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Trattasi di blog a carattere culinario che raccoglie migliaia di ricette di cucina

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L'AVARIZIA E' UNO DEI PEGGIORI DIFETTI DELL' UOMO

di Ninnj di Stefano Busà

Nella scala dei disvalori dell'uomo, quello dell'avarizia rappresenta una delle peggiori imperfezioni.
Custodire e proteggere il risparmio, perseguirlo ad ogni costo, rende la persona temibile e isolata dal punto di vista umano e sociale. Nessuno vuole avere rapporti di amicizia unilaterali, nessuno regge volentieri il peso di un tale comportamento, perché la prima reazione che si ha è di ostilità, di disistima, di risentimento e a volte di odio.
Ma se gli amici e conoscenti possono estrometterlo, isolarlo, allontanarlo dalla circolazione, per la famiglia che deve vivergli accanto, tutti i giorni, tutti i momenti diventa un inferno.
L'avaro non si limita a inquadrare il risparmio nei limiti della norma, si priva di tutto, si astien da qualsiasi spesa, vede in tutto un attentato al suo gruzzolo, che a volte, a dire il vero, è di solo pochi migliaia di euro, ma ciò lo fa sentire ricco, importante, agiato.
L'esistenza quotidiana con un tirchio diventa opprimente, deludente, privata da ogni luce, da ogni soddisfazione, da ogni ragionevole appagamento.
E' differente essere parsimoniosi che avari. Di fondamentale importanza sarebbe accorgersi di una tale imperfezione nel partner, quando non si è impiantata una famiglia, quando non si è dipendenti dalla sua fonte di guadagno, viceversa, il martirio è all'ordine del giorno e diventa delirante lo stillicidio che una persona siffatta riesce a incutere sull'andamento economico di tutti i componenti del nucleo familiare.
Tutti noi sappiamo bene che in famiglia si devono affrontare spese ordinarie e straordinarie, qualche volta è davvero un assillo reperire somme extra per riparare un tubo di scarico in bagno, un lavandino che perde, l'imbiancatura del salotto, le scarpe nuove della figlia che cresce e nota la differenza fra le compagne e la sua realtà mortificante, le rinunce alle quali è costretta.
 Perseguire un piccolo accumulo di denaro per utilizzarlo facendolo fruttare in Bot, in accrediti e investimenti postali per il pover'uomo diventa una irrefrenabile droga.
In tal modo non fa bene il mestiere di padre e di marito, ma in compenso si sente un agiatissimo "paperon dè paperoni".
L'infelicità raggiunge il massimo grado, quando c'è da affrontare spese supplementari per il matrimonio di un figlio, per la nascita di un nipotino, per ristrutturare la casa...
Oltre la misura decente della giusta ottica e del rispamio senza spreco, il difetto rappresenta per coloro che vivono accanto a un tale taccagno, il massacro più feroce moralmnte e psicologicamente.
Non si può pensare sempre entro l'orbita di una privazione assoluta, deludente.
La pitoccheria non ammette deroghe, diventa sordida e malata.
Se poi il coniuge ha la sfortuna di non lavorare, ogni centesimo deve passare attraverso il suo vaglio e deve ottenere il suo beneplacito.  Chi è tirchio finisce col rinunciare anche al minimo indispensabile, si priva di qualunque piacere della vita: tutti sappiamo quanto i piccoli piaceri addolciscano e mitigano l'asprezza del vivere. Rinunciare preventivamente e inesorabilmente a tutto, equivale nel tempo ad una galera a vita, significa impedire a chi ci vive accanto di condurre un'esistenza decente.  Rinunciare anche al minimo di questi piaceri può significare un perenne stato di scontentezza. di scarsità di  progetti, di pianificazioni, di progressi e miglioramenti della qualità della vita.
Chi ne soffre pecca di una carenza psicologica che lo induce ad aggiustare il tiro entro i termini di ogni azione tendente a spendere. Tale atteggiamento risulta paranoico e procrastinato nel tempo a fomentare disgusto, rancore, disagio.
L'avaro che chiameremo "svantaggiato psicologico" non ammette eccezioni alla sua ignobile e abietta meschinità. Come un cane che si morde la coda, gira attorno al denaro come un  drogato. Il denaro per l'avaro è una potentissima droga che lo avviluppa in un alone di privazioni inaudite. 
L'avaro è un drogato, appartiene a quella tipologia di persone che vivono nell'indigenza, pur di non intaccare quei pochi soldi accumulati con tanta disperazione.
Non dimentichiamo che stiamo parlando di un essere umano che non ha la visone completa di un paradigma esistenziale corretto.
L'essere  umano che ama il gruzzoletto più di ogni cosa al mondo è sordidamente irresponsabile di fronte al criterio di scelta di vita. Si muove e pensa all'insegna del divieto: "niente questo, niente quello, questo si può aggiustare, dell'altro si può fare a meno".
 E' patologicamente attaccato al denaro in maniera disdicevole, vuole vedere aumentare il suo risparmio, così disperatamente da non saperne più fare a meno.
Ma siccome non sono gli spiccioli né i risparmi di una paga, di un salario che fanno arricchire, la situazione diventa perennemente di artrito, fonte di discussioni e di rinunce.
L'indagine intorno a questo elemento che differisce dai comuni mortali è veramente disagevole, soprattutto per il fatto che il responsabile di un tale comportamento non se ne rende conto, Agisce da invasato, si devono contenere le spese, si deve rinunciare al cinema, ad un vestito nuovo, al parrucchiere, poichè crede che  il disavanzo può aprire voragini sul suo conto in banca, può polverizzare in un attimo tutte le risorse tanto ignominiosamente accumulate.
La tircheria è un disagio mentale che trova nell'equilibrio psicologico malato dell'indviduo il suo punto di forza: la sua coscienza non vigila lo spreco, persegue in maniera illogica tutte le condizioni patologiche del disturbo. Il suo carattere che si sarebbe dovuto sviluppare e maturare, rimane imbrigliato nelle spire di una patetica lamentazione, il suo ego risicato, arido, e difforme da ogni visione d'insieme, lo porta ad implodere in una caratterizzazione a livelli di psichiatria. L'individuo che ne soffre è fortemente disturbato da un continuo e assillante condizionamento delle sue finanze: la moglie gli prosciuga il conto in banca, i figli si ostinano a chiedere, chiedere, chiedere, il poveretto si sente perduto. Come farà ad accumulare? se tutti intorno a lui sembrano cani famelici pronti ad azzannare.
Non comprende "l'infelice" alcune situazioni che ne determinano il logoramento, e sono di capitale importanza per aderire ad un dato di fatto che è sorprendente, se solo se ne rendesse conto.
Per prima cosa, un elemento simile non si sarebbe dovuto sposare. Farsi una famiglia comporta delle regole, un dispendio delle poche risorse finanziarie, esige una dignità da salvaguardare, una formula di livello sociale da rispettare. Non si può andare come straccioni, rinunciare a tutto, per difendere le esigenze di un'esaltazione malata che vede nel denaro il fulcro della sua personalità distorta. Vi sarebbe molto da lavorare da parte dello psicologo o dello psichiatra, (per vedere a che livello agisce) e di conseguenza operare in tal senso, come si fa con la nevrastenia, con la manie ossessive, con le forme più o meno gravi di depressione, persecuzione, con la pedofilia, con la droga, con l'alcool. Ma questo può essere un argomento da trattare in altra occasione.
 

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