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3 febbraio 2011 4 03 /02 /febbraio /2011 15:16

di Ninnj Di Stefano Busà   UN SUFFERIMENTO PER IL PANETTONE AVANZATO

 

E' FACILE CHE DURANTE LE FESTE VI SIA AVENZATO DEL PANETTONE RAFFERMO, USATELO IN QUESTO MODO GUSTOSO E BIZZARRO.

 

Tagliate delle fette non troppo spesse e ponetele in una terrina dove avete sbattuto almeno 4 uova (di cui tutti i tuorli e solo qualche albume), aggiungendo mezzi bicchiere di latte e 2 cucchiai di zucchero. Lasciate ammorbidire un po' (circa15 minuti, rivoltandole delicatamente con una paletta di legno. Si estraggono le fette, sgocciolandole e si friggono in una larga padela antiaderente con una noce di burro sciolto e fumante. Servitele calde con una spolverata di cacao amaro o con zucchero vanigliato a velo.

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2 febbraio 2011 3 02 /02 /febbraio /2011 17:43

di Ninnj Di Stefano Busà

 

INGREDIENTI: 700 gr. di pasta da pane (se non avete voglia di farla, usate quella pronta), 200 gr. di spinaci o erbette, 80 gr. di fettine di speck, 2 pizzichi di noce moscata, 8 pomodorini ciliegini, 250 gr. di ricotta, 4 uova, olio, alcuni fili di erba cipollina, 3 cicchiai di olive nere al forno, sale e pepe.

 

 

Pulite accuratamente gli spinaci o le erbette, lessate in acqua bollente salata per 10 minuti. Scolate, strizzate e tritate. Frullateli nel mixer insieme alla pasta da pane per incorporarli. Lasciatela riposare per circa un'ora. Stendete la pasta in una teglia antiaderente rettangolare unta di olio. Distribuite sulla pasta i pomodorini privati dei semi e tagliati a metà, la ricotta lavorata con le uova, l'erba cipollina tritata finemente, la noce moscata e un pizzicone di sale. Stendete il composto sulla pasta, sistemate le fettine di speck, irrorate con un filo d'olio, cospargete con le olive nere al forno. Ponete in forno a 200° per 30 minuti circa. Servite calda o tiepida con un Castel Del Monte rosato.

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2 febbraio 2011 3 02 /02 /febbraio /2011 17:09

di Ninnj Di Stefano Busà

 

INGREDIENTI  (X 4 persone): 300 gr. di spaghetti, 1 salsiccetta di media grossezza (100 gr.), 100 gr. di guanciale magro, 2 tuorli, olio extravergine di oliva, 2 cucchiai di panna da cucina, 80 gr. di parmigiano grattugiato, sale e pepe nero in grani.

 

Mentre attendete di lessare gli spaghetti, rosolate in una padella antiaderente con due cucchiai d'olio la salsiccia spellata e sbriciolata, il guanciale tagliato a piccolissimi dadolini (o prendete quello pronto per carbonara). Fateli ben rosolare. Scolate la pasta al dente, versatela e fatela saltare in padella con il condimento, aggiungete i tuorli sbattuti e mescolate velocemente con cura per non far aggrumare l'uovo, unite la panna e fatela mantecare bene. Trasferite su un piatto o in una insalatiera, spolverate con abbondante parmigiano e grani di pepe interi (se preferite anche in polvere). Servite con un Chianti classico.

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31 gennaio 2011 1 31 /01 /gennaio /2011 10:38

di Ninnj Di Stefano Busà

 

INGREDIENTI: 3 panetti di formaggio Philadelphia ale erbe, 3 confezioni alle olive, 3 confezioni al salmone, 3 uova sode, 2 cucchiai di gherigli di noci, 2 cucchiai di olive nere snoccolate, alcuni rametti di prezzemolo, alcuni filetti di alici sott'olio, 12 pirottini di carta da dolci (pronti al supermercato). qualche fogliolina di insalatina (tipo cicorino)

 

Rassodate le uova (8 minuti dal primo bollore). Tagliuzzatele finemente. In tre terrine diverse mescolate una parte di uovo sodo tritato con il philadelphia alle erbe, poi con quello al salmone e infine con quello alle olive.  Aggiungete alcuni pistacchi pestati e lavorate il composto tra le mani, appena appena oleate, formando delle palline. Sistematele sui pirottini di carta, avendo cura di porre sul fondo 2 foglioline di cicorino. Guarnite in superficie con un'oliva snocciolata, con qualche filetto di alice sgocciolato e arrotolato, e con gherigli di noci. Sistemate la preparazione su un vassoio e servite queste delizie come antipasti.

