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19 gennaio 2011 3 19 /01 /gennaio /2011 12:28

di Ninnj Di Stefano Busà

 

GIUNGONO GLI OSPITI E VOLETE PRESENTARE L'APERITIVO...ECCOLO: SEMPLICE, FACILE E DI GRANDE EFFETTO

 

 

INGREDIENTI: 1 bicchiere di gin, 2 cucchiai di succo di limone, 1 tazzina da caffè di liquore Strega, 2 kiwi, 6 ciliegie al Maraschino, alcuni cubetti di ghiaccio.

 

 

Mettete in una brocca o in uno shaker i cubetti di ghiaccio, aggiungete gin, succo di limone, il liquore Strega shekerate bene, in ogni modo mescolateli molto accuratamente e versateli nei bicchieri da cocktail insieme a qualche cubetto di ghiaccio tritato, aggiungete una ciliegina sottospirito, e infilzate nel bordo dei calici qualche fettina di kiwi sbucciato. Servite.

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19 gennaio 2011 3 19 /01 /gennaio /2011 12:00

di Ninnj Di Stefano Busà

 

INGREDIENTI: 6 medaglioni di filetto di maiale, mezzo litro di birra, 1 carota, 1 costa di sedano, 1 scalogno, 40 gr. di pancetta magra, 2 mele annurche (o altre), 1 cucchiaino di zucchero, 1 noce di burro, 1 cucchiaio di farina, olio extravergine di oliva, sale e pepe.

 

Lavate e poi grattugiate la carota, tritate lo scalogno e il sedano finemente, fateli soffriggere insieme alla pancetta tagliuzzata, finché tutto sia ben rosolato e morbido. Aggiungete i medaglioni di maiale infarinati e fateli rosolare bene da entrambi i lati nel soffritto. Versae la birra, aggiustate di sale e pepe e lasciate in cottura per 15 minuti o più, finché si prosciughi quasi tutto il liquido. In un'altra padella fate sciogliere il burro e lasciate ammorbidire le mele tagliate a fettine spesse, spolverateli con un cucchiaino di zucchero e aggiungetele alla carne. Lasciate ancora insaporire per qualche minuto e servite caldo, irrorando i medaglini abbondantemente con il sugo di fondo di cottura e spolverando con una generosa dose di pepe nero macinato fresco (se gradito). Accompagnate con un Barbaresco rosso asciutto e armonico.

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18 gennaio 2011 2 18 /01 /gennaio /2011 17:42

di Ninnj Di Stefano Busà

 

INGREDIENTI: 1 rotolo di pasta sfoglia pronta da 300 gr. 2 fette di prosciutto crudo tagliate spesse, 300 gr. di funghi porcini, 200 gr. di salmone affumicato, 1 scalogno, 50 gr, di parmigiano grattugiato, 50 gr, di ricotta dura tagliata a scagliette, 2 ciuffetti di prezzemolo, 50 gr. di burro, 1 uovo, sale e pepe.

 

Fate rosolare lo scalogno nel burro sciolto, aggiungete i funghi porcini puliti e spazzolati con un telo bagnato per eliminare la terra e le impurità, aggiustate di sale e pepe, spolverate il trito di prezzemolo e spegnete il fuoco. Stendete sullla placca del forno preriscaldata foderata con carta-forno la pasta sfoglia, punzecchiatela coi rebbi di forchetta, mettetevi all'interno della pasta il prosciutto tagliato a pezzetti, il salmone, il parmigiano, la ricotta a scaglie, e il soffritto di funghi. Arrotolate la sfoglia su se stessa e fatene un salsicciotto ben stretto. Sigillatela ai lati, pressando i lembi di pasta alle due estremità. Spennellate lo strudel  con l'uovo sbattuto e un cucchiaio d'acqua e ponetelo in forno per 40 minuti a 180°finché risulterà ben dorata in modo uniforme. Fate intiepidire e servite con un Vernaccia.

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18 gennaio 2011 2 18 /01 /gennaio /2011 16:24

di Ninnj Di Stefano Busà

 

INGREDIENTI: 1 kg di puntine di maiale magre, 1 limone non trattato, 2 spicchi d'aglio, 2 foglie di alloro, 1 rametto di rosmarino, mezzo cucchiaino di timo secco, maggiorana, e semi di papavero, olio extravergine di oliva, 2 cucchiai di miele, 1 bicchierino di Grand Marnier, sale e pepe.

