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21 giugno 2012 4 21 /06 /giugno /2012 16:50

di Ninnj Di Stefano Busà

 

INGREDIENTI x 4 persone: 350 gr. di lagnette fresche all'uovo, 2 zucchine, 1 scalogno, 8 foglie di basilico, 1 uovo sodo, 4 fettine di speck, 2 cucchiai di gherigli di noci, 3 cucchiai di pecorino grattugiato, olio extravergine di oliva, sale e pepe.

 

Mettete a rassodare l'uovo. In attesa del bollore dell'acqua salata per la pasta, mettete nel mixer le zucchine lavate e affettate a rondelle, il basilico e lo scalogno tritati, lo speck spezzettato finemente, 2 cucchiai d'olio, l'uovo sodo sgusciato e affettato, sale e pepe q.b. Frullate per qualche minuto, deve risultare una salsa morbida e ben consistente. Scolate la pasta al dente, conditela con il preparato e mescolate molto bene. Sistematela su un piatto di portata, spolverate abbondante pecorino grattugiato e le noci tritate grossolanamente. Servite. Vi assicuro un piatto gradevole per questo implacabile caldo improvviso.

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20 giugno 2012 3 20 /06 /giugno /2012 12:36

                                        COMUNICATO-STAMPA

 

A cura dei critici: Ninnj Di Stefano Busà e Antonio Spagnuolo, per le edizioni Kairos viene dato il via ad un <Almanacco e consuntivo critico di un ventennio poetico: (1990 / 2012)>.  Saremmo lieti di annoverarvi tra gli autori prescelti per cui siete pregati  di inviare - entro il 30 luglio prossimo, in allegato, tre brevi componimenti non superiori ai venticinque versi cadauno - ed assolutamente inediti - oltre ad una breve nota biobibliografica non superiore ai trenta righi. Gli autori selezionati dalla commissione di lettura saranno contattati direttamente dall'editore. E-mail di riferimento: ninnj.distefano@teletu.it  

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18 giugno 2012 1 18 /06 /giugno /2012 16:54

di Ninnj Di Stefano Busà

 

INGREDIENTI x 4 persone: 500 gr. di salmone fresco, 400 gr. di tagliatelle all'uovo, 1 scatola di polpa di pomodoro, 1 bicchiere di vino bianco secco, 2 spicchi d'aglio, 2 cucciai di capperi sott'aceto, 3 fili di prezzemolo, olio extravergine di oliva, sale e pepe.

 

 

Mettete sul fuoco l'acqua salata per lessare la pasta. Intanto, in una larga padella antiaderente con 2 cucchiai d'olio fate rosolare l'aglio sbucciato e schiacciato, (eliminatelo). Versate in padella il salmone tagliuzzatio finemente e fatelo ammorbidire 2 minuti, sfumate col vino e fatelo evaporare. Aggiungete la polpa di pomodoro, la maggiorana tritata, i capperi sgocciolati, aggiustate di sale e pepe. Fate cuocere per 10 minuti. Scolate le tagliatelle al dente. Fatele saltare in padella col condimento. Sistemate in un piatto di portata e spolverizzate con un trito finissimo di prezzemolo. Servite caldo, con un Longrain Rosato.

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14 giugno 2012 4 14 /06 /giugno /2012 14:08

di Ninnj Di Stefano Busà                      UNA PRELIBATEZZA SEMPLICISSIMA

 

INGREDIENTI: pasta sfoglia pronta da gr.300, 1 fetta di pesce spada da 100 gr. (anche surgelato), 1 fetta di salmone da 100 gr. (anche surgelato), 1 porro, 1 carota, 2+1 uova, 2 ciuffetti di prezzemolo, 1 ciuffetto tenero di sedano, olio extravergine di oliva, noce moscata, 4 cucchiai di Brandy, 1 rametto di maggiorana, 2 cucchiai di amaretti sbriciolati, sale e pepe.

