Trattasi di blog a carattere culinario che raccoglie migliaia di ricette di cucina
a Ninnj Di Stefano
Una cosa appare di fondamentale importanza, a sfide globali bisogna dare soluzioni globali. Non vi saranno più orticelli privati da salvaguardare, ma obiettivi comuni che diano risposte sicure e affrontino misure globalizzate, per risolvere le numerose problematiche di proporzioni planetarie.
I Potenti della terra e i Paesi più sviluppati sono d'accordo su un punto:
la svolta è epocale e le decisioni devono essere nell'ordine condivise e accettate a livello internazionale e mondiale.
Il futuro del pianeta, le sorti dell'umanità stanno appesi ad un filo che ne deciderà le sorti e ne decreterà la svolta, l'utilizzo delle risorse, e le condizioni di vita sulla terra.
Idee e proposte devono scaturire da una valutazione complessiva e intelligente che tenga conto delle esigenze, dei bisogni e delle misure che possano influenzare e interagire con le categorie del sistema mondiale, modificandone gli assetti e le direzioni.
Il primo problema in assoluto è quello di riequilibrare e superare la crisi economico/finanziaria che ha investito in modo repentino e catastrofico il mondo moderno industrializzato, e stroncato il concetto di Capitalismo selvaggio all'interno del sistema fruibile delle risorse umane. L'intero meccanismo e i criteri valutativi di oggi rischiano di saltare, di essere spiazzati da una forma di economia di mercato senza regole, pronta a colpire le categorie deboli, messa a punto dagli investimenti irriducibili, sfrontati, di una speculazione amorale, che annaspa fra le rovine di manipolazioni finanziarie portate all'aberrazione del culto del denaro facile, inquinato (vedere i Colossi Bancari di mezzo mondo, che hanno rischiato la catastrofe planetaria). Se non si corre subito ai ripari condividendo nuove leggi e riconvertendo regolamenti vecchi di cento anni, l'umanità viene messa a prova di estinzione e di catastrofiche carestie, guerre e miserie del tutto imprevedibili.
Le normative devono essere approvate e condivise da un piano comune di difesa che oltre ad avere a cuore le sorti dell'intera umanità, possa affrontare nell'immediato le stategie da usare per la sorveglianza degli apparati sensibili, all'etica e alla morale. L'incontro del G8 previsto a giorni, dovrà cimentarsi con le insidie e le frodi internazionali, con le sofisticazioni alimentari, le interferenze fra stati ricchi e indigenti del pianeta, allo scopo di evitare gli stessi errori.
Le sfide sono tante e diversificate fra loro:
abbattere il terrorismo che è risultato l'arma più pericolosa per la sopravvivenza pacifica dei popoli.
Si deve far fronte comune ai cambiamenti climatici, introducendo normative sui sistemi di deforestazione che, da sola, è responsabile del 30 per cento delle emissioni dei gas e prodotti inquinanti che causano il riscaldamento mondiale, provocando il buco nell'ozono e con esso i cataclismi e gli sconvolgimenti ambientali anche della fauna e della flora.
Verrebbero drasticamente meno le risorse alimentari, a fronte di un aumento della popolazione mondiale che risulterebbe nettamente superiore alle sue effettive capacità di fronteggiarle. Fermare l'attenzione sul rinnovamento dell'energia pulita, alternativa al prodotto petrolifero che fomenta e istruisce le speculazioni sull'oro nero, allo scopo di defiscalizzare e rendere meno dipendenti i paesi non produttori .
Risolvere la questione mediorientale fra la Palestina e lo Stato ebraico.
Occorre un protocollo giuridico che liberi la donna dallo stato di subordinazione e di schiavitù da leggi arcaiche degli stati-canaglia che infibulano ancora le donne e le tengono ingabbiate come fiere allo zoo, attraverso l'onta e il sopruso di un maschilismo esaltato, portato alla sua estrema logica di sopraffazione, protetto dalla shiaria, che le priva di ogni dignità e dei più elementari diritti umani, mettendo a tacere ogni minimo segno di riformismo e di risorse umane, relegandole al ruolo di sottosviluppo e di declassificazione oltre che ad escluderle intellettualmente, tenendole lontane da ogni forma di culturalismo e di risorse umane.
Il pianeta ha bisogno di riforme, di fattori comuni d'intesa che abbiano lo scopo di valorizzare la persona umana, evidenziandone, semmai, la ragione organica e biologica della marcia in più che contraddistingue il genere femminile. Le donne infatti possiedono l'intuizione formidabile dell'intelletto in grado di capire i limiti delle condizioni umane, oltre ogni immaginazione, di fissare obiettivi sicuri, progetti di avanzamento e di lavori interattivi che mostrano, in tutto o in parte, la loro condizione di esseri pensanti e raziocinanti.
Ma del resto l'uomo non è stato generato dalla donna? come può, dunque, farsi suo padrone e carnefice?
Sta alla donna trovare la giusta misura per vivergli accanto, esercitando il giusto equilibrio fra i due sessi, istruendo uno stile di comportamento adeguato, rigoroso e protettivo, fatto di umanità e di illuminanti progetti futuri. La donna moderna è in grado ormai di provvedere a se stessa, non ha la tendenza a sottomettere l'uomo, perché non vuole accanto a sè un burattino prono ai suoi voleri. Si dia forma ad una possibile mediazione, perché la donna abbia il rispetto che merita, in seno alla comunità che è fatta di entrambi i sessi, affinchè anch'essa possa godere dei diritti umani e giuridici di tutti i paesi civili, affinché anche in quelle aree di sottosviluppo e di oppressione vi sia la possibilità di valutare il quoziente intellettivo della donna, capace di grandi slanci e di grandi traguardi per il buon esito dell'umanità che è stata calpestata troppo ingiustamente da una genia di uomini che dimostrano ancora una volta la limitatezza del loro sviluppo cerebrale, infliggendo alle condizioni femminili tutta la durezza e la sopraffazione di un primordiale status di schiavitù, non più sostenibile per un mondo globale che può intravedere nella donna la svolta epocale, con una possibile riforma sistemica dell'umanità, nel programmare una vita migliore, meno gravida di nefandezze e più illuminata dalla luce dell'intelligenza.