 

Pulite le puntine, eliminando molte delle parti grasse eccedenti, lavatele e asciugatele su un telo. Ponetele in una terrina con tutto il succo di limone, una grattatina di buccia, l'aglio pelato e schiacciato, l'alloro e il rosmarino. Tenetele in infusione mescolando ogni tanto per circa un'ora. Scolatele e mettetele a rosolare in un tegame con 2 cucchiai d'olio, le erbe che erano state in infusione e le altre erbe aromatiche (timo, maggiorana etc). Fatele rosolare bene da tutte le parti, irroratele con il Grand Marnier (lasciate evaporare) e fate cuocere a fiamma bassa  per 30/40 minuti, aggiungendo, se necessario, acqua o un goccio di vino bianco. Poco prima di fine cottura, aggiungete il miele e fatelo insaporire bene per qualche minuto. Servite caldo, con un Pinot Grigio Alto Adige. 

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18 gennaio 2011 2 18 /01 /gennaio /2011 08:51

 

Benvenuti sul blog dell'Autrice

 

Ninnj Di Stefano Busà, nata a Partanna, laureata in Lettere, è tra le figure più note e rappresentative della pagina culturale dei nostri giorni, tra le più conosciute e qualificate scrittrici a livello internazionale. Poetessa, critico, saggista e giornalista. Inizia a scrivere poesia a 13 anni. Si occupa di Estetica e di Letteratura, di Storia delle Poetiche, oltre che di Critica e di Scienza dell'Alimentazione.

La sua vasta opera è raccolta in saggi, studi critici e articoli di varia natura.

Della sua attività si sono occupate molte e qualificate personalità della pagina letteraria contemporanea.

Incoraggiata da Salvatore Quasimodo, suo corregionale e amico di famiglia, inizia a scrivere la sua prima raccolta poetica che avrebbe avuto l'avallo dello stesso Quasimodo, se da lì a poco, non fosse deceduto.

L'infausto evento non la ferma, pubblica la sua prima opera senza l'avallo di nessuno e ottiene l'approvazione di Carlo Bo, successivamente di Mario Sansone, Franco Fortini, Giorgio Bàrberi Squarotti,  Alberto Frattini, Antonio Piromalli, Giuseppe Benelli, Fulvio Tomizza, Attilio Bertolucci, Walter Mauro, Dante Maffìa, Sirio Guerrieri, Ferruccio Ulivi, Pasquale Maffeo, Marco Forti, Geno Pampaloni, Giovanni Raboni, Silvano Demarchi, Vittoriano Esposito, Emerico Giachery, Paolo Ruffilli, Sandro Gros-Pietro, Guido Zavanone, Antonio Coppola, Edoardo Sanguineti, Carmine Chiodo, Francesco D'Episcopo, Alda Merini e molti altri che, a vario titolo, e in diverse occasioni, le hanno dedicato prefazioni, recensioni, saggi critici, monografie etc.

In Poesia ha pubblicato 20 raccolte, quasi tutte premiate o, in forma inedita con pubblicazione-premio al vincitore, o successivamente, come libro edito a pubblicazione avvenuta. Si segnalano i seguent titoli:

 

OLTRE IL SEGNO TANGIBILE (1986, 2° ed. 1987 esaurito)

 

LO SPAZIO DI UN PENSIERO (1988 Ed. Gabrieli vince il Premio editoriale L'Ala della Vittoria)

 

QUEL LUCIDO DELIRIO, (1989, vince il Premio Il Grappolo)

 

SORTILEGIO DI RIFLESSI, (1989, vince il premio "Cinque Terre", La Spezia)

 

LA PAROLA ESSENZIALE (1990)

 

ABITARE LA POLVERE  (1990, pref. di A. G. Brunelli, vince il Premio Editoriale Agemina, Firenze)

 

L'AREA DI BROCA (1993, tradotto anche in francese e presentato a Parigi, pref. Antonio Piromalli, vince il Premio Città di Pontinia, 1994)

 

