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9 agosto 2014 6 09 /08 /agosto /2014 18:37

 a cura di Ninnj Di Stefano Busà

Ettore Bonessio di Terzet è titolare della Cattedra di Estetica presso l’Università degli Studi di Genova, Dipartimento Dafist, Scuola di Scienze Umane e Filosfiche.

1980. Organizza il Convegno di Poesia Italo/americana Genova-New York.

Dal 1982 al 1992 dirige il Seminario Sistemi Video presso la Facoltà di Magistero, Università di Genova, insegnando Teoria delle comunicazioni dei mass media, realizzando oltre 100 video d’opere di

artistipoeti.

Dal 1990 è responsabile dei Seminari di Estetica dove intervengono artisti poeti filosofi italiani e stranieri.

Ha insegnato Estetica alla Facoltà di Architettura e Teoria della comunicazione e Teorie della critica artistica al Master di “Architettura dello Spettacolo”, Università degli Studi di Genova.

Ha curato la rubrica Artisti d’Oggi per la rivista Studi Cattolici, Milano.

Ha collaborato al settimanale culturale Il Domenicale, Milano.

Dal 1981 dirige iLCobold, rivista di estetica e spazi creativi, che dal 2009 è on line: www.ilcobold.it

Collabora a siti web tra cui www.vicoacitillo.it; www.poetrydream.splinder.com; www.gaudiaduepuntozero.blogspot.com; www.antonio-spagnuolo.poetry.blogspot.com; www.leriflessioni.it, www.uhmagazine.blogspot.it, www.pingapa.blogspot.it ecc.

1998. Fonda e dirige sino al 2001 la galleria d’arte Fitzcarraldo Spazio Arte.

Dall’agosto 2004 al dicembre 2005 cura la rubrica domenicale Poesia Superba, Il Giornale, Redazione di Genova.

Ha curato la rubrica Elisir Deliri sul sito www.leriflessioni.it

Ha diretto la collezione di poesia pittura pensiero, La Bicicletta D’Oro, Mimesis, Milano.

Ha collaborato con la rivista Yale Italian Poetry, Università di Yale, USA.

Sue opere grafiche (35 tra puntesecche, bulini, linoleumgrafie) sono ospitate presso il Museo Arte e Spiritualità di Brescia, che nella futura nuova sede di Concesio (BS) gli dedicherà una sala permanente.

2009. Cura le rubriche Baci Perugina e CoboldArte. Galleria d’arte contemporanea su: www.ilcobold.it

2010. Fonda e dirige, con l’artistapoeta LCerveglieri, l’Associazione Culturale Spazio Arte ilBoscoBlu/iLCobold con sedi ad Alessandria e Genova.

2014. Fonda e dirige la collana d’artepoesia, La Lente di Venere, Mimesis, Milano.

 

Opere

Autopresentazione a catalogo, galleria Il Gabbiano, La Spezia, 1969

Il Cantico di Loona, La Spezia, stampato in proprio, 1974

Solitudine e comunicazione estetica, Genova, Bozzi, 1976

Esperienza estetica e realtà, Roma, Città Nuova, 1976

La “morte dell’arte“ in Hegel e la poesia moderna, Roma, Città Nuova, 1976

L’esperienza dell’arte, Genova, Ed. Filosofia Oggi, 1979

Trittico Viennese, Roma, Ed. Stilb, 1983

Il pane e la festa, Cardiff, Cardiff University Press, 1984

Oltre l’immagine. Immagini di un mondo diverso, Genova, iL Cobold, 1985

L’arte come forma di sapere, Genova, Università di Genova, 1985

Il principio della parola, Roma, Japadre, 1988

Il rasoio di Ockham, Genova, iL Cobold, 1988

Infectious art, Genova, Neg, 1990

Configurazioni, Genova, Marietti, 1990

Del Frammento Organico. Per una teoria del discorso, Genova, Marietti, 1992

Lo splendore del vuoto, Roma, Pellicani, 1994

Occasioni di mito, Venezia, Marsilio, 1995

E. A. Poe, La filosofia della composizione, Milano, Guerini & Associati, 1995 (trad. e introd.)

La bagnante dorata e altri aforismi, Udine, Campanotto, 1997

Ordo Italicus, Genova-Napoli: due capitali della poesia, Napoli, L’assedio della poesia, 1999

Discorso dell’essere e della poesia, Yale, Yale University Press, 2000

Las botellas rojas, Valencia, Rialla, 2000

Grande Frammento, Udine, Campanotto, 2001

L’Origine e l’Inizio, www.vicoacitillo.net/Xenia, 2002

Il problema dell’arte, Milano, Mimesis, 2003

L’albero azzurro, www.vicoacitillo.it (pdf), 2004

I pesci gialli, Milano, Mimesis, 2005

Il labirinto di sabbia, www.vicoacitillo.it (pdf), 2005

Visioni del Viaggio, www.vicoacitillo.it (pdf), 2006

Il principio della parola (con Raffaele Perrotta), Roma, Aracne, 2007, 2° edizione riveduta

Il DND. L’arte che deve ancora venire, www.vicoacitillo.it (pdf), www.ilcobold.it, 2009, 2° ediz.

Titanic e (tra parentesi), www.ilcobold.it, 2009

Le stanze della luce, www.ilcobold.it, 2009

Per fiati e trombe, www.poetrydream.splinder.com, 2009

Cantico di Loona, www.ilcobold.it, 2009, 2° edizione riveduta

Sull’artepoesia, www.ilcobold.it, 2009

L’estetica non esiste, www.ilcobold.it, 2009

Aforismi della bellezza, www.ilcobold.it, www.poetrydream.splinder.com, www.vicoacitillo.it/Ekesi 2009

Visioni, www.ilcobold.it, 2011

L’utilità dell’artepoesia, Roma, Aracne, 2013

Pensando l’artepoesia, www.ilcobold.it, 2013

il Cuore la Vita (fr. 2012-2014), www.ilcobold.it, 2014

ll piacere dell’artepoesia, Milano, Mimesis, 2014

 

 

Mostre personali e collettive

 

Personali

1969 La Spezia, galleria Il Gabbiano di La Spezia, di cui è stato

co-fondatore nel 1968, autopresentazione a catalogo

1970 Savona, galleria Il Brandale, pres. Stelio Rescio

1972 Genova, galleria Il Vicolo, pres. Pier Paolo Ottonello

1979 Incisioni, Il Grillo Ed., Genova, pres. G. Beringheli, A. Cima, V. Faggi

1980 Cannes, Festival du Cinema, pres. Annalisa Cima

1982 Heidelberg, Goldene Sonne, pres. Ettore Brissa

1984 Genova, Palazzo Bianco, “Epifanie del segno”, pres. Renato Barilli

1984 Amsterdam, Istituto Italiano di Cultura, pres. James Coleman

1985 Munich, Istituto Italiano di Cultura, pres. George Noskov

 

Collettive

Amsterdam, Genova, Firenze, Roma, Milano, Torino, Nice, Bologna, Munich, Parma, La Spezia, Ancona, Bologna

 

 

 

 

 

 

 

 

 

a poche cantanti

 

l’urlo

i suicidi

macchiamo

di applausi

per dimenticare

il dolore di tutti

 

*

 

 

Giustizia dove scappi,

devo portarti in galera

arrenditi all’ingiustizia sancita

dal distintivo, non arretrare.

