Overblog
Segui questo blog Administration + Create my blog
16 maggio 2012 3 16 /05 /maggio /2012 07:50

Comunicato Stampa:  Evento Culturale  “Ver Sacrum” - Presentazione del nuovo testo poetico di Franco Campegiani. Marino, 18 maggio 2012

 

Venerdì 18 maggio p.v. alle ore 18 presso il Museo Civico U. Mastroianni a Marino, l'Associazione Dei Nuovi Castelli Romani ha il piacere di realizzare un Evento Culturale per presentare il nuovo testo poetico di Franco Campegiani “Ver Sacrum” (Tracce edizioni). Per l'occasione interverranno i Sindaci di Marino, Grottaferrata e Nemi che apriranno i lavori ai quali prenderanno parte come relatori i due critici letterari: Aldo Onorati e Ninnj di Stefano Busà che, in prefazione a questo nuovo testo poetico, scrive: “Attraverso un excursus poetico di grande impatto, Franco Campegiani affonda nei meandri di un ego che è riduttivo e misero in un’epoca di grandi clangori, di assenze, di defezioni e di irredimibili colpe: un mondo, il nostro, dove i significati più alti dello spirito sono banditi, emarginati, quasi esclusi da una connotazione venefica di morale: contraddittoria, falsa, ipocrita e vanagloriosa; che rispecchia sempre più la fragilità e il nichilismo delle forze messe in campo”. Poi prosegue: L’uomo di oggi è latitante da se stesso, non trova nella sacralità delle cose il punto fermo, la verità che cerca, sicché si allontana sempre più dalla realtà e vive in una dimensione di precarietà e di vanità, perché gli è impossibile connettersi con la metafisicità del suo itinere. In questo contesto s’inserisce l’homo novus che deve fare i conti con la solitudine, con i contraccolpi, le inadeguatezze della vicenda umana depauperata da ogni riferimento idealistico. Un linguaggio poetico chiaro e forte senza arzigogoli né sfumature oscure, che si fanno carico di voler individuare le ragioni del dissenso e farsene interprete con grande saggezza. Fa da sfondo alla raccolta una fede non urlata, ma palese, non ecclesiale né ecumenica, ma generatrice di un pensiero dell’oltre”.

Siamo orgogliosi – ha dichiarato il Presidente di NCR Ettore Pompili – di aver realizzato questo Evento a Marino per presentare l'ultima opera del nostro caro amico Franco Campegiani, apprezzato poeta e illustre cittadino dei Castelli Romani. Ringrazio i Sindaci Palozzi, Mori ed il neo eletto Bertucci che saranno presenti all'iniziativa suddetta”.

Il sindaco di Marino Adriano Palozzi si esprime con estremo entusiasmo nell’accogliere l’opera del Maestro. “Le manifestazioni culturali di Franco Campegiani, nostro concittadino e profondamente legato alla sua terra natia, rappresentano un successo e testimoniano le grandi conoscenze di quello che considero uno dei più importanti artisti contemporanei. Marino è la sua città e in quanto tale è lieta di ospitare il nuovo testo poetico di Campegiani, che non finirò mai di ringraziare per essersi continuamente identificato in giro per il mondo nel nome della sua Città. Accoglieremo con estremo fervore ed entusiasmo il suo pensiero e ascolteremo le sue perle di saggezza che, nel grigiore dei nostri tempi, rappresentano momenti di esaltazione culturale tipici della sua arte e del suo sapere. Un grazie speciale lo rivolgo anche all’amico Ettore Pompili e alla sua associazione attraverso la quale è possibile dar voce a questi grandi artisti del calibro di Campegiani”.  

 

Condividi post
Repost0
15 maggio 2012 2 15 /05 /maggio /2012 18:17

di Ninnj Di Stefano Busà

 

INGREDIENT x 4 persone: 6 panini raffermi, 150 gr, di ricotta più stagionata, 2 porri, 4 steli di erba cipollina, 2 uova, 6 fettine di bresaola, 100 gr. di spinacini o erbette, 2 dl di latte, olio extravergine di oliva, noce moscata, 3 filetti di prezzemolo, 2 cucchiai di pecorino grattugiato, sale e pepe.