L'ATTIMO CHE CONTA (1994, pref. Vittorio Vettori, vince il Premio "Cinque Terre" stesso anno )

 

CERCATORI D'INFINITO  (Belgrado, 1994, tradotto interamente in serbo-croato)

 

ANCHE  L'IPOTESI (1995, pubblicazione-premio vince il Premio Histonium, Vasto)

 

QUELLA DOLCEZZA INQUIETA (1997, pref. Vittoriano Esposito, vince il Premio La Letteratura dell'impegno, "Atheste"  della Regione Veneta 1998)

 

LE LUNE OLTRE IL CANCELLO (1998 pref. Giorgio Bàrberi Squarotti, pubblicazione-premio al vincitore "Libero De Libero, Fondi )

 

IL DESERTO E IL CACTUS (1998, pref. Maria. G. Lenisa vince il premio -pubblicazione R. Micheloni, Lunigiana)

 

IN ALTRO LUOGO (2001 Sanremo, plripremiato)

 

ADIACENZE E LONTANANZE (2002 pref. Neuro Bonifazi - postfazione Dante Maffìa)

 

L'ARTO FANTASMA (2005, pref. Giovanni Raboni, vince il Premio "Maestrale, Sestri)

 

TRA L'ONDA E LA RISACCA (2007, pref. Marco Forti, introduzione di Francesco D'Episcopo, pluripremiato)

 

L'ASSOLUTO PERFETTO (2010, Kairos, pref. Antonio Spagnuolo, vincitore dei Premi Franco Delpino e Histonum Vasto)

 

QUELLA LUCE CHE TOCCA IL MONDO (2010, pref. Emerico Giachery) 

 

NELLA ROSA DEI VENTI (2011, ed. Ursini pref. di Giorgio Bàrberi Squarotti)

 

 

IN SAGGISTICA ha pubblicato:

 

IL VALORE DI UN RITO ONIRICO (1989, ed Il Ponte New York)

 

L'ESTETICA CROCIANA E I PROBLEMI DELL'ARTE (1986 vince rispettivamente i Premi La Magra ", La Spezia, il Premio G. Parise   di Bolzano e il Premio "Nuove Lettere" dell'Istituto Italiano di Cultura di Napoli, tutti nel 1997, una sez. di esso consegue il Premio "T. Casini dello stesso anno.

 La scrittrice è Presidente della Lombardia dell'Unione Naziomale Scrittori 

E' stata inoltre insignita di attestato di Benemerenza per la Cultura da parte della Società Argentina degli Scrittori , per i suoi meriti letterari in un Convegno di Studi a Buenos Aires nel 1990. Le è stato conferito il Premio "Giano" quale riconosciemento alla Carriera Critica nel 2006.

La sua produzione ha riscosso molti consensi anche all'estero, presso Sedi Universitarie e Istituti Italiani di Cultura: a Rio De Janeiro, a Parigi, a Buenos Aires. Tradotta in francese, inglese, tedesco, spagnolo e serbo-croato. Ha tenuto molte conferenze in vari paesi esteri, partecipando a Convegni di Studio e Ricerche sulla Letteratura: Rijeka, Trieste, La Spezia, Roma, Bari, Parigi, Buenos Aires, Napoli, Milano.

Fa parte di molte prestigiose Giurie. In qualità di Docente ha tenuto per molti anni Corsi di Letteratura e Storia delle Poetiche presso l'Università Terza di Milano.

Le sono state dedicate tre monografie.

E' collocata nella Storia della Letteratura Italiana, in sei volumi del'Editore Simone per le Scuole Superiori e i Licei.

Tra gli ultimi premi alla Carriera e alla Cultura conferitele vanno almeno annoverati il prestigioso Premio dell'Assessorato alla Cultura della sua città di origine Partanna, dalle mani del Sindaco, il riconoscimento del Senato della Repubblica dalle mani del Sindaco di Chiavari, il Premio alla Carriera all'Histonium di Vasto e quello dell'Accademia internazionale di Paestum ricevuti tutti nel 2010. Tra i premi ricevuti nel 2011 sono da annoverare:  il premio "Città di Cattolica", il Premio "ScrivereDonna" Ed. Tracce di Pescara (il libro premiato uscirà alle stampe l'anno prossimo), L'autrice è risultata anche nella terna dei Finalisti al XXVII° derl Premio Internazionale "Alfonso Gatto" e LericiPea nel 2011.

