Trattasi di blog a carattere culinario che raccoglie migliaia di ricette di cucina
di Ninnj Di Stefano Busà
In ogni opera umana, in ogni stralcio o frammento o abbozzo artistico, ci preme più di ogni altra cosa determinare due categorie importantissime dal punto di vista esegetico, esse sono nell'ordine il Criterio e la Forma. I due atteggiamenti con i quali tutti noi diamo l'approccio a qualsiasi valutazione artistica sono alla base di ogni nostro sentire in fatto di ottimizzazione del genere letterario, linguistico, pittorico, musicale etc.
Ogni fattore di esperienza artistico-culturale porta direttamente a valutare le caratteristiche di questi due fondamenti principali, dai quali poi si estrinsecano altri elementi valutativi che sono sempre in relazione alla competenza e alla reale progettazione e preparazione artistica di ognuno.
Prendiamo ad es. l'arte dela parola (il linguaggio) che è la nostra più intensa e avvertita competenza: vi può essere più o meno travisamento, più o meno intendimeto, il tutto, però, deve essere finalizzato ad ottenere esiti felici dall'espressione verbale (poesia), che s'intensifica con l'intensificarsi del linguismo, fa parte integrante di un iter artistico/culturale che ne delinea l'istanza. Questa espressione d'arte necessita di una preparazione adeguata, di un entroterra culturale che abbia avuto esperienze di lettura, di conoscenze, di competenze. Vi accennavo al Criterio e alla Forma perché entrambi sono il presupposto di chi si approccia alla creazione dell'opera d'Arte, e ne vuole individuare in profondità le caratteristiche peculiari, esprimerle nelle dovute linee, nelle risultanze massime di un confronto con la critica più diffidente e occhiuta, o più competente e autorevole..
Ogni esperienza in campo intellettuale o artistico necessita di un'adeguata disamina del fattore creativo: se ne determini l'intrinseco valore dell'opera (pittura, scultura, disegno) o dell'istanza intellettiva (lirica, narrativa, saggistica, critica, filosofica, etc. La verosimiglianza in arte è determinata dal concetto del Bello in assoluto, ma in epoche più moderne il concetto di Bello assoluto si è andato mano a mano trasformando fin quasi a divenire un Bello relativo.
Siamo pervenuti ad un sovvertimento di valori, ad un fraintendimento di gusti, di criteri valutativi che non hanno più la componente morale in Arte.
Oggi la società dei "valori commercializzabili" è andata affermando un genere diverso di accostamenti, la contaminatio è originata dalla prospettiva dell'utile, dal guadagno facile, dall'economia di mercato, dalla commercializzazione del Bene ai fini di una diffusione propagandistica dentro una finanza interscambiabile, subordinata ai diversi gradi dell'interesse più spicciolo e immediato, direttamente dipendente dall'oggetto d'arte. L'Arte sta a monte di una speculazione mercenaria che non ha nulla di eticamente perfetto. Niente avviene più per meritocrazia, neppure l'Arte che dovrebbe essere su un piano superiore a qualsiasi peculato o inquinamento. Il Criterio di valutazione e la Forma con i quali si viene affermando il concetto di Bellezza sono all'antitesi di quello che veniva enunciato ed enucleato come essenziale modello nei secoli passati.