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Trattasi di blog a carattere culinario che raccoglie migliaia di ricette di cucina

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Il mondo è cambiato

di Ninnj Di Stefano Busà

Il mondo di oggi non è quel che si dice di latte e miele, non lo è mai stato, ma in verità oggi ha assunto le caratteristiche di una disgregazione e di un dissesto che diventano sempre più inquietanti per il buon andamento della società in cui viviamo. Non vi è dubbio che ancora in molti paesi persistano forme di segregazione razziale, di privazione dei diritti umani, di sacche diffuse di vero imbarbarimento che attuano forme di prostituzione, di commercializzazione di organi, di pedofilia, di droghe pesanti, di distruzioni di massa, sfruttamento del lavoro minorile, di tirannìa, di violenza e sopraffazione d'ogni genere.
Il mondo è divenuto piccolo, si sono ristretti i suoi confini con le scoperte della medicina moderna, con gli interventi chirurgici a cuore aperto, con i trapianti di reni, di fegato e gli esperimenti di laboratorio per individuare cure appropriate quasi ad ogni malanno, la vita dell'uomo medio si è allungata di circa quindici anni per le donne e di dieci per gli uomini. Ciò, però non deve intendersi come qualità di vita, o soluzione ideale per ogni male, perché, purtroppo, e malgrado tutto il Male inteso nel senso profondo di ogni più sordido maleficio non è stato estirpato.
Si può dire che l'individuo ha fatto il salto di qualità, divenendo più raffinato e subdolo nel suo maleficio, nel suo apparente dissidio e contraddizione in ambito esistenziale si è creato un cerchio intorno e vi guazza nella più bieca indifferenza, nella più sordida e inguaribile esigenza di stare al centro dell'universo, lui solo, escludendo gli altri, ragione questa che gli ha affinato i sensi, inebriandolo di un'esaltazione egocentrica che lo proietta in una ragione profonda dell'io devastando in lui ogni forma di ragionevolezza, di logica, di equilibri.
L'uomo di oggi non è più inserito in una comunità che lo rende avulso da rischi, da pantagruelici appetiti, da pericoli di ogni genere, perchè ha acquisito la spericolatezza come categoria primaria del vivere e la spregiudicatezza come fondamento di ogni azione. L'uomo è rimasto...homini lupus, con quel marchio di cavernicolo che lo contraddistingue anche nel ventesimo secolo, come ai primordi.
Se possibile la sua barbarie si è trasformata in ulteriore e più raffinato accerchiamento, e in un isolamento più globalizzato che lo rende inquieto e smarrito, poiché gli mostra  la necessità di elaborare ogni giorno un piano diverso di comportamento e di soddisfacimento dei suoi bisogni egoistici che lo rendono immune da ogni sentimento, da ogni slancio di cuore.
La virtù del saggio sembra essere annebbiata da un senso di frustrazione e di anarchia totali all'interno di un equilibrio instabile che lo fa cosmopolita in un mondo che non lo riconosce, gli è estraneo, lo usa come soggetto di scambio fra se medesimo e la sua corrotta disciplina morale lo conducendolo ad una squalifica e ad una alienazione del subconscio. Di quei progetti che tanto rendevano la vita più vivibile e serena non vi è neppure l'ombra, ogni proposito di vita è inficiato da un senso d'inutilità, di riduttività che è l'anticamera della morte. Così, se prima l'atteggiamento di fronte al pericolo era limitato nel tempo/spazio di una ventina d'anni, oggi con i rischi e le follie centuplicate, globalizzate, l'assillo ha una durata maggiore, si innesca con la velocità della luce e serpeggia un'inquietudine che è invadente  per le sorti dell'umanità segnate dal più cupo pessimismo, rivolte ad avvalorare e perseguire fantasmatici domini di satana che portano direttamente all'inferno.
Le sorti dell'umanità sono cambiate e hanno abbandonato le remore morali quasi del tutto, andandosi a scontrare con quella determinatezza sconsiderata e senza inibizioni, esibizionista e libertaria di una furbizia fuori misura. Ciò che prima si otteneva con la volontà, il sacrificio e l'impegno oggi sembra elargito da una capacità subdola di surrogare la vita con l'edulcorazione dei principi che regolano il funzionamento della stessa.
Non vi sono più regole che possano valere per arginare il fenomeno della brutalità, della scorrettezza, della mancanza di coscienza, di morale, di principi.
In un pianeta che ha assistito all'allargamento dei suoi confini geografici, passando da un continente all'altro in poche ore, con un'accelerazione tecnologica  a medio e lungo raggio nell'industria aerospaziale che consente in 20 ore di giungere in Australia, (coi boing di ultima generazione) a New York, e ancora in Cina, in Giappone, in Brasile. In  tempi ridottissimi si fa la trasvolata del globo.
L' uomo è piccolo davanti al suo Mistero, perciò lo sfida, lo manipola, lo altera, senza il dovuto rispetto per la vita, la natura, Dio. Fin qui abbiamo tentato una spiegazione possibile, ma quel che è certo è che la logica del vivere è entrata in tilt.  Non ha senso esibire una recrudescenza del male che deteriora i nostri propositi più umanizzanti, ma l'equilibrio si è spezzato, la civiltà ha cominciato a perdere colpi, incapace di drizzare il timone la nave fa acqua e rischia d'inabissarsi, se non intervengono fattori di riequilibrio e di indagine sui motivi che hanno generato la grave distorsione epocale.

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