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9 dicembre 2010 4 09 /12 /dicembre /2010 15:50

di Ninnj Di Stefano Busà

 

INGREDIENTI: 4 melanzane, 4 cucchiai di pangrattato, 100 gr. di parmigiano grattugiato, 1 porro, 1 scalogno, 2 uova, 100 gr. di prosciutto cotto, 2 cucchiai di pesto pronto, 1 zucchina, alcuni fili di erba cipollina, olio extravergine di oliva, 1 noce di burro, sale e pepe

 

Tagliate le melanzane a metà nel senso della larghezza, senza sbucciarle, aggiustate con un pizzico di sale e un filo d'olio e ponetele sulla placca del forno nel reparto di mezzo per 35 minuti a 200°. Sfornatele, fatele intiepidire e raccogliete in una terrina tutta la polpa, aiutandovi con un cucchiaio, aggiungete alla polpa il pangrattato, il prosciutto cotto tagliato a piccoli pezzetti, il porro (solo la parte bianca) e lo scalogno tritati finemente, l'erba cipollin tagliuzzata, il parmigiano e la zucchina lavata e grattugiata (con la grattugia a fori larghi), aggiungete le uova, il pesto e mescolate bene tutti gli ingredienti fino ad amalgamarli. Foderate uno stampo da plum cake con la carta forno e versatevi il composto, pressatelo col dorso di un cucchiaio e livellatelo. Cospargete la superficie della terrina con qualche fiocchetto di burro e una spolveratina di pangrattato. Ponete in forno a 180* per 20 minuti, finché la superficie risulti gratinata. Estraete e servite tiepido a fette. Un vino consigliato è il Pinot nero dell'Isonzo.

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9 dicembre 2010 4 09 /12 /dicembre /2010 13:54

di Ninnj Di Stefano Busà

 

INGREDIENTI: 20 capesante già pulite, 2 ciuffi di prezzemolo, 1 spicchio d'aglio, 5 cucchiai di pan carrè sbriciolato, 2 cucchiai di parmigiano grattugiato, 4 filetti di acciughe sott'olio, 4 cucchiai di Brandy, olio extravergine di oliva, sale e pepe.

 

Pulite molto bene i molluschi, aprendo le valve con un coltellino, lasciatele in immersione con tutte le conchiglie, nel Brandy e succo di mezzo limone. Intanto preparate la farcia: in una terrina, mescolate le briciole di pan carrè, con il trito finissimo di prezzemolo e aglio, aggiungete il parmigiano, i filetti di acciughe tritati fini e mescolate bene tutti gli ingredienti. In una teglia foderata di carta forno, sistemate solo le mezze conchiglie di capesante aperte, spolverizzate i molluschi con il composto d farcia, cospargete con un filino d'olio, aggiustate di sale e pepe. Mettete in forno preriscaldato nel reparto di mezzo per 10/15 minuti a gratinare a 180°. Estraete quando i molluschi sono dorati e croccanti, servite caldo o tiepido guarnendo con fettine di limone e una grattatina di buccia su ogni conchiglia di capesante. Vino consigliato un Bianco siciliano Inzolia Pregio.

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9 dicembre 2010 4 09 /12 /dicembre /2010 13:23

di Ninnj Di Stefano Busà

 

COPPE " MAGNOLIA DEL DESERTO" DI GRANDE EFFETTO E DI OTTIMA ACCOGLIENZA SULLA TAVOLA DI NATALE

 

INGREDIENTI (per 6 persone)

300 gr. di gamberi al netto puliti, (anche surgelati), 300 gr. di salmone in un sol trancio, 450 gr. di polpa di melone (pulita al netto), 1 bicchierino di Cognac, 1 limone non trattato, 1 cucchiaino di miele.

