Trattasi di blog a carattere culinario che raccoglie migliaia di ricette di cucina
di (Ninnj Di Stefano Busà)
Nonostante lo sfacelo a livello interplanetario, la regressione monetaria della crisi mondiale che ha subito una battuta d'arresto in questo nostro periodo temporale, defraudandolo da ogni nobile principio morale, da ogni residuale remora di carattere etico/amministrativa, potrebbe essere l'occasione giusta per la revisione totale dei diritti civili dell'umanità. Cambiamenti vanno fatti per evitare conflitti e rovinose catabasi di stampo universale. Finora la linea seguita ha fallito, ogni azione umana è stata mossa dal carattere egocentristico dell'intero sistema planetario. Lo tsumani che ha devastato i territori spirituali del nostro esistere è stato quello di credere che, siamo nel giusto, dando tutto il carico morale ad un principio di dismorfismo intellettuale che ha caratterizzato la catastrofe.
Con l'avvento della tecnologia, del progresso pilotato dalle macchinevia internet, con la globalizzazione al servizio della telematica, con l'avvento del digitale, delle rampe satellitari, abbiamo assistito a una battaglia all'ultimo sangue per accaparrarsi le risorse del pianeta: Si è provocata in tal modo una lacerazione del tessuto sociale e morale per l'aggressione spudorata di categorie di furbi, di bottegai volgari e violenti, di tifoserie varie, che legittimate da una sorta di lasciapassare libertario, fanatico senza più freni inibitori, protervo e aggressivo, che si è impossessato degli strati più abbienti della società, in una corsa folle verso arricchimenti sempre più facili e fraudolenti., ha messo il mondo in ginocchio. In tal modo la parte più debole del nostro pianeta si è impoverita, stata travolta da un'onda anomala di potentati ostativi che nulla avevano a che fare con la legalità e la condizione umana di sopravvivenza sul pianeta..
Pochi abitatori della terra hanno determinato la sorte di interi continenti ,aggredendoli in una sorta di guerra non apertamente dichiarata, ma che ha prodotto morti e feriti più di una vera battaglia sul campo.
Il risultato è una reazione a catena che ha fatto crollare l'impero economico/finanziario globalizzato, provocando danni incalcolabili per l'economia di intere fasce di popolazioni inermi e ignari. Una guerra apparentata con l'alta finanza, fatta di brutali interventi sull'economia dei paesi del sottosviluppo (e non solo), perché anche la Grande America ha dovuto ammettere che il prodotto interno lordo ha ceduto sotto la spinta di tanta brutale dissolutezza dei costumi, Avveduti banchieri, veri geni dell'imbroglio falsari scellerati, coperti dal buon nome del loro prestigioso impero finanziario si sono accaparrati con brutale avidità e speculazioni al limite della decenza, molto disinibite, una fonte di guadagno che sarebbe bastata per sfamare i paesi del terzo e quarto mondo. Il risultato di tali giochi sporchi fatti passare come sistemi azionari senza rischi ha prodotto il caos mondiale. Una vera pandemia speculativa, una bolla che ha causato la crisi del mondo occidentale, soprattutto della neo Europa che aveva introdotto la valuta in euro.
La barbarie è tornata ad investire sul tessuto umano, mettendo al bando gli antichi principi di ordine moralistico, si è andato attestando un nuovo tessuto sociale senza scrupoli, portato al terrorismo economico/finanziario d'assalto. La mentalità del possesso ha differito la nuova categoria dei forti, dagli strati più deboli, estendendo il tratto privatistico dell'Ego fuori dal territorio di confine, invadendo aree, di fatto, vergini, che si sono visti ridurre la capacità di mercato e d'intervento in modo drastico e inarrestabile.
Il mondo moderno paga oggi il prezzo più alto della Storia: l'implosione, la sfiducia nel genere umano e l'immoralità in ogni atto dell'esistenza. La sfida del ventesimo secolo è ora ravvedersi, tentare il salvabile. Ce lo impone lo spirito di sopravvivenza, il dovere di dire basta.
