Trattasi di blog a carattere culinario che raccoglie migliaia di ricette di cucina
di (Ninnj Di Stefano Busà)
La società di oggi manca del suo obiettivo principale: la sicurezza all'interno dei nuclei, dei ruoli, dei problemi individuali e collettivi, manca di una vita serena e fiduciosa, manca all'offerta dei beni primari ed essenziali che sono alla base dell'individuo che tenta di realizzare se stesso, i propri sogni, le proprie attitudini e capacità lavorative, organizzative, di dignità e di libertà.
Vi è un'accelerazione inquietante nella nostra vita di tutti i giorni, che rapresenta la corsa verso il baratro e in cui manca quasi del tutto la felicità, la serenità, la sicurezza del proprio mondo, la promessa e la premessa di un futuro migliore per tutti.
La comunità resta assente da un ruolo primario che è di fondamentale importanza per il vivere civile, la sicurezza, l'esistenza che invece di aumentare, di giorno in giorno, si fanno sempre più lontani e avulsi da noi.
L'insicurezza cui questo mondo ci spinge è dovuta a delle ragioni profonde e pervicacemente determinate dallo status socio/economico dell'uomo moderno, incapace di restituirsi quella comunità scomparsa che faceva la differenza.
Il mondo moderno si è andato sempre più orientando al libertarismo sfrenato e all'ansia di successo, di ricchezza, di autoaffermazione privatistica, di narcisismo andando a schiantarsi contro un muro di conquiste non precisamente nobili che mancano delle reali condizioni per una vita serena.
Non vi sono presupposti che facciano sperare la correzione di rotta a breve scadenza, perché la società dei consumi è andata peggiorando a tal punto da restare intrappolata dentro la rete da lei stessa creata.
Il male oscuro resta però legato alla solitudine e all'insufficiente dignità dell'essere, nonché della mancata presa di coscienza che ogni uomo induce a se stesso . Trattasi qui, di solitudine egocentrica del proprio io individualistico che arreca un danno continuo alla collettività. In questo periodo di grandi sconvolgimenti la comunità che manca è quella asservita al buon senso e alla logica. Oggi, quella stessa comunità smarrita e deviata, attratta dai privilegi e dall'uso ad ogni costo di beni effimeri, accelerata e distruttiva ha ingenerato il malessere e il caos, e non è più quella misurata, rivolta alle sfide e al progresso di tutti, che non consumi il proprio individuale egoismo e le proprie risorse spirituali e morali a favore solo di se medesima.
Di fatto, la società presente è andata a sostituire quella passata in tutte le categorie imperative del pessimo vivere cristiano, facendo suo il vessillo inquietante nella corsa verso la supremazia del proprio edonistico profitto: senza ritegno, senza riserva mentale, senza interrogativi di coscienza, direzionandosi a creare ricchezza e finanza "solitaria", (s'intenda per pochi adepti) avulsa dalla morale, circoscritta al proprio status di diritto, senza ripensamenti o interventi per l'altrui.
L'egocentrismo, l'egoismo, il libertarismo sfrenati, l'isolamento, la noia, la solitudine, il disperato bisogno di imporre l'ego al centro dell'universo hanno creato l'ingorgo, apportato lo sconvolgimento degli esseri umani che hanno seguito lo "tzunami" dell'accelerazione distruttiva dei beni valoriali, rimuovendo quasi del tutto la compassione cristiana. La solitudine, il malessere conseguenti alla perdita della morale e della dignità hanno provocato una lacerazione socio/culturale difficilmente risanabile. L'uomo di oggi tenterà sempre più di seguire il suo istinto nel voler perseguire il suo piccolo mondo meschino, il suo benessere e l'utile così tenati, cemente perseguiti, faticosamente conquistati, mettendo da parte le remore morali, a discapito del vicino, del suo simile, del fratello. Le analisi portano tutte verso la stessa direzione: la comunità di oggi non è in grado di assolvere i doveri di liberalizazione, di associazionismo, di flessibilità, di competitivo raffronto con una società che misura i suoi privatistici interessi sulla base della ricchezza e del denaro accumulati. In realtà, credo non ci si accorga neppure di essere andati fuori rotta e che la salvezza individuale racchiuda e accomuni in sé tutti gli altri problemi, trascinandoli verso il basso. In tal modo, con un sistema così mercificatorio e inconcludente la nostra conquista di uomini liberi diventa sempre più complicata e sfuggente. Il genere umano dovrebbe, probabilmente, capire meglio chi e che cosa ha provocato la frattura.