 

Pulite e lavate bene i gamberi, eliminate il filetto nero. Tagliate a piccoli cubetti il trancio di salmone. Affettate la polpa del melone a cubetti (dopo aver eliminato semi e filamenti). Mettete il melone per una mezz'ora in una terrina con il succo di mezzo limone e il Cognac. In una padella antiaderente fate saltare i gamberoni con un goccio di vino bianco per 5 minuti. Disponete tutti gli ingredienti in coppe singole e suddividete i vari componenti: sul fondo i cubetti di melone sgocciolati, poi il salmone tagliato a cubetti (o a julienne) e infine i gamberoni in bella vista. Date una spruzzatina appena di un ottimo aceto balsamico e servite le coppe come antipasto. Gli invitati ne saranno deliziati...Un vino da abbinare è un Pinot grigio dell'Oltrepo.

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9 dicembre 2010 4 09 /12 /dicembre /2010 11:39

di Ninnj Di Stefano Busà

 

INGREDIENTI: 5 uova, mezzo vasetto di yogurt neutro, 150 gr. di funghi porcini, 50 gr. di prosciutto cotto in una sola fetta, 2 cucchiai di parmigiano grattugiato, mezzo scalogno, 2 pizzichi di noce moscata, 3 ciuffetti di prezzemolo, olio extravergine di oliva, sale e pepe.

 

Spazzolate accuraramente i funghi, passateli con un telo bagnato per elimnare residui di terra o scorie. Sbattete le uova, aggiungendo il sale, il pepe, la noce moscata, lo scalogno tritato molto finemente e lo yogurt. In una padella antiaderente con 2 cucchiai d'olio fate ammorbidire i funghi tagliati a fettine, fate cuocere per 10 minuti, finché perdano la loro acqua di coltura, aggiungete il trito finissimo di prezzemolo e il prosciutto tagliato a piccolissimi pezzetti. Con una schiumarola estraete il composto di funghi e mettetelo da parte. Nella stessa padella antiaderente senza altro condimento, versate il composto di uova, fate rapprendere e dorare da una parte, poi rigirate la frittata, aiutandovi con un piatto o con un coperchio, aggiungete i funghi, il parmigiano nel mezzo della frittata e arrotolatela, ben stretta, per evitare fuoruscite.Trasferite il rotolo di frittata in un vassoio, tagliatelo a fette larghe 2 cm, ma trattendendole insieme compatte. Servite con un Bianco di Fivizzano.

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8 dicembre 2010 3 08 /12 /dicembre /2010 15:28

di Ninnj Di Stefano Busà

 

INGREDIENTI: 500 gr. di fettine sottlissime di carpacio di manzo, 200 gr. di gorgonzola dolce, 50 gr. di mascarpone, 50 gr. di ricotta freschissima, 2 tuorli sodi, 150 gr. di speck, 4 foglie di basilico, un mazzetto di erba cipollina, olio extravergine di oliva, 4 cucchiai di Brandy, 1 cucchiaio di senape dolce, sale e pepe.

 

Mettete a rassodare le uova (8 minuti dal primo bollore) e lasciatele raffreddare in acqua. Preparate la crema di formaggi per il ripieno. In una terrina, lavorate il gorgonzola con il mascarpone, la ricotta, lo spexk tagliato a piccolissimi pezzettini (meglio tritato con un coltello), il basilico e l'erba cipollina tagliuzzati finemente. Sgusciate le uova e unite solo  i due tuorli sodi schiacciati con una forchetta. Mescolate bene tutti gli ingredienti, deve risultare una crema densa e ben amalgamata. Stendete le fettine di carpaccio su un tagliere e riempite ogni fettina con un cucchiaio o due di ripieno. Arrotolate e allineate su u vassoio di portata. In una ciotolina versate il succo di mezzo limone, 2 cucchiai d'olio e 1 cucchiaio di senape, il Brandy.  Sbattete bene, finché non risulti emulsionato. Versate sul carpaccio e servite con un Lacrima di Morro d'Alba.

