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11 aprile 2011 1 11 /04 /aprile /2011 17:53

di Ninnj Di Stefano Busà

 

INGREDIENTI: 300 gr. di tagliolini, 1 bicchiere di Brandy, 200 gr. di ricotta freschissima, 1 noce di burro, 3 cucchiai di pecorino grattugiato, 1 vasetto di yogurt neutro, 4 foglie di basilico, alcuni fili di erba cipollina, sale e pepe nero in grani.

 

Mentre aspettate di lessare i tagliolini in acqua bollente salata, mettete in un piccolo tegame la ricotta e stemperatela con il Brandy e lo yogurt. Fate addensare questo composto per qualche minuto a bagnomaria in un altro contenitore pieno a metà, finché risulti una salsa cremosa. Versate questo composto in una larga padella, aggiungete le foglie di basilico tritati e  il burro. Scolate al dente i tagliolini, fateli saltare nella padella col condimento e amalgamate bene. Trasferite in un piatto di portata, cospargete il pecorino grattugiato e l'erba cipollina tritata finissima,  i gherigli di noci pestati grossolanamente e il pepe in grani. Servite caldo con un Verduzzo del Piave.

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11 aprile 2011 1 11 /04 /aprile /2011 17:39

di Ninnj Di Stefano Busà

 

INGREDIENTI: 500 gr. di fesa di tacchino, 1 piccolo melone sodo e maturo, 1 confezione di Philadelphia, 1 vasetto di yogurt neutro, 8 gherigli di noci, 1 spicchio d'aglio, 4 datteri secchi snocciolati, 1 confezione di pisellini teneri olio extravergine di oliva, farina, burro, 1 bicchiere di Brandy, sale e pepe.

 

Preparate l'arrosto anche la sera prima. Mettete nel tegame la fesa di tacchino infarinata con una noce di burro e 2 cucchiai d'olio insieme allo spicchio d'aglio sbucciato e schiacciato, fate rosolare bene da tutte le parti, (eliminate l'aglio)salate, irrorate con il Brandy e fatela cuocere l'arrosto per 45/50 minuti, bagnandolo di tanto in tanto e rigirandolo nel suo sugo di fondo, aggiungete i pisellini scongelati e fateli cuocere per 5 minuti. Poi spegnete e lasciate raffreddare. Frullate nel mixer il philadelphia e lo yogurt, finché risulti una salsa omogenea che porrete in una ciotola. Pestate grossolanamente i gherigli di noci, tritate finemente i datteri e mescolateli al composto di formaggio e yogurt. Pulite il melone, sbucciatelo, eliminando i semi, tagliate la polpa  prima a fette e poi a cubetti. Affettate la carne e disponetela su un vassoio, contornatela coi cubetti di melone e guarnite al centro con la crema preparata alle noci e datteri.

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11 aprile 2011 1 11 /04 /aprile /2011 15:36

di Ninnj Di Stefano Busà

 

INGREDIENTI: 3 uova, 50 gr. di zucchero, 200 gr, di ricotta fresca, 100 gr. di marmellata di arance, 2 cucchiai di uvetta, sale, un bicchiere di Marsala, i cucchiaio di miele, 1 cucchiaio di miele, un pizzico di cannella.

 

Lasciate l'uvetta immersa nel Marsala per 20 minuti. Sbattete le uova con una presa di sale e preparate una frittatina in una padella antiaderente unta d'olio. In una terrina unite la ricotta, l'uvetta ammollata e strizzata, la marmellata di arance, un pizzico di cannella, 1 cucchiaio di miele. Mescolate tutti gli ingredienti. Sistemate il composto sulla frittata e spalmatelo bene. Arrotolate con cura il rotolone, senza romperlo. Copritelo con carta trasparente da cucina e lasciate in frigo a rassodare 10 minuti. Affettatelo a rondelle e cospargete con cacao amaro prima di servire. 

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11 aprile 2011 1 11 /04 /aprile /2011 15:23

di Ninnj Di Stefano Busà

 

INGREDIENTI: 500 gr. di fegatini di pollo, 100 gr. di burro, 1 bicchiere di Vin Santo, 1 scalogno, 50 gr. di pancetta magra, 1 rametto di maggiorana, 1 uovo sodo, 1 cucchiaio di pecorino, 1 bicchierini di olio extravergine di oliva, sale e pepe.