L'Organo abilitato a presiedere le regole, si è come ripiegato in se stesso, consentendo un libero movimento di merci, senza intervenire sullo scambio monetario dell'area-euro e dei paesi aderenti al trattato di Mastricht e alle loro strategie di sviluppo, il prodotto interno lordo che cominciava a scarseggiare per speculazioni di fatto non amputabili a nessuno in particolare, ma a tutti in generale, con l'avvento dell'euro e con lo scarso controllo sul camminamento di esso sulle strade del mondo, si è andato vanificando sempre più fino a mettere KO quasi interamente i paesi aderenti al Mercato Comune Europeo. Ma anche gli altri non sono stati del tutto esclusi, poiché la forza trainante e devastatrice dell'intero sistema ha frantumato i capitali economici dell'occidente che sono stati compromessi : la corsa scellerata, questa volta, non agli armamenti (con cui nelle vere guerre s'interviene), ma al denaro facile portato da un vento di scelleratezze e di speculazioni finanziarie ha demolito il criterio discernitivo dell'economia mondiale, basandola sullo scriteriato sviluppo dei singoli, a svantaggio delle moltitudini, che di fatto sono diventate categorie a rischio di povertà, molte di loro vi sono già entrate, altre delle fascie medio/intermedie, credo vi giungeranno a breve.
Questa svolta che ha causato il terrorismo economico/finanziario potremmo chiamarla -guerra virtuale- del ventesimo secolo. Ogni continente ne è stato squassato, ogni stato sociale ne è stato colpito, ogni governo ha reagito come ha potuto all'ondata demolitrice dei fanatismi acefali dei gruppi di potere vigenti. Ma la crisi appare ancora grave. Non se ne vede a breve la soluzione, anche perché il greggio importato dai paesi arabi continua a salire e il mondo civilizzato è schiavo del "tesoro nero": La struttura stessa interplanetaria è costruita sulla piattaforma ineludibile di un sistema beduino della specie: il petrolio come fonte di energia e di strutturalismo dell'intero modello mondiale. Sicché si arricchiscono gli stati-cuscinetto e i governi intorno all'area desertica del prodotto petrolifero, e s'indeboliscono le economie, le risorse del resto del pianeta che non possiede l'oro nero, nel qual caso, si vede costretto ad importare dai mercati esteri il fabbisogno energetico, oltre che sottostare alla morsa iugulatoria dei potentati arabi.
Ma il precursore di tanto disastro è da collegare alla globalizzazione compulsiva del genere umano, che ha attuato un passo più veloce di quello di cui è capace. La sollecitazione sfrenata, disinibita, acefala e senza regole né legalità ha disorientato i capisaldi di un meccanismo produttivo più generale, il quale sotto il controllo dell'etica e della morale, non fomentava il disimpegno assoluto e l'affrancamento da qualsiasi remora e disciplina etica, o almeno era sottomessa ai principi osservati da tutti i popoli civili, anche se non codifificati.
Dal libertarismo e dalla privatizzazione di ogni bene, è andato introducendo un modello di vita sempre più opportunistico e vile: lo spoglio e l'inglobamento delle risorse da parte di una categoria senza scrupoli che ne ha tratto il maggior profitto, mentre il resto del mondo, meno sviluppato, ha visto le risorse sempre più impoverirsi, fino a divenire ricettacolo di miseria, di fame, di malattie, di guerre intestine e tribali che sotto i domini dittatoriali della fascia mediorientale o dell'est occidentale, prima foreggiati dall'ex URSS ora sono divenuti territori di sottosviluppo e di emarginazione.
Terre abbandonate, fiumi di profughi senza via d'uscita si sono portati nelle aree di maggiori risorse finendo coll'importare fame e disoccupazione: la guerra virtuale ha lasciato sul campo la povertà universalizzata. Le statistiche parlano chiaro, non vi è cibo per tutta l'umanità.
Ragione questa di altra inquietudine, perché i flussi migratori verso i paesi della speranza non cesseranno di diffondere altra miseria e degrado, quando non malattie e inurbanizzazione, scompensi sociali e disastri ambientali, perché non vi può essere integrazione senza sviluppi socio/culturali e processi di civilizzazione e di crescita in ambienti e in strati di disadattamento e di alienazione, perché culture diverse hanno bisogno di un minimo di amalgama, un minimo di uguaglianza culturale e di educazione comune, per mettersi ala pari, per stabilire un contatto, una linea di adattamento e di accettazione delle diversità. Andando a toccare i margini già sviliti ed erosi di altri paesi nati dal declino dell'impero del postcomunismo, le popolazioni dell'area mediterranea si trovano aggredite da orde di extracomunitari, di profughi, di disperati che chiedono a gran voce di avere diritto alla vita. Ma come suddividere la razione alimentare che ancora resta al mondo civilizzato? Questo è un problema gravissimo che i governanti del G.8 o degli Stati più avanzati del mondo dovranno affrontare e discutere per non arrivare al definitivo sfacelo e all'annientamento totale delle risorse dell'intero pianeta.