E' Presidente di una Organizzazione Internazionale di Cultura dell'Ecuador, che attraverso il Consolato e l'Istituto Italiano di Cultura, porta avanti un programma di ricerche e di integrazione tra i popoli con interscambi atti a favorire la realizzazione di "Un mondo migliore".

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11 gennaio 2011 2 11 /01 /gennaio /2011 13:21

di Rosetta Mor

 

LA SINGOLARE E VIGOROSA RICERCA DI CIO' CHE ELEVA L'UOMO AL DI LA' E AL DI SOPRA DELLE INCONGRUENZE UMANE.

QUESTO E MOLTO DI PIU' NELL'ULTIMA RACCOLTA di Ninnj Di Stefano Busà

 

 

A giusta ragione l'autrice vuol dare spazio alle voci autorevoli di critici che si sono, via via, interessati alla sua opera e che sono nell'ordine di tempo (Abbagnano, Bo, Sansone, Bigongiari, Capasso, Barberi Squarotti, Demarchi, Raboni, Bertolucci, Forti, Bonifazi, Merini, Piromalli, Maffia, Guerrieri, Ruffilli e molti altri)

Questa nuova raccolta gode dell'eccellente prefazione dell'emerito Emerico Giachery, il quale ha saputo penetrare nella poetica dell'autrice in maniera delicata, organica, limpida, sinteticamente mirata e profondamente autentica e avvertita.

Pur sentendomi una formica accanto a questi "grandi", mi fa piacere esprimere il mio pensiero sull'opera in oggetto, per apprezzamento profondo che nutro nei confronti dell'autrice e per quel senso di sintonia culturale che ci accomuna da tempo.

Partiamo, dunque, dal titolo. Quella luce che tocca il mondo, che conferisce speranza a chi s'accinge a togliere il velo alle parole della poetessa, anche se non poche ombre poi persistono tra le righe dei testi, anche se il dolore del mondo, vissuto da lei in prima persona, trova spazio in diversa misura e intensità nelle sue poesie. La "luce", dunque, più volte volte citata, le "ali" che, per loro stessa natura, consentono di sollevarsi da terra e conducono verso quel cielo al quale l'autrice dirige, nonostante tutto, e al quale spera di appartenere "ad ogni costo" (vedi: Insostenibile distanza), il vento stesso che scompiglia, sì, ma sa anche innalzare con forza ed elevare l'uomo al di là delle incongruenze umane.

  Fin dalle prime poesie, emerge il trionfo dei "riverberi alati/ fatti d'aria, abbandonati e pensosi/ come sogni disabitati (Il trionfo dei riverberi).

Così è quella " sete" di luce cui l'autrice s'appella quasi implorandola: " Tienimi stretta come ala al suo cielo./ Mi sento come il nibbio/ che chiude morendo l'apertura dell'ala,/ trattenendo ancora nel becco/ l'odore di salso"  (Un'altra morte).

Così, pur essendo il mondo "senza eroi,/ vascello che inabissa i suoi marinai", pur avendo "suoni stonati", questo suo andare oltre la fatica i sopravvissuti" è speranza (in Senza eroi e La Trafittura).

Luce, ali, tempo, dolore, sono parole chiave di questa silloge, parole alle quali, in pari dignità, dobbiamo aggiungere amore, affetti, nostalgia, silenzi, poesia. Si tratta di motivi e sentimenti che l'autrice esprime sullo sfondo, quasi per pudore, velatamente, tra riga e riga, tra verso e verso, quasi toccata e fuga, ma che tuttavia assumono rilevanza estrema nel mettere a nudo la profondità del suo pensiero e l'ampiezza della sua interiorità.

Riscoprire ad es. "l'ultima notte di fuoco,/ ascoltare della carne lo stupore" (Siamo vivi e dispersi), oppure "abitare il perdono, come una casa dell'anima" (L'amore) o desiderare "un'aloe di frescura, un solo giorno/ d'ambrosia e tenerezza/ che cancelli l'alidore stagnante della sera" (vedi: Lo strazio delle crepe) fa sentire nuovamente nell'anima rintocchi e sensazioni prima sopiti, fa dire di essere ancora vivi, pur nella marea dei nostri struggimenti.