 

Io il fuorilegge ti seguirò

sino all’inizio del mondo

ti prenderò ti getterò tra

lurido letame, tra i topi.

 

Arrenditi ribelle giustizia

ti scoverò anche se ti nascondi

nel luogo più santo del cosmo e

sconterai il tradimento tra la melma.

 

 

*

 

 

ai caduti, da sempre

 

 

Almeno gli uccisi

dall’inizio del mondo

Padre salvali

dalla consumazione

rinati su verdi campi

santi per il loro martirio.

 

*

 

 

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6 agosto 2014 3 06 /08 /agosto /2014 20:21

 

Antonio Coppola è nato a Reggio Calabria vive a Roma dal 1970. Si laurea all’Università di Roma La Sapienza in Lettere Moderne, giornalista-pubblicista dal 1972: ha scritto su quotidiani Nazionali, quali: Momento sera, Avanti, Il Secolo, Giornale d’Italia, Giornale di Calabria e riviste: La fiera Letteraria, Il Veltro, Libri e riviste d’Italia, La Vallisa, Capoverso, Lettere Meridiane, Quaderni di Rassegna Sindacale e Medicina dei Lavoratori (editi dalla CGIL). Ha pubblicato Terre al bivio; Frontiera di maschere; (con pref. di Saverio Vollaro) in successione: Caro Enigma, A colloquio con il padre, La memoria profonda, Da Emmaus le parole, Morte ad Halabja, Gli angeli del Bonamico, La Poesia nella Scuola (incontro con l’autore), L’ombra dei gigli infranti, Nei vivai di Dio. Ha vinto dieci primi premi di poesia e quattro di giornalismo. Di recente (a cura di Coppola) esce La luce trasgressiva e, successivamente, Voci contro nella poesia contemporanea italiana e straniera. Ha fondato ed è direttore responsabile de I fiori del male prima “foglio di poesia” poi Quaderno quadrimestrale di Poesia Cultura letteraria e Arte. Gli sono state dedicate due monografie di approfondimento alla sua opera poetica, la prima di Maria Grazia Lenisa, l’altra, più recente, da Francesco Dell’Apa. Ha scritto saggi su autori italiani e stranieri. Della sua poesia si sono interessati: Gatto, Sinisgalli, Barberi Squarotti, Petrucciani, Ulivi, Grisi, Vallone, Matz, Machiedo, Mauro, Frattarolo, Manacorda.

 

 

 

 

 

Amare La Terra

Ancora più vicino il paradiso

voglio toccarlo nel suo essere

tra cielo e angeli, nella corsa o nel declino.

Amare la terra più del paradiso

è quello che mi sono prefisso

ora che i venti incrociano il mare in festa.

Voglio vederlo il paradiso per filmare

la polvere dal pendio dell’abisso.

Oh luoghi ameni di passi e meraviglie,

diverso era l’istante dove alte volano

le aquile a contatto con l’Iddio.

Cerco l’intangibile, la breve salvezza

O Mater itineris degli eterni silenzi.

 

Dove stai, in quale festa di angeli,

isolata nell’infinito? Tutto è luce, ti mostravi

sul leccio “mi dicesti: vengo dalla morte

quella morte non conclusa”, il paradiso

è il cielo dove vivo ora. Qual’erano i progetti,

la torre, le magnolie? Il paradiso non è

la semplice impalcatura dove abita la mente

ma il transito di quello che riusciamo a ricordare.

Guardami o Madre: risorgeranno i nostri morti?

In questo andare fuorimano tra rifiuti

di lamiere, per simmetrie di giorni dove

s’impazzisce e si brucia, quale oscuro presagio

m’attende dalla Terra inospitale?

 

 

 

L’amore è morto

 

L’amore è morto, steso come lenzuolo

dovunque va a morire non c’è posto

è caduto da uccello di passo, strangolato

a sangue freddo, proditoriamente.

L’amore è morto: in ogni istante i caprioli

hanno la morte sotto gli zoccoli;

non rovistate i nidi nascosti dagli alberi,

il sapore della vita appena nata.

 

L’amore è morto nelle mani, nei baci,

nel profilo di nebbia del tuo viso.

L’amore è morto ai poeti che impugnano

chitarre e cantano nenie al vento.

 

L’amore è morto ovunque andiamo

a cercare il sale di un oceano morto.

Chi ha ucciso l’amore, io sogni, mio Dio

di pace e solingo. L’amore è dunque insalvabile?

 

L’amore è morto per un istante eterno

così la prima volta Ahrs mi parlò: “l’amore

è la mia adolescenza che biancheggia remota

che passa da fremito in fremito fra i rami”.

 

L’amore è morto, è un rombo lontano,

sei tu quello che sanguina come icore

degli dèi che cola dalle crepe della Terra?

 

 

 

 

 

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2 agosto 2014 6 02 /08 /agosto /2014 17:17

 

a cura di Ninnj Di Stefano Busà

 

 

Umberto Vicaretti, laureato in filosofia, nato nel 1943 a Luco de Marsi (AQ )dove è direttore didattico dell'Istituto comprensivo e Scuola media "Ignazio Silone". Scrive versi fin dal liceo. Discreto e riservato. Solo da qualche anno partecipa a concorsi di poesia, dove ha conseguito  molteplici e prestigiosi riconosciment. Ricordiamo: "S. Domenichino"; "Firenze Europa­Mario Conti"; "Pietro Borgognoni"; "Il Litorale"; "Aeclanum"; "Cinque Terre", " Guido Gozzano, etc. 
Presente nelle rassegne della collana "L'altro Novecento": La poesia etico-civile in Italia(Bastogi, 1997); La poesia centro-meridionnle e insulare (Bastogi, 1999), curate da Vittoriano Esposito;è presente nel prestigioso Documento Storico realizzato e curato da Ninnj Di Stefano Busà e Antonio Spagnuolo: L'Evoluzione delle forme poetiche (Kairos, 2013).

 

 

 

 


Tenacemente avvinto al girasole                           


 

         


 

Fu il torchio a dare al nettare misura

e il gusto dolceamaro

dei giorni consumati. 

Ecco perché
scordai quasi del tutto le conchiglie,
i papaveri l’erba il novilunio,
ma non potei scordare la partenza
per lontane stazioni di mio padre
(per gioco non rispose al mio saluto),
né il ritorno dai campi di mia madre,
stremata di fatica e di coraggio.