 

Rassodate l'uovo, sgusciatelo. Scaldate sul fuoco l'olio in una padella antiaderente con lo scalogno tritato finemente, aggiungete la pancetta tagliata sottile e fate rosolare bene. Cuocete per qualche minuto, unite i fegatini di pollo lavati e asciugati, fateli ben rosolare e irrorate tutto con il Vin Santo, aggiustate di sale e pepe. Lasciate cuocere tutto per circa 10 minuti, mantenendo i fegatini color rosa. Frullate tutto in un mixer aggiungendo anche il burro e l'uovo sodo tritato. Versate il patè ottenuto in un contenitore a vaschetta, coprendolo con un sottile strato di burro per conservarlo meglio. Ottimo per accompagnare qualsiasi tipo di carne, formaggi vari e da spalmare su crostini di pane abbrustoliti.

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11 aprile 2011 1 11 /04 /aprile /2011 15:00

di Ninnj Di Stefano Busà

 

INGREDIENTI: 300 gr. di orecchiette 1 mazzetto di rucola, 300 gr. di funghi champighon, 1 patata media, 2 spicchi d'aglio, 2 ciuffetti di prezzemolo, 1 peperoncino piccante, 1 cucchiaio di pepe rosa, olio extravergine di oliva. 50 gr. di ricotta salata o anche formaggio primosale (in un solo pezzo), sale.

 

Lessate le orecchiette in acqua bollente salata. Intanto, pulite i funghi spolverandoli con un telo bagnato e affettateli sottili. Fate rosolare l'aglio sbucciato e schiacciato (che poi eliminerete) in una padella con olio, aggiungete la patata sbucciata e grattugiata a fili sottili con la grattugia a fori larghi, quando il composto si è ammorbidito aggiungete i funghi affettati, e fate cuocere 10 minuti, unite il peperoncino, la rucola tritata a fine cottura e spegnete il fuoco. Scolate al dente le orecchiette, fatele saltare nella padella col condimento, spolverate con il trito finissimo di prezzemolo e grattugiatevi sopra, a scaglie sottili la ricotta salata o primosale. Se gradito, cospargete con una dose di pepe rosa.

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7 aprile 2011 4 07 /04 /aprile /2011 17:57

di Ninnj Di Stefano Busà

 

L'era capitalista sta per essere schiacciata sotto il peso delle sue nefandezze.

Capitalismo nella società del postmoderno sta oggi ad indicare un apparato negativo, un sistema di far fruttare il denaro in maniera disonesta e indiscriminata, senza regole, senza remore morali, odioso libertinaggio speculativo di forme economico-finanziarie che hanno assunto la caratteristica di veri cataclismi nell'ottica brutale di una logica violenta e millantatoria, che si avvale solo d'ingenti somme di denaro da far fruttare al massimo del rendimento consentito. La logica da cui prende le mosse origina da una contaminazione a livello egoistico personale che fa di tutto per "arraffare" ricchezza inquinata, dove il malaffare e la disonestà fanno la parte del leone, nutrendosi di volta in volta di ordinamenti obsoleti, di sotterfugi e millanterie, contravvenendo ogni remora morale. Esorbitante diventa l'individualismo egocentrico e l'accaparramento di guadagui illeciti.

Il termine "capitalista" si trova per la prima volta secondo P: Bernitt nel 1790 pronunciato da Mirabeau, stante ad indicare nella Francia di allora una persona ricca, con un potere enorme ricavato esclusivamente dai redditi delle sue sostanze. Il significato del termine divenne in seguito dominante e fu usato in molti altri casi in cui vi fosse necessità di speculare sul reddito e di farlo fruttare indiscriminatamente, invadendo anche il denaro pubblico e investendolo di ufficialità, ove non vi sia neppure l'ombra delle garanzie, contaminando in tal modo, l'economia che si vede invasa da titoli-spazzatura che vanno ad intaccare l'economia del povero risparmiatore indifeso di fronte a cotanto meccanismo di genialità perversa.

Per "capitalismo", allora, è inteso un sistema di produzione susssidiaria che scinde il reddito da lavoro, anzi lo esclude: facendo della forza produttiva dell'interesse e dell'investimento la sue armi vincenti, il suo massimo punto di forza. Già il termine stesso: "interesse privato" esprime un luogo intensamente accrescitivo di trasformazione del guadagno che da facile diventa illecito e, in tal modo, trascina con sé tutti gli egoismi ad esso connessi e le negatività, le nefandezze implicite o esplicite di attribuzione del denaro con caratteristiche improprie, quasi sempre di natura deprecatoria e iniqua.

Spesso il termine "capitalismo" è seguito da oscuri presentimenti negativi, quali espressioni derivanti da una frattura che, se sta nell'ordine delle cose come iniqua, ne segna certamente una involuzione di segno etico-morale, in funzione di quella sventurata sete di potere e di arrivismo economico che ogni individuo porta in sé, nella sua parte più malvagia e perversa.