 

Frantumate i panini e poneteli in una terrina col latte. Scottate gli spinacini o le erbette per qualche minuto in acqua bollente salata, poi strizzateli e tritateli finemente, aggiungeteli al pane inzuppato. Unite il pecorino grattugiato. Tritate i porri, (solo la parte bianca), l'erba cipollina, il prezzemolo e uniteli al composto, versate anche la ricotta. Sbattete le uova con un pizzico di sale, la noce moscata e la bresaola tritata sottilissima. Mescolate tutto il composto con un cucchiaio di legno, finché tutto è bene amalgamato. Con le mani impastate il composto per renderlo più omogeneo e consistente. (deve avere consistenza)  Lasciatelo riposare 20 minuti, quindi, formate dei grossi gnocchi un po' allungati e tuffateli in acqua salata in leggera ebollizione per 10 minuti, quando vengono a galla sono pronti. Potete condirli col ragù, con sugo di pollo, di faraona, di arrosto, o anche semplicemente burro fuso e parmigiano, o tuffarli in un brodo di carne (anche dado).

Condividi post
Repost0
14 maggio 2012 1 14 /05 /maggio /2012 17:21

di Ninnj Di Stefano Busà

 

INGREDIENTI x 4 persone. 350 gr. di fettuccine all'uovo fresche, 12 gamberoni, (anche surgelati), 350 gr. di zucchini, 1 cipolla piccola, 1 spicchio d'aglio, 3 tuorli d'uova, 4 cucchiai di parmigiano grattugiato, olioextravergine di oliva, 6 foglie di basilico, 2 cucchiai di vino bianco, sale e pepe.

 

Mettete  sul fuoco l'acqua salata per lessare le fettuccine. Intanto, tagliate a juilienne le zucchine. Pulite e lavate i gamberoni, eliminando il filetto nero. In una padella antiaderente con 3 cucchiai d'olio fate appassire i filetti di zucchine con la cipolla e lo spicchio d'aglio tritati finemente. Quando sono ben morbidi, aggiungete i gamberoni, sfumate tutto con il vino bianco e lasciate evaporare. Scolate al dente le fettuccine e versatele nella padella col condimento, aggiungete i tuorli d'uova sbattuti col sale e pepe, mescolate rapidamente e cospargete con abbondante parmigiano e basilico tritato finemente. Servite caldissimo con un'ottimo bianco rosato di Carmignano.

Condividi post
Repost0
14 maggio 2012 1 14 /05 /maggio /2012 10:45

di Ninnj Di Stfano Busà

 

x 4 persone INGREDIENTI: 350 gr. di linguine, 200 gr. di lardo di colonnata, mezzo scalogno, 3 tuorli, 4 cucchiai di parmigiano stagionato grattugiato, 1 noce di burro.

 

Mettete sul fuoco l'acqua salata per lessare la pasta. Intanto in una padella antiaderente fate sciogliere una noce di burro  e fate rosolare lo scalogno tritato finemente, aggiungete il lardo di colonnata tagliato a listerelle sottili, fatelo leggermente imbiondire. Sbattete i due tuorli d'uova con un pizzico di sale e il pepe abbondante (se piace). Scolate le linguine al dente, versatele in padella con il condimento, incorporate i tuorli sbattuti e rigirate rapidamente e velocemente. Sistemate in un piatto di portata, spolverate con abbondante parmigiano e servite caldo.

Condividi post
Repost0
14 maggio 2012 1 14 /05 /maggio /2012 09:32

di Ninnj Di Stefano Busà

 

INGREDIENTI: 2 confezioni di pasta frolla a disco, 1 barattolo di grano precotto da 500 gr. (si trova pronto nei supermercati), 500 gr. di ricotta, 120 gr. di zucchero, 3 uova, cannella, 1 fialetta di fiori d'arancio, 1 grattatina di scorza di limone, 1 busta di vanillina, zucchero a velo, frutta candita assortita.