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30 gennaio 2011 7 30 /01 /gennaio /2011 17:04

di Ninnj Di Stefano Busà

 

Una grande figura rappresentativa di un progetto storico antropologico di grande levatura. Un saggista di razza, un critico che sa vedere al di là del piccolo orticello post moderno, minimalista e difforme, tanto limitato quanto chiuso nel suo angolo visuale corto. E' uno scrittore che affronta tematiche varie, emblemi e stratificazioni di una vita culturale di grande e magistrale vastità. Quando leggo i suoi libri, mi sento trasportare su un piano diverso di culturalismo vero, mordace, capace di suggestionare i sentimenti e captare l'attenzione del lettore dentro il suo raggio d'azione che ruota a 360°.. Sono onorata di rapportarmi a lui su un piano di lettura che allarga le mie conoscenze in ambito storico-socio-umanistico e culturale di grande spessore. Ho letto molti suoi libri e sono sempre convinta che l'intelletto pensante di Ferrero sia dotato di quel "quid" indissolubile tra il linguismo e la forma: tra l'oggetto e il soggetto di tale rappresentazione c'è sempre una verità oltre, ma per Ferrero è la matrice, l'ordine, la teoresi anche virtuale, se non subordinata alla sua scrittura, che è sempre viva, moderna, strutturata a riferimenti interessanti e a tematiche che sanno auscultare tutti i segnali della moderna tecnologia scrittoria, realizzandoli tutti sul piano umano e strutturale di un linguaggio accessibile e magistralmente atto a dare il meglio di sé, a chi lo legge. Non è poco per uno scrittore essere come Ernesto Ferrero, una penna infaticabile, un attento selettore di varianti che interessano e intrigano la maggior parte del suo pubblico, che lo legge incantato e trascinato dal suo carisma culturale.

 

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30 gennaio 2011 7 30 /01 /gennaio /2011 14:58

di Ninnj Di Stefano Busà

 

Il primo passo per un nuovo assetto strutturale sta nel documento programmatico per la costruzione del fronte federalista presentato dalla Lega. Esso  prevede la messa in opera di un decentramento che sconvolgerà i vecchi parametri cui siamo abituati, per delineare la nuova geografia federalistica in seno ad una Italia che fa acqua da tutte le parti: un disegno quello della Lega e del partito di destra dell'attuale Governo che vede impegnati sul fronte comune il PDL e la Lega in una progettualità di lineamenti più decentralizzati e moderni, più a misura regionale, più garantisti e autonomi dal punto di vista delle ragioni economico/strutturali, sociali e storiche del territorio. Un paese come l'Italia non può viaggiare a due velocità: il Nord progressista che traina  il Sud assenteista e assistenzialista, trascinato a viva forza dalla parte più diligente e avveduta e modernizzata del Paese. Anche il Sud, sono certa, saprà fare la sua parte, non sarà quella palla al piede che si vuole fare apparire.