In realtà, nella società del postmoderno il dio-denaro divenuto segno distintivo di malaffare e di mercato illecito, ha prodotto solo scompensi e catastrofiche inversioni di accaparramenti illeciti  dell'economia planetaria; ha forgiato una società "malata", priva di scrupoli, compromessa a tal punto da rappresentare un pericolo per le nazioni, poiché va ad inserirsi in un sistema di scambi direzionali difettivi dell'ordinamento etico del mondo.

Il "capitalismo" moderno accoglie in sé il fondamento più deprecabile dell'individuo, in quanto l'istinto perversivo di accaparramento dei beni materiali è divenuto nel tempo sempre più invasivo ed esponenziale dominandone il senso speculativo con mezzi illeciti. I danni che ne derivano sono nell'ordine morale, ma anche di "potere" sugli altri.

La degenerazione del prodotto speculativo inquina e corrode la mente, paralizza le capacità economico-finanziarie di un popolo o nazione, riduce le norme vigenti in mere e improponibili devianze, entro cui il genere umano viene stritolato da un complicatissimo meccanismo che lo ammorba e corrode, in un deterioramento e pervertimento della logica e della coscienza. 

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6 aprile 2011 3 06 /04 /aprile /2011 10:21

di Ninnj Di Siefano Busà

 

INGREDIENTI. 350 gr. di pipette (o altro tipo di pasta corta) 4 peperoni gialli di taglia grande e uno rosso, 100 gr. di olive, 3 cucchiai di capperi, 1 peperoncino rosso fresco, alcuni fili di erba cipollina, 2 rametti di timo, 4 foglie di menta, 4 foglie di basilico, 4 filetti di acciughe sott'olio, il succo di mezzo limone, olio extravergine di oliva, sale.

 

Lessate in acqua bollente salata le pipette o conchiglie. In una padella antiaderente fate rosolare lo spicchio d'aglio sbucciato e schiacciato con lo scalogno e il basilico tritati. Aggiungete i capperi sgocciolati e le olive, il peperone rosso pulito dai semi e affettato a julienne sottile, il peperoncino tagliuzzato fine e la menta tritata. Lasciate appassire per qualche minuto. Scolate la pasta al dente, fatela saltare in padella col condimento, aggiungete per ultimo l'erba cipollina tagliuzzata finemente e i filetti di acciughe sgocciolati. Irrorate con olio e il succo di mezzo limone. Mescolate bene tutti gli ingredienti. Versate il composto nei gusci di peperone crudi tagliati a metà dopo averne eslusi i semi. Cospargete con il timo. La ricetta vi farà fare un figurone d'estate in giardino, quando mangiar freddo è un piacere per il palato. Potrà essere una preparazione dell'ultima ora molto scenografica e raffinata. Accompagnate con un Harmonium Sicilia.

 

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3 aprile 2011 7 03 /04 /aprile /2011 10:04

di Ninnj di Stefano Busà

 

L'aria che tira è veramente venefica, un po' squallida e anche devastante per il cervello dei più. In questa società del post-moderno interamente votata alla realizzazione pecuniaria e permanente dell'io nei riguardi dell'interesse privato, si è smarrito il senso delle regole, delle virtù morali, si è smarrito il senso della realtà: ora si è convinti persino di essere nel giusto, di non dover dare conti e ragioni alla coscienza.

Un pluralismo di voci osannamti al dio-denaro, ecco cosa siamo diventati.

Ogni cosa, ogni gesto, ogni impulso si riformula alla luce di un vivere sotterraneo di sotterfugi, di tentativi esclusivamente privatistici, in cui è difficile penetrare la soglia del buon senso, del gusto, del decoro, Tutto inappropriato, maledettamente nato per dare lustro al "misero" che è in noi, a quello che non ha presupposti di successo, il quale il successo se lo prende da solo, con l'inganno e saltando "il fossato" delle remore morali. Ogni azione, è mirata ad investire ogni più piccola particella del proprio  ego in questa impresa privata, pagana.

Si è andati scivolando in questi ultimi vent'anni in una palude malsana che sobilla i valori, i significati per esaltare tutte le possibili strade del successo, Si è andato testando anno dopo anno un potenziamento dei falsi ricchi, dei drogati del denaro facile a discapito della parte più intima e spirituale dell'uomo.