Profondo il richiamo degli affetti; tenere le figure della nipotina Lucrezia ultimo bocciolo della nidiata, paragonata a "fragile porcellana di Sevres"; l'amicizia forte e avvertita nei confronti dell'attrice Valentina Cortese, verso la quale nutre sentimenti di affinità elettive, in comunione d'intese. Toccante il richiamo alla maternità, espresso in quel "piccolo fiore/ nel ventre che la madre "disseta/ alla linfa primordiale delle sue arterie" (vedi: Come un piccolo fiore), il ricordo della madre , intenta a "puntellare/ gioia ai panni stesi al sole,/ ai nostri occhi la luce dei mattini..." (vedi: alla Madre)

E chiama in causa la parola che ha voglia di "aprirsi altrove,/ come un passero che svola..."ed ecco scorrere l'insieme di quei barbagli  "la luce e la parola", confitte al silenzio, al fremito dell'attimo. Ecco, allora cosa significa essere "poeta": "grido di sciacallo, pelle d'angelo, /fiore pesto" t'inventasti la vita dal suo nulla", ma che sa commuovere la luna, rappresentarla nell'Orma di Dio  (vedi: In qualche grano di poesia).

Il ritmo sotteso alle parole è intenso, si rileva il valore anche metrico e musicale di questa eccezionale forma poetica, se ne determina il lessico non comune, appropriato e raffinato, la potenza degli accenti lirici originali, le similitudini inedite e il ricorso a componenti metaforiche mai appesantite da esasperate ricerche, caratterizzate da immediata autenticità con il reale. Caratteristici si rivelano gli enjambement e piacevoli le assonanze e le allitterazioni (vedi pag. 13 o pag. 14 o ancora, pag. 18). Vi sono in questa poetica molte sintonie col tessuto lirico quasimodiano. Il richiamo al "tempo" reale o metafisico, il senso dell'umanità che attende riscatto dal "vuoto universale"avvicinano l'autrice al modello ungarettiano. Risonanze ed echi di vera, alta poesia che non tradisce mai le aspettative, le quali aprono al pensiero di Dio, alla concezione cristiana ed esistenziale di Luzi.

Singolare, vigorosa risulta la poetica di Ninnj Di Stefano Busà, che punta sempre all'essenzialità del significato e del significante, in una perfetta amalgama di fonicità e linguismo, che si rivela di volta in volta, da una raccolta all'altra, di grande approfondimento, avendo dinanzi un paradigma poetico unitario, sapiente, estroso, maturo, di elevata compostezza e rilevanza nell'attuale panorama letterario italiano e anche internazionale, (l'autrice è stata tradotta anche in altre lingue), in grado di formare e rappresentare una personalità degna della massima considerazione e attenzione, determinando una triade di alto livello con la Spaziani e la Merini, come giustamente affermano i suoi critici.

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6 gennaio 2011 4 06 /01 /gennaio /2011 10:00

di Ninnj Di Stefano Busà    

 

SOSTITUISCONO I PANINI NORMALI, DANDO UN TOCCO IN PIU' DI GUSTO ED ELEGANZA:

 

INGREDIENTI: 400 gr. di pasta da pane già pronta (si trova al supermercato), 4 zucchine, 2 spicchi d'agli, 4 foglie di salvia, 2 mozzarelle, 50 gr. di prosciutto cotto, 2 ciuffi di prezzemolo, 40 gr. di parmigiano grattugiato, 40 gr. di pecorino a scagliette, 1 tuorlo d'uovo, 4 foglie di basilico, olio extravergine di liva, sale e pepe nero in grani.