 

 

Ponete l'uva passa in una tazzina con acqua tiepida per 15 minuti). In una larga padella antiaderente rosolate in 4 cucchiai d'olio la carota, il porro (solo la parte bianca), il sedano tritati. Aggiungete il pesce ben tagliato a pezzetti, la maggiorana tritata, aggiustate di sale e pepe. Fate cuocere per 5 minuti e sfumate con un goccio di Brandy, fatelo evaporare. Mescolate al preparato gli amaretti sbriciolati o pestati, la noce moscata, l'uva passa sgocciolata, il prezzemolo tritatissimo e 2 uova sbattute, mescolate con le mani il composto. Stendete sulla stessa carta di confezione il rotolo di pasta sfoglia e sistematevi nel centro tutto il ripieno. Arrotolate la sfoglia (come un salame) cercando di tenerla ben stretta e sistemate lo strudel in uno stampo foderato di carta forno. Spennellate la superficie dello strudel con un tuorlo d'uovo sbattuto e ponete in forno preriscaldato a 180/200° per 15 minuti. E' pronto quando si è formata una bella crosticina dorata. Spegnete il forno, e fatelo raffreddare nel forno aperto. Servite freddo con un Trebbiano bianco.

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14 giugno 2012 4 14 /06 /giugno /2012 11:37

a cura di Elio Andriuoli

 

Una poesia lirica che tende ad assumere un andamento poematico è quella di Ninnj Di Stefano Busà, quele l'abbiamo conosciuta attraverso gli anni, da: Oltre il segno tangibile (1986) ad Abitare la polvere (1990); da Adiacenze e lontananze (2002) a l'Assoluto perfetto (2010) e quale la ritroviamo ora in questa sua nuova raccolta di versi: Il sogno e la sua infinitezza (2012) che reca la prefazione di Walter Mauro.

Lirica è infatti questa poesia perché in essa l'autrice tende ad esprimere con immediatezza i propri stati d'animo e poematica perché i singoli testi da essa preposti tendono a legarsi in un insieme più vasto, nel quale trovano il loro compimento e dal quale trovano il loro più autentico significato.

Ma quella della Di Stefano Busà è anche una poesia estremamente musicale, che poggia su di un ritmo ben marcato e riconoscibile ed è una poesia ricca di immagini sempre nuoveche vivificano l'insieme e gli conferiscono intensità e vigore.

Si leggano ad es. : "La notte ha il passo sciroccato del sonnambulo; "Mi adombra la semina degli uragani"; "Rspiriamo la vita come zolla dopola mietitura; "Sento il dolore del cristallo franto" ..."un silenzio che annoda/ tutti i tumulti ingannevoli" ...rifiutiamo sempre la fedeltà delle galassie"; etc.

Ciò che si annida al fondo di queste pagine e che traspare dal loro sapiente ordito è un sentimento di sottile rimpianto che talora si trasforma in vera e propria tristezza, come avviene  in: "Il mondo r a lui difforme la morte, dove è detto: "Qui canta l'ultimo passero/.../ ogni cosa duole o si fa simulacro di dolore,/ ombra furtiva, immenso fiume lungamente/ atteso dal suo mare." Si leggano anche: " Ci lasciamo alle spalle/ un debito di radici e foglie,/ le nostre prime schermaglie d'amore" (Ci laciamo alle spalle); " Dalla nostra fatica di viventi/ riportiamo il dolore di creature in boccio" (Come vela dirpata dall'abero Maestro); "...giovinezza che più non rifulge, /eppure e lama tagliente fin nelle ossa(Tutto scorre per trasformare in pietra).