 
Lo so che pure il petalo (e perfino
l’oro del grano) ha vuoti di memoria;
ma Isacco non potrà dimenticare
il suo martirio, che non fu promessa
di supplizio, ma il Dio lungamente
indifferente alla sua pena.
                                             Ed io,
ostaggio consegnato al nuovo giorno,
anch’io, tradito, sconto la mia croce,
tenacemente avvinto al girasole,
e invano aspetto il polline nel vento
che insemini i miei grani d’utopia.

 
Già incombe un’altra notte,
con le rotte insensate della luna
e stelle intente all’ultima impostura.
Domani corpi accatastati e inerti
intralceranno il solito week-end.

 
Ci chiama l’alba a recitare un altro
assurdo e insano gioco delle parti.

 

 

 

 

                 

Uccello migratore perso al vento


 

La notte distilla silenzi e attese,
a guado, inquiete, tornano memorie.
Sul quadrante dell’orologio a muro
lente salpano le ore verso l’alba,
naufraghe al sogno di cobalto e luce.

 
Qui, tra pareti assorte e stupefatte,
come il ragno immemore e tenace
anch’io fallaci reti tendo ai sogni
e aspetto. 
                  Disdicono le farfalle
gli abbracci che promisero ai rosai,  
e inesorabilmente il tempo sfalda
certezze e accordi, calici corrompe.
Il giorno sarà sangue e lunghi artigli,
luce decomposta, disarmonia
che lacera presepi e redenzioni.

 
Ahi! fiumi, messaggeri della Terra,
dov’è ora l’Eden, e perché scolora
l’azzurro delle vostre vene in minio?
Bruciano le città del mondo e alti
crepitano fuochi e ampolle d’odio.

 
Già s’invera il presagio della notte
ed io ritrovo intatta la mia pena,
uccello migratore perso al vento,
straniero ai cieli ed alle rotte amiche.
Invano cerco approdi oltre le nebbie
e ignoti e incerti séguito orizzonti.

 
Confusamente stretto alla mia resa,
smarriti viaggiatori insieme andiamo.
E non sappiamo,
         non sappiamo dove.


 

 


 

 

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2 agosto 2014 6 02 /08 /agosto /2014 15:48

a cura di Ninnj Di Stefano Busà

 

 

GIORGIO BARBERI SQUAROTTI

 

 

Si è laureato nel 1952 con con G. Getto con una tesi sull'opera letteraria di Giordano Bruno, del quale ha poi curato diverse opere (autori da lui curati risultano: G. Carducci, C. Goldoni, D. Alighieri, T. Tasso, Petrarca, Niccolò Machiavelli, G. Bonaviri,Guido Gozzano, I. Svevo, V. Alfieri, Carlo Emilio Gadda, Leonida Rèpaci).Ha insegnato Letteratura italiana dal1997 al 1999.

Con Angelo Jacomuzzi ha diretto Letteratura e critica: antologia della critica letteraria in 2 volumi D'Anna (prima ed.1967) e Critica dantesca: antologia di studi e letture del Novecento (prima ed. 1070).

Dopo la morte di Salvatore Battaglia è diventato responsabile scientifico del Grande dizionario della lingua italiana UTET Edizioni presso il quale ha anche diretto una Storia della civiltà letteraria italiana in 6 volumi (1990-96).

È consigliere-fondatore della Fondazione Marino Piazzolla.

Opere]

Saggi[]

  • Astrazione e realtà, Milano: Rusconi e Paolazzi (Quaderni de Il Verri), 1960
  • Poesia e narrativa del secondo Novecento, Milano: Mursia, 1961, 1967, 1971, 1978
  • Metodo, stile, storia, Milano: Fabbri, 1962
  • La poesia italiana contemporanea dal Carducci ai giorni nostri (con Stefano Jacomuzzi), Messina-Firenze: D'Anna, 1963, 1973, 1980
  • La narrativa italiana del dopoguerra, Bologna: Cappelli, 1965, 1968, 1975
  • Pagine di teatro, Torino: SEI, 1965
  • Teoria e prove dello stile del Manzoni, Milano: Silva, 1965
  • La cultura e la poesia italiana del dopo guerra, Bologna: Cappelli, 1966
  • La forma tragica del Principe e altri saggi sul Machiavelli, Firenze: Olschki, 1966
  • Simboli e strutture della poesia del Pascoli, Messina-Firenze: D'Anna, 1966, 1976
  • Camillo Sbarbaro, Milano: Mursia, 1971
  • Il gesto improbabile. Tre saggi su Gabriele D'Annunzio, Palermo: Flaccovio, 1971
  • L'artificio dell'eternità. Studi dantechi, Verona: Fiorini, 1972
  • Il codice di Babele, Milano: Rizzoli, 1972
  • Manzoni. Testimonianze di critica e di polemica (con M Guglielminetti)Messina-Firenze: D'Anna, 1973
  • Gli inferi e il labirinto. Da Pascoli a Montale, Bologna: Cappelli, 1974
  • Poesia e ideologia borghese, Napoli: Liguori, 1976
  • Fine dell'idillio. Da Dante a Marino, Genova: Il melangolo, 1978
  • Le sorti del tragico. Il novecento italiano: romanzo e teatro, Ravenna: Longo, 1978
  • Il romanzo contro la storia. Studi sui Promessi sposi, Milano: Vita e pensiero, 1980
  • Dall'anima al sottosuolo. Problemi della letteratura dell'Ottocento da Leopardi a Lucini, Ravenna: Longo, 1982
  • Giovanni Verga. Le finzioni dietro il verismo, Palermo: Flaccovio, 1982
  • Invito alla lettura di Gabriele d'Annunzio, Milano: Mursia, 1982, 1988, 1993
  • Il potere della parola. Studi sul Decameron, Napoli: Federico & Ardia, 1983
  • La poesia del Novecento. Morte e trasfigurazione del soggetto, Caltanissetta: Sciascia, 1985
  • L'ombra di Argo. Studi sulla Commedia, Torino: Genesi, 1986, 1992
  • L'onore in corte. Dal Castiglione al Tasso, Milano: F. Angeli, 1986
  • La forma e la vita. Il romanzo del Novecento, Milano: Mursia, 1987
  • Machiavelli, o La scelta della letteratura, Roma: Bulzoni, 1987
  • Manzoni. Le delusioni della letteratura, Rovito: Marra, 1988
  • Il sogno della letteratura, Milano: F. Angeli, 1988
  • In nome di Beatrice e altre voci, Torino: Genesi, 1989
  • Le maschere dell'eroe. Dall'Alfieri a Pasolini, Lecce: Milella, 1990
  • Le colline, i maestri, gli dei, Treviso: Quaranta, 1992
  • La scrittura verso il nulla: D'Annunzio, Torino: Genesi, 1992
  • Il sogno e l'epica, Torino: Genesi, 1993
  • Il viaggio di liberazione attraverso l'Inferno, Torino: Genesi, 1993
  • Parodia e pensiero: Giordano Bruno, Milano: Greco & Greco, 1997
  • Le capricciose ambagi della letteratura, Torino: Tirrenia, 1998
  • L'orologio d'Italia. Carlo Levi e altri racconti, Ragusa: Libroitaliano, 2001
  • Addio alla poesia del cuore, Roma: Sovera, 2002
  • I miti e il sacro. Poesia del Novecento, Cosenza: Pellegrini, 2003
  • Il tragico cristiano da Dante ai moderni, Firenze: Olschki, 2003
  • Ottocento ribelle, Albano: Anemone Purpurea, 2005
  • La teoria e le interpretazioni, Napoli: Guida, 2005
  • Le cortesie e le audaci imprese. Moda, maghe e magie nei poemi cavallereschi, Lecce: Manni, 2006
  • La letteratura instabile. Il teatro e la novella fra Cinquecento ed età barocca, Treviso: Santi Quaranta, 2006
  • Il pipistrello a teatro. Pirandello, narrativa e tragedia, Verona: Bonaccorso, 2006
  • La farfalla, l'anima. Saggi su Gabriele d'Annunzio narratore, Verona: Bonaccorso, 2007
  • Il sistema della narrativa. Gli autori del Novecento: saggi critici, Montichiari: Zanetto, 2008
  • La poesia, il sacro e il patinoire. Saggi su Gozzano e Pavese, Sestri Levante: Gammarò, 2009
  • La cicala, la forbice e l'ubriaco. Montale, Sbarbaro e l'altra Liguria, Sestri Levante: Gammarò, 2011
  • Le donne al potere e altre interpretazioni. Boccaccio e Ariosto, Lecce: Manni, 2011
  • Entello, Ulisse, la matrona e la fanciulla. Saggi su Saba e Campana, Sestri Levante: Gammarò, 2011
  • Tutto l'Inferno. Lettura integrale della prima cantica del poema dantesco, Milano: F. Angeli, 2011
  • L'ultimo cuore del novecento. Paesaggi per la poesia, Sestri Levante: Gammarò, 2012