 

Versate in un tegame antiaderente il grano precotto, il latte, il burro, la scorza di limone grattugiata, la cannella, la vanillina e fate cuocere sempre mescolando finché il composto si sia amalgamato bene e rassodato. Lasciate che si raffreddi. Intanto, lavorate in una terrina le uova con lo zucchero, aggiungete la ricotta, i fiori d'arancio, la cannella e la frutta candita tagliata a piccolissimi pezzettini. Lavorate il composto fino a renderlo omogeneo e liscio. Unite tutti gli ingredienti insieme. Sistemate il primo disco di pasta frolla in una teglia sganciabile, antiaderente, punzecchiatela coi rebbi di forchetta, versate tutto il composto preparato. Col secondo disco di frolla, preparate delle striscioline e ponetele a griglia sul composto. Cuocete in forno preriscaldato a 180° per 45 minuti. Lasciate raffreddare la pastiera. Cospargete con zucchero a velo e servite .

Condividi post
Repost0
14 maggio 2012 1 14 /05 /maggio /2012 07:34

di Ninnj Di Stefano Busà

 

INGREDIENTI x 4 persone

350 gr. di tagliatelle, 2 fette di lardo di colonnata spesse, 1 porro, 300 gr. al netto di cozze pronte, mezzo bicchiere di vino bianco secco, olio extravergine di oliva, 3 filetti di prezzemolo, sale e pepe

 

Intanto che lessate le tagliatelle in acqua abbondante salata, mettete in una larga padella antiaderente le cozze ben pulite e lavate insieme ad 1 cucchiaio d'olio e uno spicchio d'aglio sbucciato e schiacciato. Fate aprire le cozze, eliminate quelle che non si aprono. (potete usare anche quelle surgelate).

Utilizzate le cozze eliminando il guscio e l'aglio. In padella fate rosolare con 2 cucchiai d'olio il porro tagliato sottile (solo la parte bianca). Aggiungete il lardo di colonnata tagliato a listarelle sottili, fatelo rosolare, aggiungete le cozze e sfumate con il vino (lasciate evaporare), aggiustate di sale e pepe. Scolate la pasta al dente, versatela nella padella con tutti gli ingredienti. Mescolate bene. Cospargete con  abbondante prezzemolo tritato sottile. Servite caldo. Vino consigliato Chardonnay bianco Trentino.

Condividi post
Repost0
14 maggio 2012 1 14 /05 /maggio /2012 07:10

di Ninnj Di Stefano Bisà

 

IMGREDIENTI x 4 persone

 

380 gr. di bavette, 4 fette di pancetta affumicata, 2 scalogni, 3 uova intere, 6 foglie di basilico, 4 cucchiai di parmigiano grattugiato, olio extravergine di oliva, sale e pepe.

 

Lessate in acqua bollente salata le bavette. Intanto tagliate a listerelle la pancetta affumicata, lasciatela rosolare in una padella antiaderente con 2 cucchiai d'olio, Quando risulta ben rosolata, estraetela dalla padella e fatevi ammorbidire lo scalogno tritato molto sottile. Riunite scalogno e pancetta, aggiungete il basilico tritato finemente. Scolate la pasta al dente, versatela morbida d'acqua in padella col condimento, aggiungete le uova sbattute e mescolate rapidamente tutti gli ingredienti. Sistemate in un piatto di portata, spolverate abbondantemente il parmigiano e il pepe nero macinato fresco, servite caldissimo. Vino consigliato: Vernaccia di S. Gimignano bianco. BUON APPETITO

 

 

Condividi post
Repost0
11 maggio 2012 5 11 /05 /maggio /2012 16:23

di Ninnj Di Stefano Busà

 

 

(x 4 persone)  INGREDIENTI: 350 gr. di paccheri, 4 carciofi (anche surgelati), 1 spicchio d'aglio, 1 limone, 6o gr. di ricotta salata, 3 fili di prezzemolo, olio extravergine di oliva, 2 cucchiai di pinoli, 1 cucchiaio di uva passa, sale