Un Sud assistenzialista non ha più motivo di esistere entro i confini di uno Stato moderno. La ritrutturazione deve passare dai Comuni e dalle Province, ma, è bene che lo si sappia, avrà un costo e la manovra di differenziazione vede il paese allinearsi pro e contro questo evento storico, che dovrebbe trovare invece tutti d'accordo nel portare avanti un programma che unifichi la dignità e la parità dei diritti di ogni regione d'Italia, allineandola a "livello locale" a quelle Province (cosiddette) più abbienti che si riconoscono oggi sulla mappa più avveduta del territorio, gestendo in maniera qualitativamente più avanzata le sostanze e l'economia proprie di ogni Regione. E' come se in ogni famiglia si comminciasse a pensare di gestire il bilancio in casa propria, senza paventare o surrogare aiuti assistenzialistico/surrentizi da parte di Chicchesia e soprattutto del Governo centrale (che ha tutta l'aria di un accentramento antropomorfico, senza voler considerare le cause e le ragioni diversificate da un luogo all'altro, da una popolazione all'altra: una centralità anamorfica, immobilizzata entro criteri strutturali arretrati, inchiodata a situazioni di privilegio ormai obsoleti e quasi dannosi per il progresso,  statalizzante, che registra episodi di stagnazione e di malavita che superano il livello di guardia e bloccano il processo costruttivo di una ricchezza autoctona, da cui ci dobbiamo staccare, se vogliamo progredire, svilupparci, allinearci alle altre Nazioni dell'area euopeistica. Non può e non deve il Governo centrale farsi carico di tutto il territorio, niente si può immaginare di più sbagliato che far gestire l'economia di un Paese da terzi, (intendendo per terzi, coloro che non sono del territorio, che non conoscono, le ragioni, le matrici, le radici, le necessità, la storia locale e le esigenze socio culturali). Ognuno, nel proprio ambito di Provincia o Comune può essere più o meno spendaccione, o sprecone, o parsimonioso, oculato, equilibrato, coscienzioso del bene pubblico, della propria autonomia di rappresentare un bene comune con la stessa solerzia e pulizia morale di quello familiare.

Fino ad ora sono state spese cifre iperboliche per riempire vuoti di intelligenza e di correttezza  nel condurre le istituzioni parastatali: disfunsioni, squilibri di gestione, malavita, peculato, sono all'ordine del giorno, con il peggior risultato per un'Italia del Terzo Millennio che trabocca di espedienti, di surrentizie amministrazioni, di mafia, di malaffari.

E' TEMPO DI MODIFICARE QUESTA SORTE INIQUA.

E' NECESSARIO UN SALTO DI QUALITA'.  

E' ESSENZIALE  MIGLIORARE E REGGERE IL CONFRONTO CON GLI ALLEATI EUROPEI, non farsi sempre collocare, sulla scala dei valori, all'ultimo posto in classifica. E' tempo di modernizzarsi, di ricrearsi un alone di moralità, di rispettabilità, di efficienza.

E' TEMPO CHE OGNI REGIONE D'ITALIA SI GOVERNI LE PROPRIE SOSTANZE NELL'AMBTO DEL SUO STESSO CONFINE, senza stravolgere, senza debordare, senza trascinare in un piano inclinato che porta tutti alla rovina. Ogni Ente locale, ogni Amministrazione si renda responsabile, sia vigile alle proprie problematiche, si autodefinisca all'interno delle proprie condizioni socio/culturali, sanitarie, amministrative, geografiche etc.

Da questo primo passo può innescarsi la rinascita e il nuovo orientamento dell'Italia che potrà contare sulla competitività come reazione immediata, perché è più facile per le imprese d'Oltralpe investire in luoghi dove il potere non è solo statalista, perché è giusto che L'italia, finalmente, abbia i suoi principi sacrosanti di libertà vera, non di sottomissione né di adattamento ingeneroso e qualche volta calunnioso sulla propria condotta. 

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29 gennaio 2011 6 29 /01 /gennaio /2011 17:07

di Ninnj Di Stefano Busà

 

INGREDIENTI: 16 scampi piuttosto grossi, 200 gr. pomodorini ciliegini molto sodi, 150 gr. di rucola, 200 gr. cozze, sale.

Per la salsa: 1 arancia, il succo di mezzo limone, 2 cucchiai di Brandy, 5 foglie di basilico, 4 cucchiai d'olio extravergine di oliva, 2 rametti di maggiorana, alcuni filetti di erba cipollina, 1 uovo sodo, sale e pepe.