 

Spuntate le zucchine, affettatele a rondelle molto fini. Sbucciate l'aglio, schiacciatelo e fatelo dorare in una padella antiaderente con 4 cucchiai d'olio, la salvia, il rosmarino. Eliminate gli spicchi d'aglio, aggiungete le zucchine e fatele cuocere insieme ad un goccio di vino bianco per 5 minuti. Unite il prezzemolo tritato finemente, i grani di pepe, i formaggi e spegnete il fuoco. Dividete la pasta di pane in 4 parti, stendetela in dischi col mattarello e distribuite al centro di ogni disco il composto di zucchine, aggiungete la mozzarella e il prosciutto tritati a cubetti. Chiudeteli a fagottino e fate aderire bene la pasta. Spennellate i panetti in superficie con il tuorlo d'uovo sbattuto e infornate sulla placca foderata di carta-forno nel ripiano di mezzo del forno a 180° per 10 minuti finché la pasta risulti dorata. Servite caldi o tiepidi, al posto del pane.

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5 gennaio 2011 3 05 /01 /gennaio /2011 18:01

di Ninnj Di Stefano Busà

 

INGREDIENTI: una confezione pronta di pasta frolla da 300 gr.  4 uova, 2 arance sode non trattate, 2 cucchiai di maizena, 1 bicchiere di latte, 150 gr. di zucchero di canna, 1 cucchiaino di cannella, un pizzico di vaniglia in polvere, burro da spalmare nello stampo e 1 cucchiaio di farina, 2 cucchiai di zucchero a velo (se gradito).

 

Sbucciate a vivo le arance, tagliatele a fettine dello spessore di un mignolo. Fatele asciugare un po' sulla placca del forno con un velo di zucchero per 10 minuti a 200°. Tenete acceso il forno e nel frattempo, in un tegame a fondo doppio, versate il latte, lo zucchero, le uova, la cannella, la vaniglia, per ultimo la maizena e mescolare continuamente a fuoco basso finché la crema si addensi. Non smettete mai di mescolare continuamente. Spegnete il fuoco e fatela raffreddare. In una tortiera imburrata e infarinata, stendete la pasta frolla assottigliandola un po' con il mattarello (fate in modo che ecceda qualche cm dal bordo della teglia). Punzecchiatela coi rebbi di forchetta e versate la crema raffreddata, aggiungete le fettine di arance gratinate a raggiera sulla superficie. Rimboccate l'orlo di pasta eccedente sulla pie e infornate a 180° per 30 minuti, finché sia dorata. Servitela fredda, (se gradito) con zucchero a velo.

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5 gennaio 2011 3 05 /01 /gennaio /2011 17:34

di Ninnj Di Stefano Busà

 

INGREDIENTI: 2 melanzane, 1 mazzetto d basilico, 2 spicchi di aglio, mezzo peperoncino piccante, mezzo bicchierino di aceto, un bicchierino di olio extravergine di olive, sale, 1 ciuffetto di prezzemolo, 1 rametto di rosmarino.

 

In una terrina capiente mettete l'olio, l'aceto, aggungete l'aglio, il basilico, il prezzemolo tritati finemente insieme ad alcuni aghi di rosmarino e il peperoncino sminuzzato finissimo. Spuntate le melanzane, eliminate il picciolo, mantenendo la buccia e affettatele spesse 1 cm, mettetele in acqua a perdere l'amaro per un'ora. Strizzatele, asciugatele e infarinatele. Friggetele in olio bollente da entrambi i lati finché risultano dorate. Fatele raffreddare e versatele nella marinata. Lasciate insaporire per alcune ore, rimuovendole almeno un paio di volte. Servitele come antipasto o contorno.

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4 gennaio 2011 2 04 /01 /gennaio /2011 18:41

di Ninnj Di Stefano Busà

 

INGREDIENTI: 200 gr. di olive nere giganti, 2 spicchi d'aglio, mezzo peperoncino piccante, 2 ciuffetti di prezzemolo, 1 cucchiaio di aceto buianco, olio extravergine di oliva.

 

Preparate una marinata in un barattolo di vetro con il coperchio a vite. Versate le olive, l'olio il peperoncino sminuzzato finemente, l'aglio tritato a fettine sottili. Versate un cucchiaio di aceto bianco, mescolate bene e chiudete il barattolo. Agitate diverse volte per farle insaporire. Lasciate riposare per 24 ore, smuovendole ogni tanto. Servite dopo averle spolverate con un trito finissimo di prezzemolo. E' consigliabile prepararle almeno il giorno prima di consumarle, per farle insaporire meglio. Sono ottime per più giorni.

 

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