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SCIENZA, FILOSOFIA E TEOLOGIA SONO LE COMPONENTI DELL’INTELLETTO UMANO
a cura di Ninnj Di Stefano Busà
A formare una concatenazione indissolubile per l’esperienza degli umani si fa carico una triade che interpreta e indaga sulle fenomenologie, le teoresi, i princìpi metodologici relativi alle indagini sensorie e sperimentali dell’individuo.
Scienza, allora, è l’indagine speculativa volta a individuare, definire, riconoscere, capire e interpretare la realtà che ci circonda, i suoi diversi aspetti gnoseologici e tutte le conoscenze che attengono alla forma materica, che in forza della sua progenitura, dai primordi del “caos”, tende alla fase sperimentale per definire il mondo che ci circonda.
Filosofia è intesa la ricerca delle verità essenziali dell’essere, dei princìpi e delle ragioni di ogni manifestazione umana.
In sintesi potrebbe intendersi la riflessione per tutto ciò che la scienza indaga, scopre, elabora, conferma o dissente dal tirocinio della sfera materiale per essere <principio> intellettuale, teoria anche sperimentale dell’intelletto “cogente”.
Teologia viene definita la scienza di Dio, la cristologia come studio della materia delle cose divine che si orienta sui principi trascendenti tramandati dalle Sacre Scritture e dalla Bibbia, di cui il cattolicesimo si fa interprete e promotore.
Bisogna qui chiarire che, malgrado una disciplina sia inerente o collegata all’altra e tutte fanno capo al genere umano, non sempre scienza, filosofia e teologia sono andate d’accordo. Vengono riportate dalla storia gravi conflittualità tra scienziati, teologi e filosofi, quale frutto amaro di un procedere cieco, della caparbietà e superbia che alberga nell’uomo in quanto portatore di ostinati preconcetti che offuscano le menti e avvelenano gli animi.
Sta proprio nel cristianesimo l’incontro tra trascendente e fede nella verità, tra il qui e l’oltre. Dunque occorre rompere il silenzio, la cortina nebbiosa sulla potenza dei segni, dei simboli, non essere temerari né tremabondi, di fronte alla potenza divina, ma acconsentire a tradurre le teumaturgie,
le scoperte che provengono dal rigore intellettuale senza respingimenti, con la mente sgombra rispetto all’onnipotenza e mettendo in atto un piano di custodia dei principi della fede.
Le tre esperienza possono e debbono confluire nella storia come interpretazione di conoscenze, segno e riscatto di plurime angolature atte a precostituire il tessuto della conoscenza, ma tra discipline che si integrano tra loro lealmente e cristianamente, ma anche laicamente scavando ai limiti di ogni realtà, col bulino della saggezza e dell’intelligenza, con rigore e onestà intellettuale, rispetto all’unica verità possibile.