Emerge inoltre da queste poesie un'assidua meditazione sulla vita e un acuto esercizio d'introspezione, strumenti coi quali la Distefano Busà costruisce i suoi testi con risultati sicuramente di grande rilieo, se Walter mauro nella sua prefazione al libro può affermare di aver trovato in queste liriche "una lingua poetica semplice e naturale, come sempre si addice alla poesia vera e autentica" e di averv scioerto inoltre " una scrittura che co coraggio va ad occupare uno spazio non indifferente nel diorama d'oggi, non  soltanto per il perenne discorso sull'uomo, ma anche per la preziosa consuetudine di restituire alla parola poetica la sua più vera, autentica e alta connotazione."

L'incisività e la perentrietà della parola poetica è infatti ciò che a prima vista si nota in questa silloge e che meglio la caratterizza, come può facilmente rilevarsi dai seguenti versi: " Questo mi porta il mare: la liturgia/ del suo silenzio"; "ci pensano gli altri a puntellare/ l'ardimento dell'ala"; "Ci turba il paesaggio che riecheggia/ il diluvio delle mutate sembianze"; " Nulla ci sorprende più di un'alba.

Poesia sovente amorosa, nella quale il rapporto con la persona amata diviene liberatorio d'interni dissidi e apportatore di serenità e pace. Come appare da questi passi: "Regalami la complicità dell'abbraccio,/ il fiore d'innocenza, la melagrana spaccata/ al solleone; "Poggio le mani sul tuo cuore/ sono falce e spiga che fiorisce e lenisce", " C'è una sola felicità a farti calzare/ i sandali col vento: se incontri l'amore. Scrivilo sulla pelle/ il dolce abbraccio, / la levità del balzo, l'altra giovnezza".

Ma la poetica della Busà non è costituita dall'analisi dei sentimenti: in essa s'incontra anche la compassione con la sofferenza altrui, come avviene in "Clandestini": " con un sommesso brusìo/ coniugano rimpianto e nostalgia/ alla sfinitezza delle ossa; /s'inabissano in mare aperto come relitti:"Così è con l'anelito all'Assoluto: "In Te solo le ferite del mattino sembrano/ incorruttibile luce che si propaga."

Tutta la raccolta appare come un insieme di annotazioni, (quasi il resoconto di una vita)  che della vita appunto contengono la tristezza e l'incanto, la gioia dell'incontro e la pena dell'addio. Quelle de Il sogno e la sua infinitezza sono pagine nelle quali è racchiuso il senso di una terrena avventura, i cui momenti privilegiati l'autrice ha fermati in modo garbato per farcene dono. Certamente, un dono da accogliere con profonda gratitudine e conservare con cura.

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14 giugno 2012 4 14 /06 /giugno /2012 11:04

di Ninnj D Stefano Busà

 

 

INGREDIENTI x 4 persone: 400 gr. di pasta reginette, 350 gr. di alicette fresche, 1 porro, 2 spicchi d'aglio, 2 cucchiai di uva passa, 1 cucchiaio di pinoli, 2 rametti di prezzemolo, 1 bicchiere di vino bianco secco, 4 foglie di menta, peperoncino rosso, olio extravergine di oliva, sale.

 

Mentre aspettate il bollore dell'acqua salata per la pasta, mettete a bagno in acqua tiepida l'uvetta. Lavate e pulite le alicette. Fate rosolare il porro (solo la parte bianca) e l'aglio tritati. Aggiungete i pinoli, l'uvetta strizzata, la menta, le alicette e sfumate con vino bianco secco, fate evaporare e lasciate cuocere per 5 minuti. Aggiungete il trito finissimo di prezzemolo e spegnete la fiamma. Scolate la pasta al dente, fatela saltare nel condimento e mescolate. Trasferitela su piatto di portata e servite caldo. Vino consigliato un Bianco di Velletri.

