Il disagio socio, morale e culturale di cui soffre la gioventù di oggi è molto più complesso e allarmante di quanto si possa immaginare, o di quanto solo all'apparenza possa far temere. C'è, invece, una grave situazione latente o palese venutasi a determinare in quest'ultimo scorcio di secolo che sta per provocare oggi tutta la rabbia, la difficoltà, il carattere eversivo reazionario di una generazione che, avendo superato il postbellico, credeva di aver raggiunto un pò di benessere e di progresso da poter vivere di rendita per il resto della vita. La situazione, invece, è sfuggita di mano, precipitata in un baratro di negatività, di egoismi, di contraddizioni non facili da raffrenare, con elementi che non definiamo normali, perché hanno raggiunto la tragedia e ora anche l'incognita del futuro. Cosa ne sarà, ci si chiede? domani, ma stranamente in questo fenomeno disgregante e alluvionale, nel quale va di mezzo la vita stessa del contingente giovanile: il domani è oggi e l'oggi ieri, non si hanno progetti, né idee, la situazione sfugge di ora in ora, diventa più ingarbugliata, più drammatica, sempre meno reversibile e vivaddio con molta probabilità non saremo in grado di arginare i troppi problemi che ci assillano e ci madano in tilt, la ragione, i sentimenti e la vita stessa. Abbiamo tralasciato di comprendere e di agire, rimandato troppe soluzioni, tematiche e problematiche annose per la loro stabilità sono state continuamente ignorate, rinviate, malintese, osteggiate o sottovalutate da persone che non avevano a cuore la vita stessa. Come si può pensare di risolvere le cose, rinviandole sempre? Allora, bisogna indagare a viva forza sulla necessutà di proiettare un minimo di attenzione, di riguardo a fenomeni di gravissima urgenza, andare ad analizzare motivazioni profonde di un vivissimo e pericoloso malessere che lacera intimamente le coscienze e distrugge il cuore delle nuove generazioni , in modo subdolo e inquietante. Il tessuto comportamentale della nostra società è in collasso, vulnerabile. Devastante si mostra il vulnus che accompagna la reazione, la corruzione dell'intelaitaura e integrità morali dei modelli dei nostri giovani. Il disagio generazionale è compromesso da un irriverente sfiducia nei confronti dei valori tradizionali. Il concetto che oggi si tenta di realizzare è: tutto e subito, senza spreco di risorse umane, senza spreco di energie, senza fatica: guadagno elevatissimo e divertimento sfrenato, i mestieri dei padri affliggono i giovani, così li eliminano dalla loro esistenza, non intendono battere più il ferro, (fabbro), annodare vigneti e raccogliere pomodori, (coltivatore), assistere familiari ammalati o paralitici (si preferisce dare tutto lo stipendio alle badanti). Dov'è pià l'amore che univa il padre al figlio?, la moglie al marito?i figli fra loro, i familiari ai loro anziani genitori? Il malessere si annida in una nuova e pervertita concezione di libertarismo sfrenato, senza remore, che decade sempre più in una prospettiva di modernismo tout court e di individualismo/materialismo portato alle sue estreme conseguenze che respinge in massa le passate regole di vita, per imporre nuovi modelli distruttivi di sopraffazione, diostracismo, di negatività che portano all'incenerimento del cuore, al passaparola del nulla, all'assuefazione della perdita e dell'allontanamento delle virtù che contano. E' avvenuta una sorta di demarcazione fra il prima e il dopo, fra il passato e il presente, la cosa più grave è che è accaduto tutto troppo in fretta, con un'acclerazione allarmante e disarmante: Fuori i vecchi stereotipi dentro i nuovi, alla velocità della luce, direi che è avvenuto in un ventennio quello che ci si poteva aspettare in un secolo. I nuovi modelli attitudinali sono messi a punto da una sorta di noia collettiva, da un'esigenza di non guardare in faccia nessuno, solo il proprio tornaconto e e il proprio utile, in un avamposto d'inettitudine e di emarginazione/solitudine disarmante che registrano al primo posto. l'atteggiamento di sfida nei confronti della famiglia che li trascura, della società che li frustra e ancoradi una giustizia che non difende i diritti, della scuola che non salvaguarda le adempienze intellettuali: In un èmpito di smarrimento e di miseria morale, di corruzione, di squilibri, di disaffezione ottusi e beceri verso valori che erano dei padri e che oggi sono respinti dai figli, l'abbattimento morale della specie umana costruisce nuovi miti, nuovi soggetti di emulazione. Così l'impotenza cresce, la rabbia per le incertezze future dilaga, la disoccupazione fa vittime precoci di disuguaglianza sociale, lo squallore impera e con esso il mercinomio, il sovvertimento delle categorie valoriali, la razionalità logica, il criterio di discernimento. Si passa dal modello d'isolamento , all'assenza di veri valori, di ideali autentici che la dignità esibisce senza convinzione solo per ostentazione o vanagloria degli status simbol. La gioventù dei nostri giorni tende sempre più l'orecchio alla fascinazione dell'inganno, rimanendo ingabbiata nell'usurpazione dei ruoli, degli interessi privati, della mistificazione dell'immagine che diventano sempre più attratti dalla mitomania e megalomania irriducibili. La psiche deviata e malata allenta i freni inibitori, va sempre