Raccolte di poesie[]

  • La voce roca, Milano: All'insegna del pesce d'oro, 1960
  • La declamazione onesta, Milano: Rizzoli, 1965
  • Finzione e dolore, Pisa: Valenti, 1976
  • Notizie dalla vita, Livorno: Bastogi, 1977
  • Il marinaio del Mar Nero e altre poesie, Fossalta di Piave: Rebellato, 1980
  • Dalla bocca della balena, Torino: Genesi, 1986
  • In un altro regno, Torino: Genesi, 1990
  • La scena del mondo, Torino: Genesi, 1994
  • Dal fondo del tempio, Torino: Genesi, 1999
  • Le vane nevi, Verona: Bonaccorso, 2002
  • Il gioco e il verbo, Castelfrentano: Orient Express, 2005
  • La storia vera, Montichiari: Zanetto, 2006
  • I doni e la speranza, Albano: Anemone Purpurea, 2007
  • Gli affanni, gli agi e la speranza, Forlì: L'arcolaio, 2008
  • Le foglie di Sibilla, Genova: De Ferrari, 2008
  • Lo scriba delle stagioni, Castel di Judica: Samperi, 2008
  • Il giullare di Nôtre-Dame des Neiges, Roma: EdiLet, 2010

 

 

L'interesse di Squarotti si è orientato verso un rinnovamento del linguaggio e delle forme poetiche, sviluppando interesse verso le avanguardie e di tutta la Letteratura che va dall'Ottocento in avanti.

 

 

 

 

L'annuncio, di notte

 

 

Nella notte di smilza luna e fievoli

stelle avvertimmo accanto un buio caldo

e la ragazza apparve, alta e sinuosa,

e c'era nella sua compatta tenebra

soltanto il riso rosso della bocca.

Ci fu, nel nulla, quel lampo di luce,

poi la voce sgorgata d'improvviso.

Ave! Vengo con voi qui, per tenervi

compagnia, non badate se c'è ancora

fra i miei capelli qualche piuma, scesa

dal cielo della langa, giocheremo

e parleremo e leggremo versi,

noi che abbiamo la fede ancora

nella mia bellezza che è salvezza e annuncio.

 

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29 luglio 2014 2 29 /07 /luglio /2014 09:59

 

a cura di Ninnj Di Stefano Busà

 

Franco Loi è nato a Genova nel 1930 da padre sardo e da madre emiliana. Seguendo il padre ferroviere si è trasferito a Milano, dove vive. Dopo essere stato attivo militante comunista, ha aderito al movimento della nuova sinistra, ma dagli anni settanta ha lasciato sostanzialmente l'attività politica, assumendo posizioni molto personali, con forte accentuazione di una religiosità anarchico-libertaria. La sua prima produzione poetica è nata tutta in una breve stagione, tra il 1965 e il 1974 quasi sotto dettatura: "scrivevo versi per quattordici ore filate al giorno, mi sono sempre considerato amanuense di Qualcuno". Esordisce solo nel 1973 come poeta dialettale con l'opera I cart (Edizione Trentadue) e l'anno dopo con Poesie d'amore (Il Ponte). Seguono:

Stròlegh (introduzione F. Fortini, Einaudi, 1975), Teater (Einaudi, 1978), L'angel (I parte, introduzione F. Brevini, San Marco dei Giustiniani, 1981), Lünn (incisioni di F. Farulli, Il Ponte, 1982), Bach (Scheiwiller, 1986), Liber (risvolto C. Segre, Garzanti, 1988), Memoria (introduzione G. Tesio, Boetti & C., 1991), Poesie (introduzione F. De Faveri, Fondazione Piazzola, 1992), Umber (prefazione R. Luperini, Piero Manni, 1992), Poesie, Antologia personale(introduzione F. De Faveri, Fondazione Marino Piazzolla, 1992) L'angel (in 4 parti, risvolto C. Segre, Mondadori, 1994),Arbur (incisioni G. Di Fidio, Moretti & Vitali, 1994), Verna (risvolto D. Attanasio, Empiria, 1997), Album di famiglia(introduzione B. Malacrida, Lietocollelibri, 1998), Amur del temp (Crocetti, 1999), Isman (Einaudi, 2001), Aquabella(Lyra, 2004), Voci d’osteria (Mondadori, 2007), Angel de aria (Aragno, 2011), I niül (Lyra, 2012). Oltre alle raccolte di poesia ha anche pubblicato un libro di racconti L'ampiezza del cielo (2001) e alcuni saggi: La lingua della poesiaEdizioni Provincia di Bergamo, 1995) Poesia e religione (Edizioni San Paolo, 1996), compresa l’autobiografia Da bambino il cielo (Garzanti, 2008).

Ha vinto i premi Bonfiglio, Nonino per Liber, Librex Montale e Brancati.