 

 

Mettete in ammollo l'uva passa per 10 minuti. In una larga padella antiaderente con 2 cucchiai d'olio fate imbiondire l'aglio sbucciato e schiacciato, scartatelo e unite i carciofi tagliati sottili (se freschi, irrorateli di limone per evitare che anneriscano), strizzate e aggiungete l'uva passa, i pinoli. Salate e fate cuocere finché diventino teneri, aggiungendo un mestolino di brodo vegetale o vino bianco. Lessate in acqua bollente salata i paccheri, scolateli al dente e versateli nel condimento. Sistemate tutto il contenuto in un piatto di portata, cospargete con scaglie sottili di ricotta salata e una buona dose di prezzemolo tritatissimo. Mescolate bene e amalgamate tutti gli ingredienti. Vino consigliato un Cerveteri bianco. 

Condividi post
Repost0
11 maggio 2012 5 11 /05 /maggio /2012 08:05

INTERVISTA di  Carmen Moscariello  a Ninnj Di Stefano Busà

 

D. cosa trovano nella Poesia i giovani di oggi? in un'epoca così martoriata e incurante della poesia, come e perché, secondo Lei si avvicinano al mondo un po' astratto come quello dei versi.?

 

R. proprio nella tipologia del dire, del dialogo o del suo allontanamento in termini concreti dalla cultura  sta la sua risposta. La gioventù di oggi, è vero, non è affatto aliena alla Poesia, come si potrebbe supporre. Proprio in una situazione che incombe drammaticamente sulle spalle della loro generazione, il fattore poesia ne rappresenta antropologicamente il transito difficile e spesso ingrato. I giovani forse, più degli adulti, sanno bene che vi è un divario tra il passato e il presente, e vi sarà un ulteriore scollamento anche nel futuro, perciò si avvicinano alla Poesia come a qualcosa che intimamente assolve e momentaneamente lenisce senza ulteriori afflizioni. La parola scritta è <Verbo>, ma è un linguaggio che sta nella prontezza della sua vocazione, della sua emotività, ne rappresenta i nuovi momenti, la nuova ironia, i simboli, le passioni, la fede nel futuro. Forse perciò la Poesia non li coglie impreparati, non ha bisogno di interloquire con altri, solo con se stessa. La poesia è il valore stesso del loro linguaggio che non si rivolge a nessun'altro, se non al rischio dell'emozione, dell'ispirazione. Perciò al momento attuale è un valore aggiunto: un simbolo che vuole transitare alla Storia

 

D: cosa ritiene che il poeta di oggi debba fare per introdursi in un mondo astratto e tendenzioso e conflittuale e incoerente come quello dell'oggi.

 

R: il poeta è una via di mezzo tra il suo ego più permissivo e il suo riscatto dalla solitudine e dal dubbio. All'uno si rivolge perché è tendenzialmente portato a intravedere i contorni dell'io narcisistico e più egoista, all'altro proprio nella funzione di un riscatto liberatorio e lenitorio.

In entrambi i casi il poeta è condannato alla solitudine e alla full immersion nel mondo, proprio perché avvertito e reso  -testimonial-  di un diverso modo di interpretare la vita, il poeta ne assorbe le asperità e attraverso la poesia induce le sue potenzialità espressive a rigenerasi e ad ossigenarsi.

 

D: In che modo il poeta si colloca nel mondo di oggi?

 

R: è una domanda difficile. Credo che, come la musica ha bisogno di armonia, il poeta ha bisogno di versi per sintonizzarsi col mondo. La sua matrice è sempre spiccatamente subliminale, quando scrive o si fa interprete di un'aspettativa molto precoce quale è l'occasione di esser(ci), qui e dove lo stabilisce l'avventura del poiein, spesso il luogo o il modo non sono necessariamente avvertiti. Quello che il poeta avverte nel profondo è il suo <io>, il suo fine soggettivo, ineludibile  e sorprendentemente misterioso, un richiamo quasi all'altrove, infatti per il poeta la poesia non à mai nei paraggi è sempre oltre il recinto, oltre l'ostacolo, lontano da se stesso.

