Trattasi di blog a carattere culinario che raccoglie migliaia di ricette di cucina
di Ninnj Di Stefano Busà
Alle soglie del Tremila urge unsa revisione condivisa che ridistribuisca il patrimonio alimentare sull'intera faccia del pianeta. Non sono stati pochi quelli che dal mondo globalizzato hanno tratto i massimi privilegi e il più arrogante, prepotente, "smargiasso" accaparramento di capitali falsari, smarrendo, per così dire, il lume dell'intelletto e disperdendo ai quattro continenti della Terra la finanza mondiale che invece di essere una risorsa del pianeta, diventa un incubo e un mostro, che aggredisce tutti i diseredati del Pianeta e non solo, perché pare che la fascia della povertà sia divenuta una coperta di Linus, la tiri da una parte e ti scopri dall'altra, sempre più popoli vivono ai margini della vera miseria e povertà, tanti più bambini muoiono letteramente di fame e di stenti, di privazioni e di sete. E' divenuta sempre più mastodontica l'impresa di denaro pubblico che viene sperperato e incamerato da privati, ovviamente privilegiati da ingenti guadagni impropri o da intrusioni truffaldine che vengono perpetrati in Borsa, in commerci e manovre losche di grande spregiudicatezza e immoralità.
Ai primi giorni di giugno 2008 si è tenuta a Roma la Conferenza ad alto livello della FAO sui temi della sicurezza alimentare mondiale incentrata sulle sfide del futuro, anche di quello a breve, soverchiato e messo a dura prova dai cambiamenti climatici e dalle biodiversità, dall'esigenza di creare sempre più bioenergie diversificate, per non surriscaldare la Terra, creando il micidiale effetto-serra.
E anche questa volta l'uomo resta insensibile alle esigenze dell'umanità e alle immani necessità della crosta terrestre che reclama rimedi ad una malattia ormai conclamata che si vede necrotizzarsi ogni giorno di più. Sono state fatte molte analisi, ma non si è andati al di là delle semplici intenzioni.
Il nostro orologio biologico non può attendere oltre, vi sono parecchi segnali che ce lo indicano e impongono un cambiamento repentino. Ma i grandi della Terra restano sordi, eppure, se viene superato il livello di guardia è catastrofe annunciata.
Tutto lascia supporre che resterà lettera "morta" anche il segnale paradossale di questa crisi mondiale. Gli aumenti incontrollabili dei prezzi del barile di petrolio, dei prodotti alimentari di prima necessità la dicono lunga sill'andamento dei mercati mondiali.
Lo spettro della fame è una miscela esplosiva che può infiammarsi all'improvviso, causando guerre e devastazioni difficilmente calcolabili.
Fino ad ora la crisi alimentare è stata arginata nei paesi più industrializzati, ma al suo posto è iniziato a verificarsi l'effetto domino che non risparmia nulla e nessuno.
Il pericolo incombe anche per le società più ricche. I rischi che l'uomo moderno sta correndo sono reali, non frutto della fantasia, che si voglia dare colpa all'effetto globalizzazione, all'introduzione della moneta unica europea, o altro, è solo marginale. La realtà è che siamo prossimi ad una svolta di tendenza che crea per il mondo un gravissimo pericolo.
Ma vi è un'altra realtà che ci è contro come una spada di Damocle (pronta a decapitarci) e di cui molti non si rendono conto: l'aumento dei prezzi è stato prevalentemente causato dall'espansione della domanda alimentare per la crescita economica dei paesi emergenti, in primis Cina ed India, ma anche altri che, negli anni, hanno visto l'esplosione demografica e l'urbanizzazione le quali hanno completamente ribaltato il tenore di vita, modificato il comportamento alimentare di molti milioni di persone e nel contempo abbassato la produzione interna e il PIL, ad es. i Cinesi hanno consumato quasi cinque volte più carne in questi ultimi dieci anni.
Il meccanismo paradossale è che una penuria e un aumento della domanda penalizzino i paesi importatori, che corrispondono quasi sempre ai più poveri, con reddito minimo proveniente da un'agricoltura ancora rudimentale.
Il sistema generale che oggi non è in grado di sovvertire la rotta, le politiche degli Stati, l'ingordigia di molti che hanno prodotto gradualmente miseria su miseria, accumulando ingenti ricchezze nelle mani di pochi eletti e dirottando le varie risorse nelle mani di spregiudicati uomini d'affari inetti e immorali, non più in grado di gestire le regole di vita in modo equo e corretto.
Risolvere i grandi problemi dell'esistenza, della fame nel mondo, diventa ogni giorno sempre più difficile perché le carestie seminano morte e la fame determina lo sterminio della specie umana. Tant'è che il mondo si trova inchiodato dalle sue stesse incapacità e responsabilità a porvi rimedi.
La crisi poteva essere prevedibile, anzi era "in nuce" una conseguenza, l'effetto stesso della causa dirompente. Infatti, immancabilmente, eccola qui, investire paesi che fino a qualche anno fa erano considerati in buona salute economica e che ora sono sul lastrico. Una cosa è veramente certa in questo mutamento epocale ed è che bisogna cambiare stile di vita, ragionare con nuovo "intelletto". Di certo, purtroèèo a sfavore di tutti è anche che si va estinguendo sempre più il regime dell'opulenza, il modus vivendi <Il mordi e fuggi, tanto siamo tutti di passaggio>sta per avere il suo epilogo, la facile liturgia dello spreco non sarà più possibile dal momento che lo spettro della fame investe tutto il pianeta, dalla Grande Mela, all'Europa, all'India, alla Cina, all'Argentina, al Brasile, senza menzionare i paesi più poveri che sono una reale minaccia per la pace nel mondo.