 

Rassodate l'uovo in acqua fredda (8 minuti dal primo bollore). Lavate accuratamente gli scampi e fateli cuocre a vapore per 8 minuti. Sgusciarli, lasciandone qualcuno attaccato alla testa per guarnizione. Lavate bene le cozze eliminando impurità e fateli aprire in una larga padella antiaderente con uno spicchio d'aglio sbucciato e un rametto di rosmarino. Eliminate le valve che non si aprono, sgusciatele e mettetele da parte. Preparare la salsa mettendo nel mixer, l'arancia pelata a vivo, tagliata a pezzetti, senza alcuna pellicina, il succo di mezzo limone, il Brandy, l'olio, la maggiorana e l'erba cipollina tritate, l'uovo sodo sgusciato e tagliato, sale e pepe. Frullate tutto, finché risulti una salsa densa e omogenea. In un largo piatto di portata, fate un letto di rucola, contornatelo con i pomodorini, ponete attorno le cozze sgusciate, sistematevi sopra gli scampi e irrorate abbondantemente con la salsa preparata. Vino consigliato uno Chardonnay del Trentino.

 

 

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28 gennaio 2011 5 28 /01 /gennaio /2011 17:55

di Ninnj Di Stefano Busà

 

INGREDIENTI: ( confezioni di Philadelphia al salmone, 100 gr. di salmone affumicato, 6 fette di pancarrè per tramezzini, 100 gr. di gamberetti (anche surgelati), alcuni cetriolini sott'aceto, alcune cipolline sott'aceto.

 

Appiattite con il mattarello i panetti di pancarrè. Mescolate in una terrina  il philadelphia, i gamberetti tritati finemente, i cetriolini tagliati a lamelle sottili, le cipolline tagliuzzate finemente. Distribuite il composto sul pancarrè e arrotolate strettamente su se stesso come per fare involtini e avvolgetelo in carta trasparente da cucina o alluminio. Ponete in frigo a rassodare almeno 2 ore. Eliminate i fogli in cui sono avvolti i rotolini, tagliateli a rondelle e trasferiteli su un vassoio di portata. Decorate il piatto contornandolo con spicchi d'uova  o con una insalatina riccia condita al limone. 

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28 gennaio 2011 5 28 /01 /gennaio /2011 17:39

di Ninnj Di Stefano Busà

 

INGREDIENTI: una confezione da 300 gr. di pasta sfoglia confezionata, 6 confezioni di Philadelphia al salmone, , 100 gr, di pancetta magra stesa, 60 gr. di speck, 2 cucchiai di Brandy, 1 mazzetto di erba cipollina, alcuni filetti di acciughe sott'olio.

 

Assottigliate col mattarello la pasta sfoglia. Ritagliate dei dischi dal diametro di 10-12 cm. Metteteli sulla placca del forno preriscaldata a 180° per 4-5 minuti. Intanto, preparate il ripieno: in una terrina mescolate bene il philadelphia con l'erba cipollina, il Brandy, la pancetta e lo speck tagllati a julienne o tagliuzzati a piccoli pezzettini. Sfornate gli scrigni di pasta sfoglia, riempiteli con il composto, aggiungete qualche filetto di acciuga a guarnizione e servite.

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28 gennaio 2011 5 28 /01 /gennaio /2011 17:22

di Ninnj Di Stefano Busà

 

INGREDIENTI: 2 confezioni di Philadekphia alle erbe, 2 confezioni al salmone, 2 confezioni alle olive (si trovano in ogni supermercato), 1 confezione o due di bigné vuoti, pronti (al supermercato) 4 formaggini caprini, 1 mazzetto di erba cipollina, 2 uova sode, 4 foglie di basilico, 2 cucchiai di gherigli di mandorle.

 

Rassodate le uova in acqua fredda (8 minuti dal primo bollore). Tagliate a metà i bignè. Riunite in una terrina i diversi panetti di Philadelphia, o fateli singolarmente di vario gusto. aggiungete il formaggio caprino, l'erba cipollina tagliuzzata finissima, il basilico tritato finemente e mescolate i vari ingredienti. Riempite la metà dei gusci vuoti di bignè con il composto preparato, sistematevi sopra le uova sode sgusciate e tagliuzzate finemente, spolverate le mandorle tritate o pestate, coprite ognuno con la calotta e servite su un vassoio decorati con un'oliva nera infilzata in uno stecchino, o una fettina di uovo sodo.

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