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14 giugno 2012 4 14 /06 /giugno /2012 10:45

di Ninnj Di Stefano Busà

 

INGREDIENTI: x 4 persone: 350 gr. di maccheroncini, 3 cucchiai di panna da cucina, 150 gr. di gorgonzola  dolce, 2 cucchiai di gherigli di noci, 200 gr. di gamberetti sgusciati (freschi o surgelati), 2 cucchiai di Sherry, 2 tuorli, 1 noce di burro, sale

 

 

Mentre attendete il bollore dell'acqua salata per la pasta. Fate rosolare in una padella antiaderente molto capiente, i gamberetti nella noce di burro, irrorateli con lo Sherry e fatelo evaporare. Tenete da parte. Lavorate insieme la panna col gorgonzola, aggiungete il trito finissimo di prezzemolo, le noci tritate e tutto il composto di  gamberetti. Sbattete insieme i tuorli con 1 cucchiaio di parmigiano e versate in padella. Mescolate accuratamente e velocemente tutti gli ingredienti. Scolate la pasta al dente, fatela saltare nel condimento e spolverate di parmigiano. Servite caldo. Vino consigliato un Rosato di Carmignano.

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13 giugno 2012 3 13 /06 /giugno /2012 18:24

di Ninnj Di Stefano Busà

 

Purtroppo, il tempo è scaduto, ancora poco tempo e non saremo più Stato Sovrano. Abbiamo segnali da far rabbrividire, ma il Governo della "Fantasia" neppure se ne accorge, (o finge?). Si trova in un ginepraio senza via d'uscita, si avverte lo smarrimento, l'inadeguatezza, il piglio stanco di chi non sa che direzione prendere. Ma come ci siamo potuti ridurre così...con tecnici di seconda categoria, inesperti di politica, inadeguati a reggere le sorti di un Paese, a trasformare il sistema, renderlo agibile, snello, sburocratizzandolo.

Quello che dovrebbe realizzare questa leader ship è riassunta in pochi punti chiave.

Mettere la fiducia su un solo decreto- legge, formulato sulla base di quelle prerogative indispensabili al funzionamento di un paese immobilizzato: dire onestamente a tutti gli Italiani o così, o non si va da nessuna parte... 

Allora:

1°Eliminare lacci e laccioli burocratici che bloccano il sistema paese. In poche parole chi vorrà fare l'imprenditore, il negoziante, il piccolo venditore ambulante non deve aspettare l'avallo dello Stato, che in molti casi impiega a dare i permessi un anno o anche più. 

2° eliminare gli studi di settore che hanno rovinato tanti piccoli imprenditori e le loro aziende, le quali hanno dovuto chiudere i battenti.

3° Farsi interprete con la Merkel e L'Europa di un piano d'azione unitario che blocchi la speculazione sulla zona euro.

Una moneta non esiste senza stati e, se si va fuori dall'Europa, anche la Merkel deve fare i conti con la crisi. lo sa bene...

4° vendere i beni di famiglia: caserme dismesse, aree disabitate, palazzi e immobili che sono ormai obsoleti, non più in uso o con affitti irrisori per furbi privilegiati.

5° imporre una patrimoniale per redditi al di sopra di 5 miliardi di euro all'anno.

6° svincolare i conti dormienti: in caso di bisogno e di grave necessità si può, come si può fare quello che arbitrariamente ha fatto: mettere le mani nelle tasche dei poveri cristi. Monti non lo fa perché si metterebbe contro le banche che detengono ingenti capitali "dormienti"

7° Farsi rispettare di più, fare voce forte nei riguardi dei petrolieri e allinearsi al costo della benzina che in tutta gli altri paesi europei  ha un costo inferiore.

8° Eliminare qualche accisa dal costo benzina, vi sono accise che risalgono al periodo della guerra in Abissimia, se non lo fa è perché l'accisa va a favore dello Stato e lo stato ladrone ha bisogno di succhiare sangue come un vampiro.