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8 dicembre 2010 3 08 /12 /dicembre /2010 10:31

di Ninnj Di Stefano Busà

 

INGREDIENTI: 800 gr. di controfiletto di manzo in un solo pezzo, 1 rametto di rosmarino, 2 cucchiai extravergine di oliva, 2 cucchiai di miele, 2 cucchiai di succo di limone, 2 kiwi, sale e pepe.

 

Passate con diversi giri di spago da cucina la carne perché rimanga compatta, avendo cura di legarle un rametto di rosmarino tutt'intorno. Spennellatela appena con un filino d'olio, cospargetela con il miele e fatela rosolare in un largo tegame da tutte le parti. Ora ponetela nel forno a 180° per 20 minuti avendo cura di rigirarla nel suo fondo di cottura, senza bucarla, finché si sia fatta una bella crosticina croccante e caramellata. A fine cottura salate e pepate il roast-beef e avvolgetelo in una carta stagnola per 10 minuti. Emetterà un po' dei succhi interni che unirete al fondo di cottura con i quali preparerete questo saporito sughetto: mescolando con il succo di limone e un pizzico di peperoncino.  Sbattete bene fino ad emulsionarlo. Eliminate lo spago, tagliate  il roast-beef  a fettine sottili con  un coltello molto affilato (meglio se elettrico). Trasferite in un vassoio, versatevi il sughetto di fondo con il limone sbattuto. Servite caldo, guarnito con fettine di kiwi e limone alternate.

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8 dicembre 2010 3 08 /12 /dicembre /2010 09:58

di Ninnj Di Stefano Busà

 

UN PIATTO DELL'ULTIMA ORA, MA ECCEZIONALE

 

INGREDIENTI: 300 gr. di fusilli, 1 scatola da 200 gr. di tonno sott'olio, 20 olive nere grosse snocciolate, 2 bustine di zafferano, 1 cucchiaio di capperi, 2 cucchiai di uva sultanina, 2 cucchiai di Cognac, 2 ciuffetti di prezzemolo, sale e peperoncino in polvere.

 

Portate l'acqua salata ad ebollizione per lessare la pasta. Mettete in ammollo l'uva sultanina per 10 minuti. Tagliate a rondeline le olive snocciolate. In una zuppiera o isalatiera ponete tutti gli elementi: il tonno sgociolato e sminuzzato, le olive, i capperi sgocciolati, l'uva sultanina sgocciolata. Scolate al dente i fusilli, versateli nel condimento. Fate sciogliere lo zafferano in 2 cucchiai di Cognac, versatelo sulla pasta. Spolverate con abbondante trito finissimo di prezzemolo e peperoncino in polvere. Mescolate accuratamente tutti gli ingredienti e servite accompagnato con un Bianco di Montecchio.

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8 dicembre 2010 3 08 /12 /dicembre /2010 09:35

di Ninnj Di Stefano Busà

 

INGREDIENTI: 6 mele ranette, 2 cucchiai colmi di zucchero semolato, 2 pizzichi di cannella, 2 chiodi di garofano, 1 bicchierino di Maraschino. Per il ripieno: 200 gr. di formaggi caprini, 2 cucchiai di cacao amaro, 2 cucchiai di zuchero di canna, 1 cucchiaino di miele, 1 noce di burro, un goccio di Liquore all'Amaretto.

 

Preparate la crema per il ripieno, lavorando e mescolando molto bene i caprini con lo zucchero, il cacao, il miele e il Maraschino, la buccia grattugiata di limone, la cannella e i chiodi di garofano pestati. Lavate ed eliminate le calottine delle mele, (tenetele da parte). Con un cucchiaino senza romperle, eliminate parte della polpa e riempite ogni mela con il composto di crema, chiudete ognuna con la sua calottina e disponetele distanziate sulla placca del forno foderata di carta forno. Spolverate qualche fiocchetto di burro e un pizzico di zucchero su ogni singola mela. Fate cuocere nel ripiano di mezzo per 15 minuti a 180° finché risultino ben gratinate, (dipenderà dal tipo di forno). A metà cottura, irroratele con un goccio di Amaretto. Estraetele, fatele raffreddare e servitele fredde o tiepide con un vino dolce Spumante o con un Passito Rosa dell'Alto Adige.

