Il calco
Un tentativo il nostro di dare
corpo ai segni, tempo che non divora
e non consola.
Restano i suoni depredati dall'ascolto,
un convolvolo sul ramo più alto,
un indistinto che ti segna e non ravvisi
che epifanie andate. Puoi toccarlo ora il silenzio,
lo possiedi nel palmo della mano,
ti trafila i giorni, i tempi che non tornano.
Parole ti restano e ti mutano...
Il canto è breve
Aprile è in questo scorcio d'alba,
terra di tutti e di nessuno e il canto
è breve, non trattiene che solo
la sua eco diafana, quasi estranea.
La sera è dell'ombre, il mondo
vi s'addorme fin dentro i vicoli
che flettono passi dopo passi
chiusi al silenzio delle strade, chiusi al mondo.
L'asfalto e le sue crepe
non colorano il verde delle foglie, i prati.
la foglia resta foglia, s'arrendono le voci,
le stagioni ora sanno quanto il canto è breve.