9°  Eliminare con un decreto legge Regioni e Province, snellire e mettere a dieta tutti gli organismi di ordine pubblico che appesantiscono e rendono immobilizzati gli Enti locali, con una burocrazia e un processo di invecchiamento da fare inorridire un Paese moderno. Siamo ancora ai tempi della prima repubblica, quando i nostri padri fondatori hanno fatto le leggi per un paese rurale, uscito dalla guerra e dal fascismo.

10° Per abbattere un capannone (a sue spese, intendiamoci) perché pericolante sui macchinari che dovrebbero servire per la ripresa e la messa in opera delle merci, un imprenditore (mio amico) che ha avuto danni ingenti col terremoto, deve attendere i permessi governativi per mesi.

INFINE, non pretendere sull'unghia il corrispettivo in tasse, se Esso Stato non paga il corrispettivo in servizi con la stessa rapidità, dando il buon esempio. Ci sembra normale un paese così? è un Paese morto, destinato ad essere seppellito...Ma quel che è peggio è che si sta mostrando come un'idrovora, inghiotte, i miliardi di euro come fossero noccioline in piena recessione, comprimendo il PIL e facendo un terribile buco nei conti dello Stato che è costretto a mettere sempre più tasse per le gole profonde degli speculatori. E questo è un governo normale? e i partiti gli tirano la giacchetta, sono complici, che pagheranno a caro prezzo questa defilata politica, questo stare in panchina, aspettando di giocare ancora. E noi stiamo a guardare agonizzare il moribondo!!! Perché non togliere la spina? 

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13 giugno 2012 3 13 /06 /giugno /2012 17:56

di Ninnj Di Stefano Busà

 

 

INGREDIENTI x 4 persone: 1 scorfano di 500 gr, 1 scatola di lenticchie, 50 gr. di pinoli, 150 gr. di porro al netto (solo la parte bianca), 1 scalogno, 1 spicchio d'aglio, 2 ciuffi di prezzemolo, mezzo cucchiaino di curry. 2 cucchiai di olive nere taggiasche, olio extravergine di oliva, sale e peperoncino.

 

 

Pulite lo scorfano e tagliatelo a tocchetti. In una larga padella antiaderente rosolate lo scalogno e l'aglio tritati, aggiungete il porro (solo la parte bianca tagliuzzata a piccoli pezzetti) e fate ammorbidire tutto, aggiungete i pinoli, le olive nere, le lenticchie lavate e scolate dal loro liquido di conservazione. Versate per ultimi i pezzi di scorfano, aggiustate di sale. Fate cuocere il tutto per 15 minuti a fuoco basso e spruzzate il vino bianco, fatelo evaporare, aggiungete il curry e il peperoncino e fate cuocere ancora alcuni minuti. Spolverate col trito finissimo di prezzemolo e servite caldo con fette di pane tostato.

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13 giugno 2012 3 13 /06 /giugno /2012 14:53

di Ninnj Di Stefano Busà

 

 

INGREDIENTI: x 4 persone: 1 kg di cozze intere, 1 barattolo da 200 gr. di fagioli borlotti, 300 gr. di pomodorini ciliegini, 2 spicchi d'aglio, 1 foglia di alloro, 2 ciuffetti di prezzemolo, 1 limone, 2 cucchiai di gherigli di noci, olio extravergine di oliva, sale e peperoncino piccante.

 

Lavate molto bene sotto l'acqua corrente le cozze, eliminando le impurità. In un tegame piuttosto grande fate aprire le cozze con il succo di limone spremuto, l'aglio tritato e un po' d'acqua. Eliminate quei gusci che non si aprono, filtrate il fondo di cottura e conservatelo.  Rosolate ancora uno spicchio d'aglio nell'olio, aggiungete i pomodorini tagliati a metà, la foglia di alloro e i fagioli scolati del loro liquido di conservazione. Cuocete per 15 minuti, aggiungete le vongole sgusciate, il trito finissimo di prezzemolo e fate mantecare bene tutta la zuppetta. A fine cottura spolverate con un trito di noci e servite con fette di pane tostate.

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