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8 dicembre 2010 3 08 /12 /dicembre /2010 09:16

di Ninnj DiStefano Busà

 

INGREDIENTI: 1 kg. di luccio,1 cipolla, 2 spicchi d'aglio, 2 cucchiai di capperi sott'aceto, una buona manciata di prezzemolo, 4 acciughe sott'olio, sale e pepe, 2 pizzichi di curry, 2 cucchiai di Brandy, 4 pomodori S. Marzano, farina.

 

Lavate ed eviscerate il pesce, eliminando testa e coda. Affettatelo a tranci. Fate appassire in una padella antiaderente lo scalogno e l'aglio tritati finemente, aggiungete i filetti di acciughe e fateli spappolare. Unite i tranci di luccio  leggermente infarinati, fateli rosolare nel soffritto e irrorate con un goccio di Brandy e lasciatelo evaporare. Versate i pomodori tagliuzzati, dopo aver eliminato i semi, aggiungete i capperi, il curry. Fate cuocere per 15 minuti a fuoco moderato con il coperchio. A fine cottura, spolverate con il trito finissimo di prezzemolo e servite. Ottimo vino da abbinare un Pinot bianco dell'Isonzo.

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7 dicembre 2010 2 07 /12 /dicembre /2010 07:52

di Ninnj Di Stefano Busà

 

Il "gallismo" sembra si sia del tutto esaurito. Una volta erano gli uomini a voler consumare <il desiderio> con maggiore voluttà e predisposizione. Oggi la situazione è del tutto ribaltata. A tenere lo scettro della seduzione è sempre la donna, ma con minor approccio da parte del genere maschile, che sembra intenzionato a dare una sterzata alle ragioni che lo hanno fatto considerare, fin qui, il seduttore tout court per eccellenza.

Avanza ogni giorno di più la tendenza a generalizzare l'oggetto d'amore. Il maschio è divenuto < teorico>  del "desiderio inconsumato> e la donna appare sempre pià propensa a fare da cacciatrice. Molte sono le ragioni, e credo, nessuna abbia a che fare col romanticismo.

 L'uomo è diventato più fragile, più in balia delle ragioni profonde del desiderio, che non si esplicita più nelle condizioni e nei territori vagheggiati del sesso e del sentimento amoroso, ma va oltre le barriere del non senso a chiamare a raccolta psicologi e terapie d'urto, quando non una terapia farmacologica contro l'impotenza.

Oggi il novello troubadour ha propositi più pacati, meno irruenti e decisamente più platonici della generazione passata. La donna, da sempre è stata la paladina della corsa ad ostacoli: palpiti, messaggini d'amore, lettere infuocate, spasimi, sempre appese al filo del telefono in attesa del'amato bene. Si è resa necessaria una pausa di riflessione da parte dell'uomo che non possiede la stessa infiammata virilità di una volta, più vicina allo stato brado quale un tempo mostrava di essere. Endorfine e dopamine non cedono più il passo alle passioni sfrenate, vi è un ripiegamento, una stasi, un'onda chimica che porta il maschio a meditare sulle passioni a fuoco esplosivo, che non esistono più. La fiamma troppo elevata ha bruciato i bollenti spiriti, ha incenerito la forza e la potenza espressive dell'uomo che ha esaurito le sue risorse in campo amatorio, o quanto meno le ha modificate, raffrenate e contenute. Proust disse che "si ama solo quello che non si possiede del tutto"Un amore vagheggiato dura almeno il doppio di quello consumato e nella migliore delle ipotesi può aumentare nel tempo e durare per sempre.

