a cura di Ninnj Di Stefano Busà
CORRADO CALABRO'
Nato a Reggio Calabria 13 gennaio 1935. Giurista. Poeta. Scrittore. È una figura di spicco nel diorama giuridico/letterario di oggi. Da gennaio 2011 presidente dell’Euro-Mediterranean Regulators Group, associazione di 20 Paesi rappresentati dalle rispettive Autorità di vigilanza del settore delle telecomunicazioni.
Presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (2005-2012). È entrato a far parte del Consiglio di Stato e vi ha svolto gran parte della sua carriera tra toga e politica. Nel 2001, alla presidenza del Tar del Lazio. Ma Calabrò è quel che si dice personalità eclettica, poliedrica, che non si può racchiudere in poche definizioni: “la poesia è l’attività più appassionante che io conosca” ama dire, e sentire questa affermazione da un uomo di legge come lui (allarga il cuore). Attraverso i suoi continui contatti in vari paesi del mondo,
le sue poesie sono state tradotte in sedici lingue. Ha al suo attivo un romanzo: Ricorda di dimenticarla, (1999). Ultima pubblicazione: Mi manca il mare (Genesi 2013).
Il tempo si raggruma
Sei qui:
non si dibatte più, mosca impazzita,
nella rete delle ore la tua assenza.
Sei qui:
non pialla più il cervello
la tua attesa.
Sei qui:
il tempo si raggruma,
lo spazio prende corpo in questo evento.
Incontro rovesciato
Ho incrociato stanotte, rientrando,
i piccoli fari furtivi
degli occhi di un gatto.
| Mi manca il mare | Toda mujer es del primero que sabe soñarla. (Charles Chincholle) |
Se non sognassi non avrei un passato
Non appartiene al navigante il mare
che ha solcato
Non trattiene chi nuota
altro che il sogno
del mare che ha abbracciato.
Corrado Calabrò