 

D. Lei è scrittrice bene affermata, conosciuta. In quale ruolo si ritrova a collegarsi, sono state le occasioni a  renderla interessante? oppure, ha determinato la sua pagina poetica una sorta di significazione interiore che l'ha spinta alla ricerca di sé?

 

R: Come soggetto del mondo che mi circonda, la Poesia ha rappresentato, fin da subito, la rappresentazione di un ordine dentro la realtà del caos. In giovane età, mi sono prefigurato un mondo forse migliore, vi ho creduto, ho cercato di rifletterlo nella bellezza e ricchezza di una prospettva che mi dava lenimento: immaginarsi il bello, a volte, è come possederlo, trascriverne vuol dire, assaporarlo, raggiungerlo anche attraverso la sofferenza e il distacco. Oggi, sono in uno stato di atarassia, ovvero la funzione della Bellezza in sè è andata scemando e nella poesia ritrovo i presupposti di una dimensione oggettiva che progetta la forma espressiva, senza più appropriarsene, come se la Poesia fosse compagna di vita, nicchia refrigerante di un piacere sempre nuovo, il ritrovamento di una misura d'ispirazione autoreferenziale, di coscienza e di vita.

 

 

 

 

Condividi post
Repost0
11 maggio 2012 5 11 /05 /maggio /2012 08:01

INTERVISTA di Daniela Quieti   a Ninnj Di Stefano Busà

 

D: la Poesia ama tempi lunghi, Lei ritiene che oggi, in tempi reali, in cui la cultura e la poesia (più in particolare) restano ostiche e invise ai più, possa ancora avere indici di ascolto?

 

R: oggi più che mai, proprio perché viviamo un mondo tragicamente difficile, carico d'incognite, privato di felicità e serenità, la Poesia è rifugio da antichi dolori, nicchia refrigerante di temporanea pacificazione col nostro "io" tormentato.

In effetti, si avverte un avvicinamento a questa grande arte, un po' bistrattata, perché spesso incompresa o ritenuta "inutile". Riguardo alla sua inutilità, vi sarebbe poi, molto da dire. Niente è inutile in questo mondo, se non il "male": Mi pare che la Poesia non appartenga a questa categoria, anzi, sia lenimento al male, fatto salvo il timore di esserne intimiditi o temerla, perché parla un linguaggio interiore, fatto di suoni modulati al mistero, alla trascendenza, La poesia non è stata mai una materia bene accetta dal "vulgus" troppe implicanze v'intravede al suo interno, troppe interferenze di carattere psico-analitiche, troppa cultura, troppo tempo da perderci per capirla...Ma gli altri, tutti gli altri possono trovare nella Poesia quel "quid" mancante che lega il soggetto al suo infinito, alla memoria fruibile del suo io più interiore che parla la lingua dell'intelligenza del cuore.

 

D: E' preferibile che la poesia sia vissuta dall'uomo di oggi come protagonista? oppure come comparsa nel ruolo secondario di un mondo fatto di fattori dissacratori, di devianze, o assenze?

 

R: la poesia è altro da sé, altro anche del nostro immaginario comune, dalle regole del gioco, dal suo verosimile. Non si può immaginare la poesia, senza quel minimo di mistero, di divinità, di trascendente, d'infinito, di "oltre" che porta in sé sin dalla sua genesi. Vi è un fattore che la determina, ed è l'esigenza di rapportarsi con una Entità perfettibile che vive dentro di noi, ma non fa appello al fragore per farsi sentire, non grida, non si agita. E' solitaria compagna, e accondiscendente segno e sogno infinito della nostra esistenza. Chi la scrive per il futuro ne traccia i segnali, ne istruisce la voce dell'oltre, fa sue le corde infinite di un suono quasi celestiale che origina dal di dentro. Non è diversamente spiegabile, la sua vocazione a restare nelle retrovie del mondo, a proteggere l'uomo dalle sue stesse temperie. La vita non è solo sogno e la poesia lenisce in parte questo attrito, questo stridore, le incoerenze, gli affanni, le assenze di un mondo carico di  -non sense-