 

Forsi û tremâ cume de giass fa i stèll

da "Lünn" (1982)

Forsi û tremâ cume de giass fa i stèll, 
no per el frègg, no per la pagüra, 
no del dulur, legriâss o la speransa, 
ma de quel nient che passa per i ciel 
e fiada sü la tèra che rengrassia… 
Forsi l’è stâ cume che trèma el cör, 
a tí, quan’ne la nott va via la lüna, 
o vegn matina e par che ‘l ciar se mör 
e l’è la vita che la returna vita… 
Forsi l’è stâ cume se trèma insèm, 
inscí, sensa savèl, cume Diu vör…


Forse ho tremato come di ghiaccio fanno le stelle

da "Lünn" (1982)

Forse ho tremato come di ghiaccio fanno le stelle,
no per il freddo, no per la paura,
no del dolore, del rallegrarsi o per la speranza,
ma di quel niente che passa per i cieli
e fiata sulla terra che ringrazia...
Forse è stato come trema il cuore,
a te, quando nella notte va via la luna,
o viene mattina e pare che il chiarore si muoia
ed è la vita che ritorna vita...
Forse è stato come si trema insieme,
così, senza saperlo, come Dio vuole...


 

Me piasaríss de mí desmentegâss

da "Lünn" (1982)

Me piasaríss de mí desmentegâss, 
e camenà, e respirà per tí, 
vèss cume i fjö che quand je branca el sû 
se làssen sumenà due el vör lü, 
e mai truâss, e pü capí de mí, 
ma vèss giuius de l’aria che me tira 
due che la vita la se pensa vîv.


Mi piacerebbe di me dimenticarmi

da "Lünn" (1982)

Mi piacerebbe di me dimenticarmi,
e camminare, e respirare per te,
essere come i ragazzi che quando li prende il sole
si lasciano seminare dove lui vuole,
e mai ritrovarsi, e non più capire di me stesso,
ma essere gioioso dell'aria che mi attira
là dove la vita si pensa vivere.


 

Sèm poca roba, Diu, sèm squasi nient

da "Liber" (1988)

Sèm poca roba, Diu, sèm squasi nient, 
forsi memoria sèm, un buff de l’aria, 
umbría di òmm che passa, i noster gent, 
forsi ‘l record d’una quaj vita spersa, 
un tron che de luntan el ghe reciàma, 
la furma che sarà d’un’altra gent… 
Ma cume fèm pietâ, quanta cicoria, 
e quanta vita se porta el vent! 
Andèm sensa savè, cantand i gloria, 
e a nüm de quèl che serum resta nient.


Siamo poca roba, Dio, siamo quasi niente

da "Liber" (1988)

Siamo poca roba, Dio, siamo quasi niente,
forse memoria siamo, un soffio d'aria,
ombra degli uomini che passano, i nostri parenti,
forse il ricordo d'una qualche vita perduta,
un tuono che da lontano ci richiama,
la forma che sarà di altra progenie...
Ma come facciamo pietà, quanto dolore,
e quanta vita se la porta il vento!
Andiamo senza sapere, cantando gli inni,
e a noi di ciò che eravamo non è rimasto niente.


 

  


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29 luglio 2014 2 29 /07 /luglio /2014 09:33

a cura di Ninnj Di Stefano Busà

 

 

 

DAVIDE RONDONI

 

Nato nel 1964, a Forlì, si è Laureato in Letteratura italiana a Bologna, dove vive. Dirige il Centro di poesia contemporanea dell'Università di Bologna e svolge attività di consulenza editoriale per alcune case editrici, tra cui Marietti, Guaraldi e Laterza. Per quest'ultima ha curato una collana di narratori contemporanei rivolta alla scuola media. Ha pubblicato alcuni volumi di poesia: La frontiera delle ginestre (Forum Quinta generazione, 1985), O les invalides (Nuova Compagnia, 1988), A rialzare i capi pioventi (Nuova Compagnia - Guaraldi, 1993), Il tempo delle cose cieche (Nuova Compagnia, 1995), Il bar del tempo (Guanda, 1999), Non sei morto, amore (Quaderni del battello ebbro, 2001), Avrebbe amato chiunque (Guanda, 2003), Compianto, vita (Marietti, 2003), Il veleno, l'arte (Marietti, 2004),L'acqua visitata dal fuoco (Marietti, 2005), Vorticosa, dipinta (Marietti, 2006), Apocalisse amore (Mondadori 2008), Le parole accese. Poesie per bambini e non (Rizzoli, 2009), 3, Tommaso, Paolo, Michelangelo (Marietti 2009), Ballo lentamente con le tue ombre. Poesie per il tango (Tracce 2009), Rimbambimenti. Poesie di tipo romagnolo (Raffaelli, 2010). In prosa, i romanzi I santi scemi (Guaraldi 1995) e Hermann (Rizzoli, 2010). I saggi: L'avvenimento della poesia, on-line (Guaraldi-Logos, 1999), Non una vita soltanto. Scritti da un'esperienza di poesia (Marietti, 2002), La parola accesa (Edizioni Di Pagina, 2006), Il fuoco della poesia, In viaggio nelle questioni di oggi (BUR, Rizzoli, 2008),Contro la letteratura (Il Saggiatore, 2010). Per il teatro: Giotto, l'uomo che dipinse il cielo (Compagnia Elsinor),Barabba il liberato (per Flavio Bucci, Alvia Reale e Patrizia Zappa Mulas), Non sei morto amore (per David Riondino e Sandro Lombardi), La locanda, le stelle (per Andrea Soffiantini), Compianto, vita (per Virginio Gazzolo), Il veleno, l'arte(per Iaia Forte), Dalle linee della mano (Teatro Biondo, Regia di Pietro Cariglio), Passare delicatamente la mano. Per E. e per tutti (teatro Elsinore). Ha tradotto da Rimbaud, Péguy, Dickinson e Baudelaire. Ha curato per Rizzoli il commento ad una edizione dei Cori da la Rocca di Eliot, un'edizione delle poesie di Ada Negri, delle lettere di E. Mounier e un'antologia di Charles Péguy e altri volumi per la collana di cui è curatore, "I libri dello spirito cristiano" diretta da Luigi Giussani. Ha fondato e dirige inoltre la rivista trimestrale di letteratura "clanDestino". Ha curato un un'antologia di scritti d’amore di Giacomo Leopardi (Garzanti), un libro-conversazione con Ezio Raimondi (Guaraldi) e una versione poetica dei Salmi (Marietti). Con Franco Loi ha curato per Garzanti un’antologia della poesia italiana dagli anni ’70 a oggi.

Di critica letteraria e di cultura si è occupato e si occupa su Il Giornale, Avvenire, Il Sabato, Il Sole24 ore.

Ha diretto per due anni il mensile "Tracce - Litterae Comunionis".

 

1

Io non voglio diventare vecchio

perché lo sono già stato mille volte

e so già il buio e quella vile tempesta.

Ora che piango come vidi

pianger mio padre, la stessa ruga e la testa

abbattuta, piena di sgomento,

imparo che la giovinezza

non corre nelle sorprese

del sangue ma nello sguardo che un vento

strappa da terra

per vedere in questo duro paese

l'infinita somiglianza tra Dio

e il viso di lei tutte le sere, i rami

nudi contro il cielo, il vino

fermo nel bicchiere...

 

 

 

2

Quante volte, Milano

dalla mia terra più dolce

sono arrivato davanti al tuo volto

piatto, senza respiro.

