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Trattasi di blog a carattere culinario che raccoglie migliaia di ricette di cucina

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Il G8 si è concluso all'insegna del successo, l'Aquila ha ospitato i Grandi della Terra

Non si sarebbe potuto sperare di meglio. E' chiaro che vi sono sempre i detrattori e i cialtroni ai quali non va mai bene niente, ma bisogna ammettere che alcuni punti sono stati fissati, alcuni temi trattati con la dovuta attenzione e tante cose sono risultate il frutto di una mediazione di sicuro successo, l'effetto potrà essere verificato nel futuro, ma le basi sono state gettate ora, il cemento che unirà gli intendimenti del Vertice riunitosi a L'Aquila avrà di certo i suoi risvolti in quello che sarà un progetto condivisibile per le sorti di tutti.
Cominciamo col dire che questo è l'ultimo Summit che si riunisce con gli 8 Grandi della Terra più gli Ospiti e i delegati vari, a fissare regole e protocolli nei  punti cruciali degli accordi internazionali fra le Potenze più progredite dovranno essere poi oltre che le strategie da adottare, anche e soprattutto, l'attuazione dei piani decisionali dell'incontro, che ha messo a punto alcune regole che vanno tenute d'occhio e monitorate, se non si vuole che il mondo finisca a rotoli e precipiti nella più grave carestia per l'intero pianeta.
Ormai i Paesi industrializzati e i cosiddetti Paesi emergenti si sono resi conto che il mondo è piccolo, il sistema planetario globale nel complesso della sua struttura umana e, più in generale per il fabbisogno estremo di taluni paesi ridotti in miseria da dittature e guerre intestine, ha necessità di nutrirsi, se non si vogliono fomentare guerre fratricide e sancire il declino di una civiltà e la catabasi dell'intero pianeta.
Si deve fare in modo che non vi sia bisogno di emigrare e di esondare in modo così esorditante, con esodi di massa dai propri confini geopolitici per sopravvivere come disperati in terre straniere, perché se non si addiviene a soluzioni concrete, la terra su cui poggiamo i piedi e le riserve alimentari non saranno sufficienti a sfamare l'intero globo.
Ogni bocca ha bisogno di alimentarsi, ogni uomo della terra ha diritto ad avere acqua, per non piombare nell'inferno della siccità e della carestia, costruire acquedotti, strade, istruire e pianificare bonifiche in territori dimenticati dal mondo civile, fare dell'agricoltura il perno e il rinnovamento di un sistema che è andato troppo oltre mettendo i poveri del terzo mondo in una vera tragedia di povertà, ignoranza, fame, carestia . Il meccanismo globalizzato va rivisto, non si può più fare a meno di un processo storico che ha pure dei risvolti positivi di sviluppo economico e socialeci, ma va affrontato con metodi diversi e, soprattutto condivisibili e accettati anche da paesi emergenti. La globalizzazione ci  ha insegnato che non si può più coltivare il proprio orticello privato e mangiare patate o erba come le pecore, il mondo è cambiato, la telematica, l'informatica hanno fatto vedere la parte più ricca del pianeta, hanno mostrato il volto dell'avidità e dell'ingordigia dell'uomo. Non sono più sostenibili le troppe differenze tra ricchi e poverissimi. I paesi dell'Africa premono sulle Nazioni più civilizzate e industrializzate, perché affrontino il problema della fame nel mondo.
Senza questo adeguamento non vi potrà essere pace per nessuno e sotto il profilo umano e morale è qualcosa di veramente indegno. Avere un minimo di economia all'interno degli Stati è stato un accordo approvato, dovranno dare rendiconto i governi locali di come impiegheranno i finanziamenti che sono stati accordati. Vi sono da  fronteggiare nell'immediatezza : crisi, malattie, pandemie, sviluppo scolastico, ospedali, clima, ambiente, inquinamento etc. Il risultato complessivo di questo piano d'interventi realizzerà la sopravvivenza sul pianeta, o ne decreterà la sua distruzione. 
 Si sappia e sia chiaro a tutti che, se sprofonda nell'indigenza e nel caos un paese, a farne le spese è il mondo intero, non solo come si può intuire, quella deterninata parte del globo, ma l'intero mondo civilizzato . In quanto siamo una catena di montaggio, se si ferma un pezzo del meccasnismo, si blocca l'intera messa in opera. Vi immaginate voi, "diaspore" invasive, che si muovono clandestinamente come orde barbare e hanno come numeri milioni di persone che bussano alle porte per chiedere asilo, protezione, lavoro, scuole, cibo?