più spedita verso una strada maestra che promette pochissimi sacrifici per tanta vanagloria, e pone in prima linea l'interesse individuale che calpesta i diritti altrui, del buon senso, dei fattori morali, dei legami affettivi e della cultura. Si realizza quella che io ritengo un'imperfetta versione dell'imperativo categorico kantiano, un ostracismo nei riguardi della vita stessa, che non ha più alcun significato, scade nella condotta liberticida ad oltranza e nella disonestà sfacciata e provocatoria di un bene illusorio. L'esistenza stessa viene posta in pericolo, respinta da fatti collaterali che non esigono il ben dell'intelletto, sostituendo ai poteri forti l'emozione dell'attimo, l'immagine televisiva, il sesso facile, il guadagno immediato. Si tratta di vedere le cose come stanno. I nostri figli sono dominati da una irresponsabile catastrofica insufficienza di significati. Si sentono soli e incompresi I più fragili si dedicano alla droga, quelli che si credono più forti si dedicano a giochi pericolosi (lancio di sassi dail cavalcavia, stupri di branco, bullismo, atti di prepotenza verso i minorati, delitti efferati senza logica, solo per attenuare la noia. Spira un vento distruttivo che sembra prendere il sopravvento sulla ragione allo sbando. La perversione e l'aggressività dominano la profonda crisi di oggi, e la faglia prodotta dal sisma catastrofico tende ad allargarsi sempre più, perché senza freni inibitori appaiono le ragioni del disastro. La gioventù di oggi ha come dictat l'inadempienza del progetto-domani, la violenza contri i più deboli, verso le donne, l'aggressività verso il diverso. Genitori assenti o indifferenti, separati, divorziati, droga facilmente reperibile, in libera offerta fino nelle scuole, furti, emarginazione, che erano l'eccezione o casi marginali segnati a dito, contenuti nei limiti delle statistiche solo qualche decennio fa, ora si può dire sono riportati quotidianamente e spesso emulati. La generazione ha fatto il salto di qualità, ne sono coinvolti anche i rampolli della buona borghesia. Il dato di questa trasgressività che dilaga fra le fasce benestanti, fra i professionisti, le famiglie-bene di una volta. Questo fenomeno è allarmante, si dilata a macchia d'olio , fa emuli ogni giorno perchè la trasgressività nell'immaginario collettivo è regola di vita, oggetto di largo consumo . Le conseguenze di questa nuova condotta è inquietante, quasi come un boomerang si ritorce sulla psiche dei giovani, del bene collettivo, della cooperazione sociale. Vi è ancora un minimo di volontariato che sopperisce alle vere mancanze di una stato latitante, ma il degrado si avverte ogni giorno di più e semina vittime. La supervalutazione dell'io ha fatto centro e con esso la competizione e la sopraffazione sull'intero sistema generazionale. La frammentazione dei ruoli, il mancato dialogo con la famiglia, l'inerzia delle scuole, le nefandezze perpetrate ai danni dei più deboli hanno sovvertito la pietas, il caposaldo di una educazione familiare non è più la generosità e la tolleranza verso gli anziani, è l'arbitrio e l'assoluto allineamento a fenomeni pericolosi di massa che nel branco abbandonano i freni inibitori e si scatenano. Un tessuto sociale sfaldato, degradato fatto di inadempienze, devastato dalla noia, da una carenza psichica border line con tante nefandezze, refrattario al concetto, di giustizia, di onestà, predispone i giovani ad un concetto di valore surretizio degradato e osceno, lo pone in dirittura del profitto facile, soprattutto se è suffragato da altri anestetici: droga, sesso, potere. Il dovere per il dovere non è più di moda, i tempi sono cambiati: Ogni cosa acquisita senza meritocrazia elegge un determinismo all'infelicità. Il giovanei di oggi si sente alieno fra i propri simili, per marchiarsi di autocontrollo e impadronirsi di una personalità entra nel branco che fa il resto. Ne origina un caos psicologico che si ponein conflitto con le regole del gioco aumenta sempre più il malessere: La vita dei nuovi schiavi del Duemila è indifferentemente un inferno li rende schiavi di una società imbibita, sterile, senza prospettive di futuro, cogliendo fior da fiore il peggio che una globalizzazione forzatamente evoluta ed economicamente avanzata vuol far credere. Chiediamoci perché si susseguono continuamente fatti di violenza, aggressioni, stupri singoli o di gruppo, omicidi, rapine?. La società, purtroppo, è ammalata, manca di un piano comportamentale che se esercitato già sin dalla prima infanzia può dare i suoi frutti, altrimenti degenera, marcisce. L'aggregazione ricevuta in famiglia manca di regole, quella dello Stato è latitante. La famiglia e la scuola non sono più perni intorno ai quali gira il criterio discernitivo, la disciplina, l'educazione, il rispetto, la conoscenza: Tutto cancellato, assumendo per certi aspetti la funzione aberrante del nichilismo e dell'estremismo assolutizzanti. L'inadeguatezza meccanicistica, strumentale del postmodernismo ha creato il mostro. Viviamo in una giungla senza possibilità di integrazione di revisione. Come madre mi chiedo spesso, saremo in grado di arginare il fenomeno. La condizione di vita ci sta esplodendo fra le mani, diventa inquietante ogni giorno di più, e il mondo sta a guardare, tutti stiamo a guardare....