 

 

E' il tempo dell'amore duro,

è notte, solo notte, è dignità

di sguardi che sanno d'averla

perduta, è il viale dove scendo

come bestia che è pazza a cercare

l'asfalto nero, rapido

e luminoso di pioggia come

uno stordimento.

 

 

Pioggia anche la mattina

giù dai vetri larghi al supermarket,

acqua sentita per un istante,

una stretta nel cuore all'uscita

dalle porte a cellula di luce

e giù la testa, di corsa

fino all'entrata confusa nell'auto

tra l'odore dei vestiti bagnati

e la carezza gelida del cellophàn.

 

 

Devo scordarmi di lei,

scesa per le scale

del metrò, senza più bellezza per me,

devo scordarmi di me, chiuso

in auto a guardarla senza più pensiero.

Devo scordarmi quel tuo nero, Milano,

e il vaniloquio del traffico

sotto l'acqua, e il giorno e l'ora,

scoprire che non c'era

né diritto né speranza, e neanche

amore, ma furore, solo dolce

e demente furore.

 

 

Quante volte dalla mia terra più calma

sono venuto al tuo inferno.

Mi conoscono i fedeli dei chioschi notturni,

illuminati come stelle gelate, le mosche

che sembrano i maghrebini, i turchi

che stanno intorno a trafficare, ad aver pace.

Quante volte sono venuto al tuo inferno,

Milano, a inaugurarlo.

E se quella notte speravo in una notte

più calma e di risentire il mare

non era per predare, non era

per gettare il capo in un bianco fuoco,

ma era per avere quiete, quiete

se non amore, quiete un poco...

 

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24 luglio 2014 4 24 /07 /luglio /2014 20:08

 

Claudio Fiorentini è un pittore, romanziere e poeta. È nato a Roma nel 1959, ha vissuto in Messico, Francia e Marocco per molti anni, ed ha viaggiato in oltre 40 Paesi. È attivo nel mondo dell’arte sin dagli anni settanta, inizialmente come poeta, e dagli anni novanta è anche romanziere, fotografo e successivamente pittore atratto. Ha pubblicato otto libri, quasi tutti premiati in diversi premi letterari, ha curato una raccolta di racconti e disegni di bambini delle scuole elementari e medie, presiede diverse rassegne letterarie ed è giurato in prestigiosi premi letterari e. Come pittore, ha partecipato a varie mostre nazionali ed internazionali.

 

Libri Poesia:

“Da comunque Uomo”, 1992

“Incauta magia del mentre”, 2012

 

Romanzi:

 “Ovvero, le porte del mare”, 2002

“Io parlo Jazz”, 2004

“Il faro di Bighlise”, 2007

 “La stella e la sua luce”, 2008

“Il misterioso caso di Via Delia da Gilal-Gulta”, 2011

 “Captaloona”, 2013

 

Raccolte di racconti

È il curatore della raccolta di racconti e disegni “La voce di Porta Portese oggi”, pubblicata nel 2014

 

Antologie

È presente nell’antologia “L’evoluzione delle forme poetiche”, curata da Ninnj Di Stefano Busà e Antonio Spagnuolo

 

Premi letterari recenti

Premio Guerrino Bradeggia al Pegasus Cattolica 2014 per “Captaloona”

Finalista all’Albero Andronico 2014 con “Incauta magia del mentre”

Terzo premio al Grottammare 2014 con l’inedito “L’Appuntamento”

 

Mostre personali :

Polmone Pulsante, Roma, 2002

ONIRIDE, Galleria Saman, Roma, 2011

Polmone Pulsante, Roma, 2014

Digging into Khaos, Malta, 2014

 

Collettive recenti:

Istanbul international exhibition. 2012

Académie Européenne des Arts, Paris, 2013

Académie Européenne des Arts, Château de la Rochette, Luxembourg, 2013

Jazy, Saman, Roma 2014

Permanenti :

TUYAP, Istanbul, 2012

 

Premi pittura

Prix Téchnique mixte, Accadémie Européenne des Arts, 2013

 

Claudio Fiorentini Via Pascarella 34                                                                                      

00153 Roma           

 06 5812717               335 5496809      

 www.claudiofiorentini.it  / claudio_fiorentini@yahoo.it

 

 

Silenzi

 

A voi, silenzi che siete tra le parole
e che soli non siete nulla
dedico il mio respiro
a bocca chiusa.
Siete lì senza saperlo, privi di tempo
a dare senso ad ogni poesia, ad ogni racconto.
Chi non vi pronuncia non conosce il valore della notte
della mestizia della morte
e della vita stessa
che solo grazie a voi si riconosce rumorosa.

Silenzi,
non lasciate che il mio canto si privi di voi
perché solo il vostro ritmo
la vostra pazienza
e il vostro essere sempre a disposizione, nell'attesa
sospesi tra un attimo e l'altro
dà un senso a ciò che non ha senso

Aiutatemi a cantare quest'ode muta
facendovi coro di vuoto e nulla
per ricordare che la parola
non esiste

senza il silenzio. 

 

 

 

Seppure si disfacesse

 

Seppure si disfacesse

Questo laccio di seta e terra

Che lega note spente a luci trascurate

Per far della menzogna un’illusione,

Con un ghigno ed un balzo lo prenderei anche disfatto

Lo stringerei forte come ora,

implorandogli di resistere

ancora un momento

perché illusione e menzogna

sono traccia di vita

e la vita stessa

poi, con quel laccio legherei la realtà

perché mai più derubi il sogno.

 

.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Claudio Fiorentini

Via Pascarella 34

00153 Roma

Nato a Roma il 22 Luglio 1959

claudio_fiorentini@yahoo.it 

www.claudiofiorentini.it

06 5812717 / 335 5496809

 

Dichiaro che la presente poesia, con la quale partecipo alla seconda edizione del premio “Si accende il Borgo” sezione A, è inedita ed è frutto della mia creatività.

 

 

 

 

 

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20 luglio 2014 7 20 /07 /luglio /2014 19:48

a cura di Ninnj Di Stefano Busà

 

 