Sarebbe disumano non accoglierli, ma ancora più feroce e mortale la guerra che ne potrebbe seguire. Certamente si tratterebbe della III guerra mondiale e non sarebbe uno scherzo affrontarla coi mezzi nucleari oggi a disposizione.
Perché è un bel dire c'è il disarmo, ma all'occorenza si metterebbero le mani agli arsenali di guerra, agli armamenti che tutti possiamo ora immaginare come sistema empirico per decimare intere popolazioni o cancellare interi paesi dalla carta geografica.  Allora, accontentiamoci : crisi , economia e finanza, ecologia, fame nel mondo sono stati i problemi gravissimi da affrontare nell'immediatezza, ma non solo quelli.
Si è riusciti a spuntare 20 miliardi di euro, dilazionabili in tre anni per aiuti al terzo mondo, soprattutto all'Africa, continente poverissimo, in cui l'età di vita dei bambini non supera i cinque anni, e in cui il problema della sopravvivenza, della fame e della sete, del superaffollamento oltre che delle malattie endemiche è divenuto un problema di tutti i Grandi della terra. Stanziare quelle cifre per i paesi del sottosviluppo industriale e per i poveri della terra non è cosa da poco. Se si pensa che avrebbero potuto anche disinteressarsi, glissare oppure  omettere di dare sovvenzioni ai paesi i cui governi tribali ancora in sella da molti lustri preferiscono comprare armi, anziché dare pane alle popolazioni.
C'è da essere moderatamente fieri dei risultati raggiunti, non cercare il pelo nell'uovo e denigrare Berlusconi che è riuscito a spuntarla, a rendere tutto più facile, a stringere amicizie e a collaudare accordi che saranno nell'interesse del mondo intero. Il prossimo incontro non sarà più dei G8, anche di questo si è discusso, venendo alla conclusione di dover includere in un G14 anche Paesi emergenti, la cui importanza è capitale se si vuole giungere ad accordi condivisi e realizzare le opere che s'intendono raggiungere per ottimizzare la vita sul pianeta.
Alcuni anni addietro paesi come la Cina, il Giappone, l'India, la Korea del Sud, il Messico, non venivano neppure nominati, taluni Capi di Governo non volevano neppure parlare di abbassare il livello produttivo della loro industrializzazione: L'emissione di gas ha prodotto l'effettto-serra. e provocato l'inizio di un processo distruttivo planetario che, se trascurato o ignorato provocherà la fine.
Il fatto che se ne sia discusso è già positivo, prelude a nuove aperture e nuove soluzioni da apportare a breve tempo, e in ogni caso da ricordare e firmare nei protocolli governativi più diligenti.  Non cè più da aspettare, se si vuole sopravvivere all'impatto climatico, il sistema vitale non deve essere condizionato dal capitalismo e sfruttao solo da pochi , con utili stratosferici aberranti e devastanti; si devono abbassare i gas tossici che provocano ll'inquinamento atmosferico con l'emissione nell'aria del prodotto di scarto industriale. Il contrario di ciò sarà la fine certa di tutto e di tutti.
Infine, come si è visto, ognuno dei Grandi e delle loro consorti ha fatto a gara per ricostruire e rimettere in piedi le popolazioni dell'Aquila dopo il terremoto. Le chiese, o quanto meno alcuni grandi edifici e Ospedali saranno adottati da molti di loro che hanno capito il dramma, avendolo visto coi loro occhi. L'Idea di Berlusconi di far incontrare il Summit a Coppito, sperduto paese di un mondo rurale ignorato ed escluso fino ad ora dal resto del mondo, dopo la devastazione da magnetudo 8°, si è rivelata geniale e vincente. Non lo credevano possibile neanche i suoi stretti collaboratori e alleati, invece, la sua straordinaria, eccezionale personalità, il suo magnetismo incredibile,  hanno saputo creare intorno al Vertice un clima di distensione e di solidarietà;  in una situazione difficile ha saputo dare prova d'interpretare i desideri e le esigenze di una popolazione afflitta e colpita al cuore negli affetti, nelle case, nelle fabbriche, generando un filo magnetico di fratellanza che nelle grandi disgrazie è quello che fa smuovere i cuori con la generosità e solidarietà verso chi soffre.  

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