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Trattasi di blog a carattere culinario che raccoglie migliaia di ricette di cucina

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L'Italia di oggi torna ad essere la terra abitata dai barbari.

di Ninnj Di Stefano Busà

Non vuole essere disfattismo il mio, né allarmismo, né cinismo, né pessimismo: tutti gli ismi sono banditi dalla mia visione della realtà. Credo di avvertire il pericolo di una disfatta e ne deduco le conseguenze. Dal mio osservatorio privato fatto di riflessioni e di  analisi intendo dare al riguardo, solo una considerazione ragionata e sofferta della situazione italiana di questi ultimi anni. Il mio, che ci crediate o no, vuole essere un grido di allarme, una scampanellata vigorosa verso quelli che sono i limiti della decenza  i quali sono stati superati da un clima di irraziocinio, di viltà, di sconsiderata e abominevole trascuratezza e lassismo, indifferenza e mancanza assoluta di giustizia sociale, di vera e solidale partecipazione ai problemi reali, che ci stanno creando un feroce decentramento dal resto d'Europa e un assoluto disagio di ordine morale, sociale economico che, rischia di divenire entro qualche decennio, un vero ostacolo per il proseguimento dell'Italia entro l'orbita europea. Un ritorno all'imbarbarimento dei costumi, un libertarismo senza freni inibitori stanno creando un clima di sconnessione e di progressivo scardinamento del tessuto che tiene unito il rapporto fra partners con eguali diritti e doveri. E' sconcertante constatare che siamo tornati all'imbarbarimento e alla separazione dei ceti sociali, in barba al più esaltante liberalismo che ha creato: caste e reietti.
Una forte spinta di capitolazione ci perviene dalla globalizzazione alla quale ci siamo allineati,senza un'adeguata copertura, senza essere nelle condizioni ideali.Questo passo, sebbene necessario per la tenuta della moneta europea ai paesi più sviluppati, ci ha cambiato i connotati economico/finanziari, perché, da lì a breve, l'Italia con l'entrata dell'euro nel circuito monetario europeo, ha dovuto sostenere il passo con le monete più forti della Germania, della Francia, inoltre debilitata e quasi schiacciata da un debito pubblico stratosferico rispetto ai paesi più industrializzati ha visto calare il reddito nazionale in una smaterializzazione del costo della vita, che è giunto a livelli di povertà.L'Italia ha avuto il suo crollo finanziario, in men che non si dica. Di colpo ciò che aveva un valore di mille lire è venuto a costare il doppio, da qui l'inflazione, la messa fuori uso del prodotto economico industriale che, non è competitivo con le altre realtà, essendo l'Italia costretta ad importare le materie prime dall'Estero, non può che trovarsi sommersa anche per schizzata fuori controllo dei parametri petrolchimici, il petrolio, soprattutto, che intanto aveva impennate deliranti per il buon andamento del mondo occidentale.Ciò è avvenuto per le speculazioni scellerate di alcuni individui senza scrupoli che hanno triplicato l'oro nero, e con esso:energia, grano, prodotti del fabbisogno alimentare schizzati alle stelle, mentre il prodotto interno lordo restava al palo. Ma, mentre gli altri paesi europei si sono rimboccati le maniche e sono corsi ai ripari, il Paese Italia è rimasto a guardare l'onda anomala,senza prendere provvedimenti di alcun tipo, facendosi travolgere, inchiodata dalla crisi mondiale che,in breve sarebbe giunta a livelli paradossali. Oggi, anno 2009, pur essendo alla guida del paese un gruppo dirigente addestrato e preparato a tentare di arginare tanti dissesti, non si può pensare che ne veniamo fuori domani. Anche perché Berlusconi non è l'Arcangelo Gabriele, né il mago Rudinì che spezza le catene sott'acqua. E' un uomo come tanti, con i suoi pregi e i suoi difetti, sprovvisto di bacchetta magica, e non può fare miracoli. Ha già fatto e, molto, per arginare le cattive e torbide acque di questo paese in sfacelo,incanalarlo verso una più decente conduzione economico/sociale, ma non si può pensare di venirne a capo dall'oggi al domani. Troppe sono le cose non fatte, rinviate o eluse,  troppi i ritardi, le situazioni fuori controllo, la mancanza di regole certe, l'assoluta assenza delle pene sicure per chi delinque, troppi condoni, troppi errori, troppi lasciapassare per privilegi di casta, troppe baronìe, troppe contraddizioni nella vita delle persone comuni, c'è troppa concussione, troppo lassismo, troppi campi nomadi, troppa invasione del territorio per non pensare a una seconda Babele. Una sorta di tsumani ha colpito l'Italia in lungo e in largo stravolgendola. Ne ha fatto una terra di nessuno, una tendopoli di zingari, di extracomunitari di ogni razza e genia. Un'immigrazione senza regole e con il tratto caratteristico di pietismo peloso oltre ogni immaginazione ed equilibrio logico ha dilapidato sostanze indispensabili al mancato reddito delle famiglie comuni che non si vedono più rinnovare i contratti da decenni, anzi si assiste quotidianamente a licenziamenti o a grandi numeri di persone in cassaintegrazion: la disoccupazione e il precariato sono da capogiro. Un avanposto di deserto, ecco cose è diventata l'Italia di oggi, a causa dell'invadenza numerica dei nuovi barbari che distruggono, stuprano, rubano, violentano le donne, per rabbia e rancore verso coloro che il piede clandestino vede come terra di conquista, come la nuova Ellade. Raccapricciante vedere quanti stranieri illegali abitano la nostra penisola, quanti ladri, quanti delinquenti, quanti nomadi <stanziali> che non si integrano nel tessuto d'immigrazione, ma delinquono, liberamente coperti dal
