di Ninnj Di Stefano Busà
La sfida educativa di questo fine secolo e dell'inizio del nuovo millennio ci porta a decifrare attraverso coraggiose prese di posizione e contrasti, la vera ragione di un ravvedimento, che deve essere fatto alla luce di sempre nuove e inconcilibili ragioni di declino che ha subito la nostra società in questi ultimi decenni.Ci attendiamo un mondo migliore, ma quando e da chi? se singolarmente non sappiamo prendere iniziative per modificarlo, per attutire il male? per riprendere in mano il timone che sembra impazzito. Andiamo sempre più localizzando i punti di rottura, le faglie del malessere si allargano ogni giorno di più, il nostro canto del cigno si è fatto stringente, straziante, ora occorre cambiare.
Non si può permettere al mondo globalizzato di perdere i punti cardinali: la bussola impazzita muove verso un moto irriversibile di navigazione, conduce direttamente al baratro, perché lo sfacelo che si è venuto a creare subisce un deterioramento sempre più verso la decadenza e la fine certa.Alternativamente ci lasciamo prendere la mano da facili ottimismi, entusiami (sì, siamo convinti di essere in grado di gestire la peste del secolo: - Il dio denaro - la pessima condotta dell'umanità nei confronti di beni sempre più materiali non si fa scrupolo di frenate, crediamo di arrestarla in ogni momento la catabasi).Non è così,alla passività rassegnata, subentra la disperante attesa della rinascita. Come esseri umani siamo incapaci di accettare le lente maturazioni: esse si presentano ai nostri occhi ormai rischiose, fallaci, non in grado di salvarci. L'impazienza del <tutto e immediato> dà il senso dell'angoscia, del perturbamento in atto. Niente è semplice e facile. La vita non è un gioco di biglie: Sempre più desolanti e inquietanti diventano i sogni: Nella storia dell'umanità e della cultura, avviene <un punto di non ritorno> una rottura inconciliabile (nessun filo di sutura è in grado di reggere, di rammendare, in quel preciso momento in cui vi è la necessità impellente di depurarsi dalle scorie, dai veleni, e dal male incamerati da troppo tempo nelle coscienze, c'è una verità che si nasconde ai nostri occhi. se riusciamo a vedere, a intuire che vi è altra strada alternativa, riusciremo a sconfiggere le tenebre e uscire alla Luce:una sorta di eutanasia del male, prima della grave perdita,va fatta. Il tentativo di recupero diventa sempre più impellente e necessario. L'azione educativa è d'obbligo prima del grande bang che vedrà la rinascenza o la fine di tutto. Noi dobbiamo operare per tentare di rattoppare gli strappi, sopperire alle necessità dell'uomo, aiutare l'ottimismo a venir fuori per spingere l'umanità al discernimento. E' allora che la pietà cristiana si fa educativa, in grado di leggere nei cuori l'immediatezza dello spirito che reclama a gran voce: pulizia, ordine,raziocinio, discernimento, ricerca della verità e della dignità umane per la pratica del Bene daranno all'individuo l'intelligenza ultima che gli servirà per affrontare quella sfida che l'intera umanità attende?