Il ripiegarci sul "benessere"e sull'utile immediato" non sono le premesse migliori del vivere e dell'essere felici, perché tentano di annullare le risorse e le capacità del singolo senza favorire in nessun modo la capacità collettiva di superare gli ostacoli che ci attanagliano. In "molti" si fa la storia, il singolo fa solo la sua vicenda privata e mette il filo spinato intorno al cuore perché nulla possa penetrarlo. Vi è la regia di pensatori occulti che manipolano e fanno leva sulla nostra autodeterminazione e bisogno di felicità, di libertà, di benessere, in poche parole fanno leva sui nostri primordiali bisogni. Ma il nostro essere felici e liberi finisce dove inizia il dolore e la lacerazione, l'infelicità altrui.
Si è felici fino a quando padroneggi e gestisci la tua innocente visione di libertà, senza schizofrenia, senza eccessi, senza intaccare soprattutto le finalità che sono alla base del vivere di tutti. Nessuno oggi vuole sentirsi condizionato, dipendente da qualcuno o da qualcosa. Ma proprio questi eccessi di libertarismo portano direttamente al deserto della coscienza e della dignità del concetto morale. La nostra generazione è fragile, disinibita e manipolabile, è sterile, inconcludente e scalda sogni di gloria tentando di scalare vette inaccessibili, ma viene ingannata dai lustrini abbaglianti e dagli scintillii di un mondo paganizzato, istruito al fine del falso e della ricerca ingannevole dell'identità e felicità ad ogni costo. Ma pensiamo di essere intellettualmente a posto organizzando la nostra vita alle tentazioni <dell'oggi e subito>, senza progetti nel futuro? Tutto è camuffato e proditorio, risponde ad una certa legge privatistica, che esclude gli altri.
Le strategie e gli inganni sono innumerevoli: si va dalla persuasione occulta, al gioco sottile delle perversioni e corruzioni paludate da vocazioni apparentemente lecite, ma in realtà molto narcististiche, che non intervengono positivamente nella vita spirituale, ma la escludono e la superano in un richiamo patologico e in un desiderio ammalato dell'intero sistema esistenziale.
La lotta per emergere, per autodeterminarsi, per arrivare in alto, sempre più in alto ha frenato la pietà, ha eluso la compassione, ci ha reso tutti meno ricchi dentro; ha assecondato veri e propri sconvolgimenti nel proprio essere, andando a colpire quelle intuizioni "buone", chiamiamole così, del pensiero che ancora restano sane. Lo smarrimento e il disagio diventano sempre un coinvolgimento di significati interni a noi, che vengono manomessi a scopi non del tutto generosi e altruistici.
Per la contemporaneità che sta vivendo un'epoca di disvalori e virtù la parola "comunità" riferita al tempo passato, non certo a quella smarrita di oggi, si trasferisce in un limbo dove la diffidenza e l'indifferenza sono bandite dal progetto di un sano vivere civile. In ogni caso, a mio parere, il bandolo del problema di oggi è la fiducia: l'ottimismo e la felicità che andiamo disperatamente cercando, senza accorgerci che sta vicino a noi, più di quanto sospettiamo, e che è proprio la mancanza "dell'altrui" a determinare e rendere palpabili e inquietanti: l'insicurezza, l'odio, il razzismo, la prevaricazione.
Tutto ciò che noi tutti bandiamo dalla nostra vita perché ci fa da ostacolo all'arrogante presupponenza, ci potrebbe dare, la solidarietà, la ragione stessa di credere di più in noi stessi e nel bisogno spirituale che ci rende uomini liberi, e perché no, forse un pò più felici.