Giorgio Linguaglossa è nato a Istanbul nel 1949 e vive e Roma. Nel 1992 pubblica Uccelli e nel 2000 Paradiso. Ha tradotto poeti inglesi, francesi e tedeschi tra cui Nelly Sachs e alcune poesie di Czeslaw Milosz. Nel 1993 fonda il quadrimestrale di letteratura «Poiesis» che dal 1997 dirigerà fino al 2005. Nel 1995 firma, Giuseppe Pedota, Lisa Stace, Maria Rosaria Madonna e Giorgia Stecher il «Manifesto della Nuova Poesia Metafisica», pubblicato sul n. 7 di «Poiesis». È del 2002 Appunti Critici – La poesia italiana del tardo Novecento tra conformismi e nuove proposte. Nel 2005 pubblica il romanzo breve Ventiquattro tamponamenti prima di andare in ufficio. Nel 2006 pubblica la raccolta di poesia La Belligeranza del Tramonto.
Nel 2007 pubblica Il minimalismo, ovvero il tentato omicidio della poesia in «Atti del Convegno: È morto il Novecento? Rileggiamo un secolo», Passigli, Firenze. Nel 2010 escono La Nuova Poesia Modernista Italiana (1980 – 2010) EdiLet, Roma, e il romanzo Ponzio PilatoMimesis, Milano Nel 2011, sempre per le edizioni EdiLet di Roma pubblica il saggio Dalla lirica al discorso poetico. Storia della Poesia italiana 1945 - 2010. Nel 2013 escono il libro di poesia Blumenbilder (natura morta con fiori), Passigli, Firenze, e il saggio critico Dopo il Novecento. Monitoraggio della poesia italiana contemporanea (2000 - 2013), Società Editrice Fiorentina, Firenze. Ha fondato il blog lombradelleparole.wordpress.com

e-mail: glinguaglossa.@gmail.com

 

 

La dama esce dal quadro

 

 

 

Rotola la luna sul lenzuolo del cielo

steso ad asciugare sul terrazzo dell'albergo veneziano.

Grandi camion portano un carico di stelle

e le scaricano proprio qui sopra il terrazzo.
Venezia. Laguna di vetro e di maiolica.

Una gondola dondola.

Il remo del gondoliere imprime all'acqua

un movimento a vortice e, miracolosamente

la barca va.

Sulla banchina un moro vende cappelli colorati,

bastoni da passeggio col pomo di avorio,

cofanetti in argento, mappamondi in madreperla.

Ad Utrecht, un pittore fiammingo dipinge

una natura morta con violino.
Nella lontana Fiandra un bianco cavallo

a galoppo giunge
su un tappeto di fiori; una bellissima dama

accompagnata da valletti e cicisbeo
esce da un quadro del Tiepolo, si incontra con Johannes Vermeer
che indica la luna...

che ha appena dipinto la ragazza con l’orecchino di perla...

La dama si volta verso di noi che osserviamo il quadro

dall'altro lato del mondo e ci guarda sorpresa:
«che stagione è questa»?, chiede al pittore;
«è vento di primavera», risponde l'usignolo

che canta a squarciagola sull’albero.

Ma non è così; lo sappiamo noi

che consideriamo le cose dalla finestra

del XXI secolo dei tempi futuri.

 

Siamo ancora vivi?

 

 

 

 

Grandi camion con autorimorchio trasportano le stelle

le scaricano qui nel nostro giardino dove abbiamo

seppellito il sole.

Una cornacchia solitaria batte il becco

sul vetro della finestra;

tu coltivi le rose e le viole sulla staccionata

del giardino, Osip Mandel'štam scrive

poesie per bambini, le chiama «Il fornello

a petrolio»; le armate bianche

e le armate nere hanno smesso di combattere,

le guerre non sono finite si sono moltiplicate,

Paganini prova l'archetto del suo Stradivari

per un pubblico di oziosi

e Rembrandt ci osserva da una cartolina.

«Siamo ancora vivi», mi dici, «non è straordinario?».

Le porte si spalancano su altre porte,

l'atrio dà sul giardino...

e la veranda si apre sul mare;

tu sei dentro un abito di seta blu 

a fiori cinesi con le maniche ampie, svasate,

i capelli color rame, l'ampia scollatura del décolleté

e un chapeau de paille blanche...

«È un fatto del tutto trascurabile», ti rispondo

come da un altro mondo mentre

un sole bianco sale allo zenit, un passero

cinguetta sull'albero...

«Sai, a volte ho il sospetto che siamo tutti morti

che la nostra vita sia il pensiero di un premoriente

defunto tanto tempo fa».

Sulle chiome degli alberi sventolano gli uccelli

come bandiere colorate per la festa della Repubblica.

«E c'è differenza, dimmi Giorgio, e se anche fosse?» 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Piccolo qui pro quo con equivoco

 

 

 

Un anemometro brillava tra le masse del vento

felice del suo essere aria, solo aria;

Vivaldi lui sì sa che cos'è la gentilezza,

lui sa amare le donne, sa far vibrare

le note come una vela sul Baltico,

scambia il pentagramma con la troposfera

lancia le note come comete di polvere e ghiacci

nell'atmosfera che respiriamo,

e Osip Mandel'štam

confonde i ciottoli di Koktebel con la struttura

della Divina Commedia; così, da un verso corrotto

o da una pietra striata

nascono i ponti delle parole che nessuno

sa dove condurranno, aeroliti che viaggiano

verso il pianeta azzurro, cercano una casa fatta

di calce e mattoni dove star caldi durante

i mesi invernali...

La dama bianca esce dalla «nascita di Venere»

del Botticelli ed entra nella «Primavera»

di Vivaldi, accompagna il «largo»

e l'«andante con brio» verso l'estuario della

felicità...

frattanto la polizia segreta arresta Mandel'štam

e Hitler ammassa eserciti alla frontiera

della Polonia...

Enceladon si pettina allo specchio

i suoi bellissimi capelli color rame che prendono

fuoco che si propaga alle pareti della sua

stanza ed entra, senza far rumore, in città.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dalla finestra entrava il vento del Nord

 

 

 

 

Un aquilone danzava in cielo con i corvi

i benigni amici dei cadaveri.

Dalla finestra aperta entrava il vento del Nord

rimbalzava sugli stipiti delle porte spalancate

e si posava sulle tue mani di madreperla.

Un bambino mette la mano nel primo cassetto

a destra...

il grammofono suonava un quartetto di Mozart...

Il profilo di Enceladon mi osserva

dal cavalletto davanti alla finestra

il cammeo sul collo sembra oscillare...

Le legioni di Roma si preparano ad una nuova campagna:

Cartagine o il mare del Nord, fa lo stesso.

Io osservo il pittore fiammingo che dipinge il quadro

di Enceladon mentre ritrae il mio volto

in basso nella bandella di destra.

Devo partire: per il Nord o il Sud fa lo stesso.

Presto sarà inverno. L'esercito passerà i mesi

nei quartieri d'inverno.

Kafka va a spasso con Madame Hanska

il Signor Cogito sbatte la porta ed esce di scena

il romanzo diventa una coppa di champagne

e Vivaldi è tornato a Venezia con la sua sgualdrina.

Quando ritornerò, penso, ritroverò il quadro

di Enceladon che mi aspetta, sul cavalletto,

sarà finito da tempo, e i corvi saranno ancora là in alto

insieme agli aquiloni.

