Trattasi di blog a carattere culinario che raccoglie migliaia di ricette di cucina
di Ninnj Di Stefano Busà
La Poesia riposa dove il subliminale attualizza e rende godibile il fascino dell'alfabetizzazione o la sacralità del linguaggio, il simbolismo di un paradigma che fa della parola il suo punto di forza, nella pienezza naturale e universale di un piano logico che la differenzia, distinguendosi da altre forme d'arte, proprio per il mistero che la ingloba e la orienta.
La parola si cala nelle sue latebre più oscure e ne riemerge purificata e monda da una forma che, se più propriamente non ci deriva dal sacro, può virtualmente intuire l'assoluto o essere nell'orbita di una rivelazione che li trascenda. La Poesia avverte infatti la sacralità della vita dentro una pienezza di emozioni, di suggestioni e di ispirazioni che dimorano e si compendiano in un sostrato di elementi e di riferimenti che si evincono dal sacro, dall'enigma, che consolida e rende fruibile l'universo visibile, oltre a quello invisibile che possediamo dentro, in forma di "intelligenza", di sublimità, di virtuale territorio della memoria che s'interpone tra noi e l'aldilà, intendo, oltre il reale quotidiano che ci schiaccia e si oppone alla nostra candidatura di esseri spirituali, di riferimenti conoscitivi di una cultura che ci eleva e ci nobilita interiormente.
Quando sento ventilare che la Poesia è morta o conduce ad un binario morto, mi pare di sentire quelle opprimenti profezie da mercati rionali, fra sordi e ciechi che si contendono la natura subliminale della trascendenza, attraverso un pregiudizio dettato solo dalla loro informe e ottusa banalità. Quando mai potrà morire la Poesia, se è l'uomo stesso a crearla, a volerla, a formularla in una interiorità pregressa che ne assorbe qualsiasi violenza, ne metabolizza ogni contrasto, ne sublima ogni linguaggio?
L'Informatica che, apparentemente ha soppiantato la spiritualità dell'individuo, nulla ha potuto fare contro la Poesia. Essa vivrà finché un solo uomo rimarrà sulla terra, guarderà la luce sempre più alta di una cometa che ci narrerà delle stelle, di un firmamento celeste; di cieli limpidi e di profezie miracolistiche, finché l'ultimo bimbo nascerà su questo pianeta.
Perché la Poesia è vita, è la vita stessa che conduce sui binari del sublime, della implicazione divina, della trascendenza e della metafisica. E' in buona sostanza l'elemento che ci chiama ad essere affrancati dal becerume ottuso e asfittico di un livello inferiore, per sacralizzare la parte più evoluta e significativa del nostro sentire.
Il territorio solcato dalla Poesia è un territorio sempre vergine, abdito ad accompagnare il rapimento e la visione del soprannaturale o del concetto stesso di universalità.
Nel mentre essere nell'universo può significare la nostra presenza in questo luogo, può anche manifestare la sfera del nostro miglior essere nel mondo attraverso la parola poetica.
Pure se sembra che il mondo rifiuti tout court la poesia e sia in preda a una follia individuale e collettiva tra le più aberranti, non vi è ombra di dubbio che la tesi del delirio sia da imputare anche alla Poesia, perché la Poesia è già di per sé delirio, esaltazione e potenza di un quid che non sappiamo da dove origina e dove ci porta. Noi non sappiamo nulla della Poesia. Ci pervade, viene e va, ci tormenta, ci sublima, ci esalta, ma non conosciamo neppure l'ombra della sua (ir)realtà che fa da contraltare alla nostra pochezza. E' ovvio che la mancanza di cultura impedisce i collegamenti giusti tra la Poesia e la vita di tutti i giorni, ma il motivo della sua recherche resta il fattore predisponente del suo privilegio, la ragione sine qua non della sua sconvolgente esemplarità a rivisitare con noi o senza di noi, l'amore del mondo, la libera interpretazione del viaggio che è in definitiva -la nostra avventura terrena-
L'esistenza ha necessità di essere interpretata attraverso il mito della Poesia, perché esprime la luce interiore che tocca il mondo e la lotta per caratterizzare e rendere vivibile e meno svilita la realtà del nostro esser(ci).
L'immaginario che recita la trasformazione dei concetti banali traducendoli in elevate immagini poetiche si scontra di frequente con le difficoltà ambientali del destinatario.
Questo sì, chi non la capisce e non è iniziato alla Poesia è tentato di rifiutarla, di eluderla, ma la Poesia resta comunque a sotlineare la natura stessa della scrittura che non è digressione da se stessa, ma forza maieutica, trasmessa attraverso un'ottica perfettibile della realtà.