 

D. La scienza cosa pensa della poesia? dove la colloca? le dà una definizione?, la giustifica?

 

R: la scienza ha i sui alti meriti, la poesia ne ha altri, Le due cose non sono necessariamente interscambiabili, né cumulabili. Non sono per schematizzare tutti i processi indistintamente. Trovo giusto che ogni Ente nel suo campo trovi la sua ragion d'essere e vi si distenda, vi si avvicini come può, meglio che può per creare armonia, per sintonizzarsi con gli altri Enti, che sono diversificati e hanno dalla loro, la certezza di portare avanti una causa giusta, di sponsorizzare un bene comune, di valutare in orbite e ambiti diversi le condizioni reali di un mondo multiforme, variegato e (per certi versi) sconosciuto come è il nostro.

 

D.. Quale è stato il suo primo approccio con la Poesia?

 

R: avevo tredici anni quando misi in essere il mio istinto poetico. Scrissi i miei primi versi su un quadernetto a copertina nera (come si usava un tempo). Li tenevo in cassetto come un tesoro da nascondere, erano le prime emozioni, le prime suggestioni della vita che mi si schiudeva innanzi e di cui capivo appena il profilo. I contorni netti mi apparvero più tardi, quando capii che ero fortemente votata alla poesia, quasi come un destino. A quindici anni, mio padre che era amico di Salvatore Quasimodo, glii mostrò alcuni testi e il grande poeta, ne fu entusiasta, tanto che espresse il desiderio di farmeli pubblicare con una sua prefazione. Dopo alcuni mesi morì. Tutto rimase lettera morta anche per me. Successivamente ripresi il mio iter da sola. Fui letta da grandi critici come: C. Bo, M. Sansone, V. Vettori, A. Capasso, Barberi Squarotti, fino ai più recenti: Giovanni Raboni, M. Forti E. Giachery, A. Merini, Walter Mauro, Davide Rondoni che ne hanno manifestato entusiamo e ammirazione. Il resto è storia personale. Non sono stata consacrata mai dai Grandi Editoriali, ma come abbiamo detto da principio la poesia ama tempi lunghi, saprò aspettare, poiché è determinante per la mia storia personale continuare a scrivere, solo quello...

 

D: la letteratura è una delle sue più importanti forme di vita, Lei vi dedica gran parte del suo tempo.

 

R: si, è vero, fa parte del mio essere in quanto tale, non saprei disgiungerla dalla mia vita, ma altre sono state le priorità e le occasioni, diverse le esperienze, le necessità...a cominciare dalla famiglia, le figlie Clara e Roberta, i quattro nipotini, e molto altro. Mio marito mi ha sempre sostenuto, ma sovente ho dovuto prendere decisioni importanti, occuparmi della conduzione familiare, seguire gli studi delle figlie, le loro vite, consigliarle, sorreggerle nelle difficoltà, etc. La mia vita è sempre stata carica di una grande quantità di cose. In tutta questa fucina non è mai venuto meno l'amore per la poesia. Le sono stata fedele, l'ho coltivata in silenzio, nei ritagli di tempo, la notte nel silenzio della mia casa. Oggi la poesia e la fede si combaciano, per me poesia è divenuta anche la mia fede. Ci credo come ad una religione, cerco di inculcarla neiD giovani, nelle scuole in cui spesso vengo ospitata per discettare di poesia e tentare di farla amare ai giovani, che rispondono positivamente (devo dire) e per fortuna, perché la poesia è quel filo sospeso tra noi e il cielo, tra il bene e il male, tra la vita e la morte, e non si deve spezzare, perchè equivarrebbe a rovinare qualcosa di bello, di buono che ancora resta.

 

 

 

Condividi post
Repost0