buonismo ottuso e a buon mercato di una certa classe politica che ha fatto il suo vessillo di lotta nella politica immigratoria e ci ha stesi a terra tutti, creando un clima di accattonaggio e di molestia in ogni angolo d'Italia.
L'Italia di oggi è divenuta un colabrodo, il ventre molle dell'occidente e di ogni clandestino straniero che, considerate le circostanze vantaggiose del codice giurisdizionale che non punisce, anzi, offre il fianco e tutta la comprensione ai disadattati che si vedono offrire su un piatto d'argento l'immunità, da certa politica. Così si svuotano le carceri dei loro paesi e si riversano a fiumi nei nostri territori, facendola da padroni. Ma non è ancora questa la causa del dominio e dell'invasione barbarica. Vi è una
faglia ben più invisibile dalla sperequazione fra classi forti e classi deboli, fra ricchi e potenti, fra maggiorenti e poveri derelitti. La ricchezza ha fatto l'uomo d'Italia un potente per antonomasia. E il potente si permette di attraversare la miseria di striscio, senza sporcarsi, né restare minimamente intaccato, invischiato. Come uno che in mare, attraversa a grandi bracciate l'acqua torbida e inquinata, allo stesso modo, il potente si sottrae all'onda mefitica della miseria, attraversandola nei suoi enormi macchinoni, col finestrino brunito e l'autista al volante, sussurrandogli : "fai in fretta non voglio sporcarmi l'automobile". Il lerciume di fuori potrebbe contaminarlo e avvelenarlo. Io, giornalista di strada, amo andare a zonzo per osservare più da vicino fatti e misfatti, ebbene, mi sono trovata a Roma in quartieri residenziali, dove il lustro e il lusso delle classi abbienti fa venire i brividi, se paragonati ai bassifondi della città, che però non sono all'altro capo del mondo, sono lì, a due passi dai Parioli, da Trastevere, dal Prenestino, a due passi dal Vaticano. Intere zone degradate e sommerse dal pattume, macchine che scorrono veloci senza badare all'umanità che gli alita al fianco, senza vedere chi soffre, chi delinque, chi muore di degrado sociale e morale. Ogni individuo sembra correre verso la sua fine, verso il proprio destino di solitudine e di alienazione.
E non è un gran bello spettacolo vedere lunghe strade senza un abitante,solo extracomunitari in fuga, corrono come topi per non farsi acciuffare, escono dalle tane per arraffare cibo e tornare nel loro habitat invaso da un degrado inammissibile per un paese civile. Si vedono solo portoni sbarrati, scrostati dal tempo, dall'incuria, dall'abbandono e dalla miseria più totali. Lontano solo cento metri palazzoni, attici per politici messi momentaneamente in panchina, in attesa di un trionfale rientro in Parlamento, costoro non vanno mai in quiescenza sono tutta la vita indispensabili!!! perciò mantengono, lo status quo, lo status simbolo dell'antico tenore e splendore immutati: piscine all'interno delle loro lussuose ville,di attici enormi di parecchie metrature, fantomatici allarmi che valgono migliaia e miglaia di euro solo per l'istallazione. Mi chiedo come si farà a modificare un assetto esistenziale così disparato, così scombinato, irriverente verso chi soffre e ha bisogno di un minimo di assistenza per vivere, con un alloggio abitativo sulla testa, o una minestra calda per sopravvivere alle fatiche della povertà. Perché sapete? essere poveri è una fatica immane, una sorta di castigo che però, (ne sono convinta) non è mandato da Dio, ma dai propri simili, che attuando l'ingiustizia e un potere illogico, amorale e blasfemo impongono ai più diseredati, ai deboli, agli esclusi una forza distruttrice tale che essi non hanno più energia per combattere, per ribaltare il loro destino di vita e la loro situazione di uomini liberi sì, ma resi schiavi dal cattivo funzionamento della giustizia, per l'imbarbarimento dei costumi per il cattivo funzionamento sociale e l'assenza di equilibri coscienziali, oltre che dall'inefficienza della classe politica.
Il grande impero romano è ridotto a brandelli. Roma capitale d'Italia è un grande bordello di arrampicatori, di usurpatori, di vili e irresponsabili che mettono a frutto soltanto il loro tornaconto meschino e irrefrenabile, fatto di sotterfugi e di malaffare.
 
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