 

 

 

 

 

 

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19 luglio 2014 6 19 /07 /luglio /2014 12:41

Tomaso Kemeny (Budapest, 1938), ha pubblicato dieci libri di poesia, tra cui “Il libro dell'angelo” (Guanda, 1991), “La Transilvania liberata” (effigie, 2005), “I paesaggi immaginari” (poli Art, 2010), “Poemetto gastronomico e altri nutrimenti”(Jaca Book,”012),un romanzo “Don Giovanni innamorato” (Es, 2002), un testo drammatico “La conquista della scena e del mondo” (rappresentato per la prima volta ad Alassio, nel 1996), un libro di poetica con il filosofo Fulvio Papi,” Dialogo sulla poesia”(Ibis,1997). Ha pubblicato volumi di traduzione dell'opera di Lord Byron e Jòzsef Attila e scritto saggi e libri su Ch.Marlowe, W.Scott, P.B. Shelley, Dylan Thomas,E.Pound e J.Joyce (dal 1978 al 2006 ,quale professore ordinario di Letteratura Inglese, ha ricoperto la relativa cattedra presso l'Università di Pavia). Uno degli iniziatori del Movimento Internazionale Mitomodernista, ha performato rituali poetici e ha progettato e realizzato con Giuseppe Conte l'occupazmitomodernista della cattedrale S.Croce di Firenze (1994) e poi da solo l'occupazione della collina dell'infinito a Recanati (2011) in nome della bellezza intesa come mito guida alla ribellione contro i poteri illegittimi, culturali e politici offensivi della dignità umana,contro i poteri che promuovono il conformismo, la massificazione, l'appiattimento. E' uno dei fondatori della “Casa della Poesia “ di Milano (2005)

 

 

 

 

L'incontro con l'Eresiarca

 

Cerca il Paradiso tra libellule

dalle elitre cangianti al lume

 

dell'invisibile; lontano

dai disagi dell'Universo

verbale rinascerai

Fenice sempre uguale

affrancato dal  tocco del Tempo

sfigurante, nel fulcro

del mistero svelato

t'inebrierai dell'intimità

assoluta col Divino."

Così

l'eresiarca, al comando

possente del “Padre”, nome venerando-

poi si accende il cero del demonio

nell'ano per il vanto

inesplicabile della gloria delle tare.

Un discepolo, corpo

spezzato come pruni

su cui soffia il gelido nord,

mi addenta il collo incatenandomi

davanti a una capanna piena

d'incurabili che intimoriscono

la Morte col segreto

di una salute pericolosa.

Un altro discepolo

dal cranio incoronato da capelli

ispidi e scuri, con qualcosa

di non terrestre nel suo passaggio

sulla nostra Terra Madre,

mi inumidisce le labbra

con la tenera rugiada

che ogni notte irrora

la pelle della mia amata,

poiché io non sono solo

un reprobo per bene

ma colui che insieme all'amata ha spalancato e

spalancherà ancora le porte del Paradiso

Terrestre

 

 

Incontro con Raffaella

 

Non un angelo caduto

ma quello ritrovato

nel baluginante inferno

di luci incandescenti,

vermiglio richiamo visivo

per viandanti da allupare:

Eppure, ci credi o no, sono innocente,

innocente, io” mi sussurrò

con la voce più suadente, con la

voce del cuore, “anche se

feci scivolare

la carcassa del primo amore

in mare”, così mi confidò  Matilde,

l'assassina”, e io allora pensai

che il mare fosse l'immensa lanterna magica

in grado di dissolvere sogni e illusioni,

ma ora prendo un caffè

 con sua sorella, Raffaella

in jeans e maglietta sdrucita,

in servizio stabile

presso il dormitorio dei senza tetto.

Un ruscello azzurro sdrucciola dai cieli

e monda le mie sensazioni

dissolvendo le recenti esalazioni

delle fabbriche ambulanti di escrementi

nella città sempre più stordita

e fetida. “Il tuo nome vero

è Visodangelo” le dico

mentre si alzano i ritornelli

del perduto amore

intonato dalle recluse

uscite in cortile dalle celle

nell'ora dell'aria.

In un brivido di ombra e di luce

ritorna la voce ineguagliata del poeta:

Io sono una lampada che arde

             soave!

Nel sibilo assiduo dei fusi

le vecchie parole sentite

da presso con palpiti nuovi...”

Si china Raffaella

e nella sua voce

un gemere di ali spezzate:

Anche tu, canaglia, tenti

di ingannarmi per qualche istante

traboccante di emozioni,

ma io ora vivo per gli agonizzanti,

per i soggiogati

dal quotidiano dolore...”

All'improvviso le si sciolgono i capelli,

una spera di sole le spunta

dalla blusa a illuminare

un misterioso portatore di pane,

la testa insaccata tra le spalle,

la schiena incurvata dal peso,

i muscoli delle gambe tesi,

i piedi scalzi.

Il vento scompiglia la sua chioma

mentre da una nuvola gocciano

chiodi di cielo

a crocifiggere la sua anima

intrecciata fino all'inestricabile

con l'anima delle donne-custodi

del  primo perduto seme d'amore.

 

 

                                   Miti et fragmenta

 

 

La bellezza non è un valore assoluto fuori dal tempo storico, ma essa rinvia a una specifica dimensione temporale (si veda la bellezza romanica, rinascimentale, barocca, romantica, surrealista ecc).

La parola è il materiale linguistico che serve al poeta per creare bellezza. L'uomo è stato definito “animale linguistico”, definito dalla dignità del proprio discorso. La volgarità del consumo di massa tende a rendere il linguaggio strumento di volgarità. Gorgia, il sofista principe scrisse in Kairos   “La parola veicola una forza potente : pur dotata di un corpo minuto compie opere divine”. Dobbia=

mo continuare ad attendere il momento opportuno e ridare la gloria che alla parola spetta, non cogliendone l'immagine-ombra narcisistica (l'espressione del fenomenologicamente soggettiva), ma cercando di porci alla distanza estetica necessaria per accogliere la voce ancora ignota dell'essere (del non-essere).

La sfida radicale alla parola vivente tende a annichilirlo nell'anti-linguaggio comunicativo.

 Bisogna guardarsi dentro come Pigmalione (vedi Ovidio, Le Metamorfosi, libro X) , che scolpì nell'avorio un corpo bellissimo di donna, oggetto del suo desiderio. Se ne innamorò, Venere la resa vivente. Si amarono. L'allegoria ci dice che l'arte non solo imita la natura ma crea bellezza nuova!

La ricerca della bellezza riguarda l'essere: il bello è inafferrabile in sé e per sé, si rivela in relazione ad altro da sé.

Un testo poetico riuscito è in perenne sviluppo e metamorfosi nel tempo: ha in poppa i venti immensi della creazione iniziale. In ogni capolavoro vive una particella energetica dell'avvento del non-'essere nell'essere.

La poesia vive in un insonnia permanente per non soccombere alla fragilità dei sogni. Se il poeta lotta per la bellezza, nel testo si raffigura la lotta contro le costrizioni della finitudine. La poesia vera non può vivere senza l'ignoto davanti a sè.

L'essere e il nulla sono assolutamente inseparabili (vedi Sartre).L 'incipit di una poesia è l'unione del nulla e dell'essere:il principio non è un nulla puro ma un non-essere (l'ignoto) da cui potrà nascere l'essere.

 

 

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6 luglio 2014 7 06 /07 /luglio /2014 10:44

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