L'individuo scivolando verso il basso ha avvetito sempre di più il bisogno insopprimibile, estremo di "essere" dentro l'opportunità del possesso materiale: avere, possedere, mostrare ricchezza, sfondare il muro del sacrificio, del contenimento dei freni inibitori.  "Avere" è la parola d'ordine, e soprattutto, apparire in un delirio dominante di inganni, di prevaricazioni, di sotterfugi...pur di esser(ci). Tutto lo sviluppo dell'esistente si è andato ad impantanare nel ricorrente bisogno di benessere materiale, di lusso, di potere, attraverso quello che è l'integralismo formale del concetto-uomo, ha reclamato, lungo un tragitto spericolato, una gabbia di menzogne entro cui viene divorato dalle apparenze, stretto dalla invasiva e sovversiva esigenza di attestare il suo

-io-  più egoistico, prodotto deteriore di un cambiamento epocale di una societtà priva di scrupoli, nella quale l'individuo in quanto tale è allo sbando, perché non sono più i valori a dominarlo, a frenare i suoi impulsi temerari, animaleschi, le aspettative di vita significanti, ma il desiderio folle, l'ardire di voler interpretare se stesso sulla scena dell'esistente.

Da qui, il groviglio di dannazione che sfugge ad ogni controllo per il raggiungimento di una felicità possibile.

L'aria è quasi irrespirable. Siamo immersi nella più iniqua esercitazione del pensiero dominante, che non è più, (ammesso che lo sia stato), autocritica, ma subalternità alle funzioni, ai vantaggi, agli interesse che può procacciare  -il denaro_

Siamo immersi in una pantano ostile a principi dell'etica, ostili ad ogni riferimento di carattere evangelico-fideista, lontani anni-luce dalla consacrazione a gerarchie di sentimenti nobili, alti.

Un precipizio ci sfila innanzi nei riferimenti profondi dell'esistenza che c'inghiotte nella gola profonda dell'inettitudine e del degrado.

Vi è una sorta di tacita sottomissione all'ideologia che domina il nostro tempo, un travisamento epocale che fa suo e assorbe tutto il modus vivendi del tempo che ci resta. Ogni azione non fa i conti con la coscienza; è fatta su piani differiti, come se non fossimo noi a dare l'imput, ma lo sterminatore di felicità che sta dentro di noi per allestirci la trappola mortale. La regola è escludere  -la coscienza-  metterla a tacere e allearsi, farsi tutt'uno con l'ardire, col mostrasi, col desteggiarsi coi muscoli e la forza bruta, apparire in tutto e per tutto, essere artefici del proprio destino, mai come ora.

Il post-moderno ci ha regalatao, l'imposizione a fare di noi una -libertà assoluta- senza fede, un'illusione di felicità che ci viene dal nulla e che nel nulla ci respinge, ci ha delegati ad essere il modello più devastante della nostra insipienza, del nostro smisurato orgoglio e della superbia che ne deriva. Al bando i nostri bisogni interiori; la follia ci spinge "altrove", ad inpersonare cià che non siamo, a calpestare e neutralizzare le forze "buone" di un progetto di vita più elevato, più degno e forse in definitiva più adatto al genere umano, ontologicamente parlando.

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31 marzo 2011 4 31 /03 /marzo /2011 17:39

di Ninnj Di Stefano Busà

 

INGREDIENTI: 4 grosse melanzane , 50 gr. di pancetta magra, 2 spicchi d'aglio, 2 cucchiai di olive nere snocciolate, 2 cucchiai di capperi, 4 foglie di basilico, 4 cucchiai di pangrattato, olio extravergine di oliva, sale e pepe-

 

Eliminate il torsolo alle melanzane, apritele a metà per il lungo e svuotatele un po' della polpa, aiutandovi con un coltellino. Lessatele per 10 minuti in acqua bollente salata. scolatele fatele sgocciolare su un telo.  Preparate il ripieno in una terrina. mettete la pancetta tagliata a piccolissimi pezzetti, i capperi, le olive nere tagliuzzate, il pangrattato, il parmigiano, l'aglio e il basilico tritati e 4 cucchiai d'olio. Mescolate il composto e riempite il vuoto delle melanzane. Infornate per 30 minuti in forno preriscaldato a 180°.

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31 marzo 2011 4 31 /03 /marzo /2011 17:18

di Ninnj Di Stefano Busà

 

INGREDIENTI: 8 uova, 130 gr. di pecorino grattugiato, 400 gr. al netto di porri nettati, 2 cucchiai di panna, 2 pizzichi di noce moscata, 1 noce di burro, sale e pepe 

 

Lavate e pulite bene i porri, eliminando le parti verdi più dure e utilizzando la parte bianca e una minima parte della media. Sbollentateli in acqua bollente leggermente salata per 10 minuti. Scolateli e teneteli da parte. Sbattete le uova col pecorino grattugiato, la noce moscata, sale e pepe. Sistemate in una pirofila imburrata e infarinata i porri, versatevi il composto di uova e coprite con un foglio di carta di alluminio. Fate cuocere in forno preriscaldato a 180° per 10 minuti, poi eliminate la stagnola, fate gratinare altri cinque minuti e sfornate. Fatela raffreddare e servitela come contorno.

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