Trattasi di blog a carattere culinario che raccoglie migliaia di ricette di cucina
Non sappiamo
La notte ha occhi seducenti,
dal sogno evoca l’oro di memorie,
si fanno lente come clessidre vuote
all’ombra delle attese,
alzano vessilli d’alba, reti di dolore,
sfilano come lame sul velluto
le giostre colorate dalla luce,
preparano il giorno al sangue già versato,
agl’immemori presagi della resa.
Sarà ancora dubbio questa disarmonia
di canti? Artiglio delle favole incompiute
scioglie la nera uniformità notturna.
Ogni silenzio è guado in mare alto,
vena di attracco lungo il bordo scuro,
riarso dei ricordi.
E non vorremmo migrare in altri luoghi
che quelli di un cielo di cobalto.
Uccelli migratori ora smarriti
non sappiamo chi ci salverà.
Acque chete
Come acque chete
che accarezzano scafi, accelera
l’aprile al litorale, fiati di brezza,
promesse di equinozi attendono
il sogno dell’estate, ignara
dentro il fittume di ferite, anela
l’erba a rinfittire il verde sui muretti
sui dossi e sugli anfratti.
E ci spingiamo al largo dalla secca,
dai canali melmosi, al lampo azzurro,
al porto più sicuro come velieri
salpati al vento di bolina.
Terra che si sfalda ereditammo
e oro che la ciurma inabissa
al suo naufragio. E giungemmo
al lampo delle stelle con audaci pensieri,
a sfogliare giorni lievi, parole
che precedono il canto dell’addio,
forse il perdono o la dimenticanza,
senza voltarsi indietro.
Labririnto
Un labirinto di franta luce,
un sogno aggrumato, precipitato
dal lungo sonno, lasciato a fiammeggiare
dentro il suo tormento, ossidato
come lanterna abbandonata
all’irrisolto abbraccio della luna.
Eppure inventeremo un nuovo giorno,
un’alba di rinnovato stupore
al sole d’innocenza.
La luce è incorruttibile stasera,
inventa nuove favole, sgrana rosari
e fiori abbandonati.