Alle donne è sempre piaciuta la posizione di preda, questo spiega la messa in onda di talune passioni che non hanno avuto esito nel senso fisico e, malgrado ciò, sono durate per il resto della vita.

Oggi, però, ritenfo che la deriva neoplatonica, neoromantica, sia dovuta a maggiore distrazione, a maggiore consapevolezza sul diverso grado della scala dei valori in fatto di prestazione e all'ansia che ne deriva di conseguenza. In un mondo globalizzato, robotizzato, industrializzato e reso cieco dalle malformazioni delle "neoavanguardie estreme", anche in campo amoroso, vi è un aggiustamento anche nella scala sessuale. Vi è troppa carne al fuoco per poter individuare e focalizzare il grande amore.

Vi sono infinite distrazioni: il "pressing telematico", il rovello dell'arrivismo facile, il guadagnare e rapinare il tempo, la degustazione lenta delle prelibatezze amorose può attendere, il corteggiamento può andare a farsi... 

Donne nude o seminude che sono pronte a tutto pur di mettere in mostra il proprio corpo, essere riprese un "Attimo" ma che sia quello fatale della conquista dei cieli di celluloide, dalle telecamere degli studios televisivi.

Il genere maschile ha l'imbarazzo della scelta: sicché quando la tavola è troppo imbandita, l'appetito sembra smorzarsi.

Poi bisogna mettere in conto l'intraprendenza e la sofisticata attitudine di molte donne a giudicare l'amore un atto a sé, profondamente legato alla prestazione maschile e perciò enormemente frustrante, da parte di lui,  quando si oltrepassa il limite della neutralizzazione o dell'indifferenza, con un senso di corsa ad ostacoli.

Il rapporto d'amore, il famoso legame a due subisce in tal modo il suo tragico epilogo . Se obbligato alla prestazione rapida e indolore l'uomo si astiene.

 La consumazione dell'atto sessuale è un genere di suggestioni impalpabili, quasi eterei, vi si trasmette l'anima, vi si trasmette l'elemento più raffinato e più romantico del comportamento umano: il desiderio dell'altro/a in cui sublimare l'attesa, il rinvio, lla passione. L'apatia non è prevista, ma un riposizionamento della castità da parte femminile e della pulsione da parte maschile si rendevano necessari per neutralizzare lo stand-by fisiologico della relazione in sé.

Magari, per restituire l'incanto di fare l'amore con amore, di corteggiare con attrazione, di manifestare astinenza quando non si ha voglia o considerare l'amore con delicatezza e superiorità quando c'è l'intensità dell'attrazione.

Astenersi infatti non è oggi solo una libera scelta dell'individuo, magari ideologica o dettata dalla incapacità  a rapportarsi con l'altro sesso, ma è un rimedio a qualche altra destabilizzazione; è un male minore. Abituati come siamo a prendere tutto e subito in una rapina di sentimenti, in una irrimediabile saccheggio del romanticismo e delle sensazioni si è instaurato un rimedio per non annegare nel mal d'amore, ma resistere al "gap" generazionale del menage a due. Nell'attuale società del "mordi e fuggi"anche la spinta e la tensione amorose vengono ridimensionate, sicchè le coppie optano per la lggerezza, per l'astinenza, o per il rinvio. Si corre il rischio che tale orientamento diventi una posizione consolidata oppure apatia, se non addirittura esclusione del sesso, che in tal caso si estingue per autocombustione o per disadattamento sessuale col partner. Solo con la spinta delle pulsioni si può realizzare l'attrazione reciproca. Viceversa va conservato l'amore oltre il suo stesso confine, pena la decadenza e la messa al bando dell'atto d'amore che in tal modo perde tutto l'interesse e l'attrattiva di essere valore in sè, incommensurabile valore nella scala sociale delle relazioni e del completamento della vita, che oltre ai beni materiali ha esigenze anche di beni interiori e soprattutto esigenze di tramandare la vita stessa, procreando.

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