutto d'estate. 

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