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di Ninnj Di Stefano Busà
E' scattata con la nuova introduzione dello <Scudo Fiscale> la possibilità di regolarizzare la situazione con le Imposte Italiane, onde dare l'opportunità del rientro a capitali nazionali trasferiti all'Estero, per sottrarli al controllo del Fisco.
Ma mentre la Maggioranza del Parlamento ritiene che, varare una legge per sanare ogni irregolarità sia il modo interlocutorio di un rientro senza morti e feriti, la sinistra ancora una volta si scaglia contro questa cifra a loro rimarchevole di oltre 10mila euro, indebitamente sottratti, per essere deviati in paradisi fiscali consenzienti, mostrando in tal modo di perseguire più l'assillo per la punizione da apporre all'inadempimento di carattere etico. E la frode? chi la pagherebbe ? ancora una volta tutti gli Italiani?
Per la sinistra e il Pd, infatti, una tale scelta da parte del Parlamento, rappresenta un condono rivolto a salvaguardare i furbetti del quartiere, gli arrampicatori sociali alla Ricucci, alla maniera dei Coppola, che oggi dopo il varo della nuova legge, sono in grado di rimpatriare beni e capitali patrimoniali nuovamente in patria, concretizzando l'ipotesi di pulire (come si dice) il denaro sporco e farlo fruttare nuovamente come fondo monetario senza pagare lo scotto.
Certamente, la nuova legge varata in questi giorni, rappresenta la misura straordinaria e l'opportunità per tutti coloro che possiedono ingenti sostanze non dichiarate, di far rientrare nel giro fiumi di denaro, senza andare a cozzare con sanzioni salatissime, ma allo stesso tempo, bisogna riconoscere che la sanatoria mette in moto risorse finanziarie e liquidità monetarie che, verosimilmente, a sentire le ipotesi della Maggioranza e soprattutto del Presidente del Consiglio e di Tremonti, aprono a opportunità davvero interessanti: di investimenti e di coperture economiche, di risorse, soprattutto in un momento così problematico per l'economia nazionale, in un momento d'impoverimento e di disoccupazione, di mobilità dei lavoratori e di cassaintegrazione, con chiusura di stabilimenti, di fabbriche, etc, il rientro dei liquidi nel nostro paese rappresenta una boccata di ossigeno.
Bisogna ammettere che la sanatoria prevede, in misura maggiore rispetto al passato, il rientro dei capitali con "moratoria", ma introducendo l'articolo di protocollo che prevede per patrimoni occultati in paradisi fiscali il rischio di pagare pesanti conseguenze ora, come in futuro. Dunque non è una legge per salvaguardare i ricchi e i furbi benestanti, ma per stornare all'origine e regolarizzare capitali ingenti che, possono permettere di cogliere nuove coperture economiche, nuove possibilità di crescita e di sviluppo, farci sopravvivere, insomma, e superare la crisi, in un contesto di investimenti che langue e si fa sempre più avaro di risorse da parte delle stesse banche che non stanno concedendo prestiti alle imprese, e sono riluttanti e recidive verso quel meccanismo di liquidità che, consentirebbe un respiro alle varie forme di commercializzazione per una provvida ripresa dell'indotto industriale, del piccolo consumo all'ingrosso, per il recupero salariale e la messa in sicurezza del risparmio delle famiglie, dei lavoratori disoccupati.
Lo Scudo punta soprattutto a far rientrare, sì, i capitali dirottati verso altre destinazioni più consenzienti di parcheggio, ma è anche un'opportunità di riscrivere la storia delle fughe fin dal principio. E' più che ovvio che questi nominativi che verranno sanzionati, resteranno agli archivi delle Imposte come dire segnati, la loro bravata sarà più soggetta e sottoposta a controlli più precisi. Dunque, se dopo la sanatoria, i furbastri di turno continueranno ancora a trafugare patrimoni sottraendoli al Fisco, se la vedranno con sanzioni salatissime, che in altri tempi non erano previste.
Allora l'opposizione faccia l'opposizione e non offra il fianco a polemiche sterili, come ha sempre fatto. Il fattore "punitivo" si deve mettere da parte, la sinistra troppo garantista e forcarola non metta in piedi un castigo esemplare per i ricchi, allo scopo di perseguire l'irreprensibilità e la licenziosità immorale delle fascie più agiate e benestanti.
Non foss'altro che per un sano e semplice buon senso, un rientro dei capitali si deve ricercare per far fronte ad una mobilità di denaro che serve da "ossigeno" per non soccombere sotto il peso della crisi attuale, perciò vadano all'inferno in questo momento le idee alla Di Pietro, inquadrare nell'ottica della < questione > solo morale è da dissennati, esaltati e frustrati. Oggi non ci si può permettere di misurarsi con l'etica, scagliandosi contro la ricchezza. Il problema è: sopravvivere o andare in malora. Il rimedio questa volta non è peggio del buco, ed è proprio in funzione di un utile che torna propizio alla collettività, che viene ad essere interpretata la nuova legge.
E "l'utile" in questo caso rappresenta il modo più probante ed efficace di far fruttare capitali sottratti al Fisco.
Non è più, dunque, il provvedimento preso all'insegna di una iniziativa isolata a livello internazionale, ma, oggi, che i Paesi del G8 e del futuro G20 si sono aggregati intuendo la mobilitazione condivisa per reati fiscali, dobbiamo perseguire l'obiettivo finale di una regolarizzazione che sovraintenda e preveda sgravi fiscali proprio per far pagare tutti. Dal Congresso del G8 è venuto fuori un progetto condivisibile fra le grandi potenze, per contrastare la piaga del trafugamento, con accertamenti convergenti, scambi telematici di informazioni, controlli molto più efficaci che in passato. E ciò mi pare vada nella direzione giusta, senza fuorvianti elucubrazioni e distorsioni di carattere punitivo, che punirebbero, più verosimilmente, ancora una volta il Paese Italia.