Trattasi di blog a carattere culinario che raccoglie migliaia di ricette di cucina
di Ninnj Di Stefano Busà
di Ninnj Di Stefano Busà
Trattasi di un fenomeno obsoleto solo all'apparenza, che credevamo fosse rilegato al passato ormai superato da un illuminismo postmoderno, di stampo progressista e fortemente improntato alla logica del pensiero analitico e delle risultanze analogiche di esso. Tra le posizioni vecchie e stantie vi erano il laicismo e il trasformismo confessionale della vecchia guardia intellettuale. Oggi, con grande sorpresa, il fenomeno si riacutizza, entra nella cronostoria del mondo industrializzato e globalizzato, con uno scontro frontale tra le religioni monoteiste. Ecco, allora, anche in occidente il riacutizzarsi di un nuovo e più agguerrito segnale di pericolo, il riaffacciarsi, il riproporsi sotto altre aspettative di un più inquietante e subdolo : ateismo anticristiano che non ha più nulla da dividere con il passato ateismo anticlericale. Oggi la guerra è ancora in atto, la si combatte con mezzi nuovi: terrorismo, abbattimento dell'economia mondiale, speculazioni finanziarie di borsa, accaparramenti monetari e lotta senza quartiere ai valori ritenuti vuoti di significato e inutili che sono i significati etici. Disvalori e inadempienze d'ogni genere la fanno da padroni in un clima surriscaldato dalla mancanza di Dio, dall'allontanamento volontario dei nuovi atei e della fattispecie ladronesca di una società svilita e "postmodernamente" abilitata al lucro più sfrenato e senza remore. Il nuovo ateismo è sostanzialmente fatto di questa tipologia: una pletora di atei che hanno cambiato fede trasferendo tutta la religio in un crogiolo di lotte per il saccheggio di denaro da accumulare nelle grandi banche estere regolate dalla protezione degli utili anche se essi provengono da affari non limpidi e da imprese e strategie di distruzione e di disintegrazione di finanze più deboli. L'ateismo contro la religione ha fatto ormai il suo tempo. Entra in gioco con una spocchia e un'arroganza da manifesto, un'altra società di nuovi atei ben più smaliziata e senza scrupoli, che intende imporre le sue leggi di mercato sostituendo il vangelo alle manipolazioni in Borsa, intendendo esludere Dio e negarne l'esistenza confessionale, svilirne i concetti fondamentali, la Cristianità e i dogmi della fede cattolica, apostolica romana, insieme a tutta la massiccia adesione per la fede più in generale dell'Occidente, che ormai in un mondo multietnico e globalizzato è vista come un impedimento all'invasione e alla neutralizzazione con mezzi estremi..
La critica e la sovversiva opera di demolimento viene perpetrata nei confronti di una religione ormai bigotta e un cristianesimo ridotto a lumicino, tale da dover mendicare il perdono dei fedeli da parte del Papa per atti indegni da parte di una categoria di prelati pedofili e corrotti.
Se tentiamo di analizzare il nuovo fenomeno, lo vediamo riacutizzarsi e riarmarsi in un naturalismo di stampo scientifico intellettuale di certa casta. Pertanto alligna nelle aule universitarie, soprattutto tra le frange più estremiste e ribelli degli studenti, tra le baronie delle Università, e in tutti quei luoghi o situazioni che vedono l'impegno dell'intelletto tramutarsi in scienza di mercato, antagonista per eccellenza di ogni ortodossia, che vede in tal senso quest'ultima farla da protagonista in un contesto di studi e di ricerche che avanzano pretese destrutturanti nei riguardi della Chiesa e dei suoi Ministri apostolici. La Chiesa non ha mai smesso di tentare il proselitismo religioso, ma i laici da parte loro non hanno mai smesso di volere risposte certe a profondi interrogativi esistenziali, storici e sociali.
Notiamo, con un certo rammarico che in Italia anche pubblicazioni da best-seller come Dio non è grande di Christofer Hitchens o La Fine della fede di Sam Harris fanno il pelo ad un laicismo generalizzato svilito e riveduto che fa capo al "naturalismo scientifico" delle grandi religioni e ortodossie.
Vi è naturalmente un ateismo ribelle ad ogni apertura, duro e crudo come quello di Marx, Nietzsche etc. e vi è quello più morbido e fluido che non è fanatismo d'assalto, ma posizione anticlericale di organismi intellettuali ben più consolidati, i quali dal loro punto di vista escludono la religione e l'osservanza di essa nel pieno declino degli ideali, dei valori del soprannaturale e della teologia più in particolare. Il misticismo per costoro poi è frottola per gonzi, una sorta di panacea per massaie e suore..
Ci pregiamo osservare che nella società postmoderna, del cosiddetto benessere generalizzato, troppe persone vivono in modo dissennato e disperato: questo precede o acuisce la latitanza dalla fede confessionale, favorendone il distacco lento e irreversibile, dovuto alla loro infelicità. La Chiesa spesso sta in Alto, non vede e non sente i bisogni dei diseredati, degli afflitti, di coloro che soffrono la fame, le guerre, le pestilenze, le carestie, l'AIDS.
L'uomo cerca felicità e benessere, verità, giustizia, non il loro surrogato; cerca eternità e Bellezza non vita di stenti e di avvilenti genocidi, cerca certezze non inganni e morti premature di bimbi per fame o malattie, cerca pace non guerre, non bagni di sangue e malattie, miseria e genocidi, non razzismi e usurpazione dei diritti umani: cerca insomma la voce di Dio che orienti gli animi dei governanti e li faccia aderire ad una più ottimale conduzione del potere che deve essere giusta, uguale e tollerante in tutte le latitudini del mondo.
Avviene esattamente il contrario, soprattutto nei paesi del sottosviluppo industriale e nelle regioni africane o mediorientali comandate dai ribelli e da flottiglie di piccoli dittatorelli di basso livello intellettuale e morale, i quali si spartiscono il potere o se lo passano di mano. Questo connubio tra potere e disvalori dell'umanità sembra d'obbligo e, purtroppo, va di pari passo con la perdita della fede e nella Trascendenza.
Ormai in una società multietnica, globalizzata e multiconfessionale, l'impatto con le religioni monoteistiche ha generato grandi squilibri mondiali: troppi ricchi e troppi poveri, grandi divari e grandissime sperequazioni, esageratamente svuotato di ogni contenuto morale l'accaparramento delle ricchezze del mondo, che in verità si stanno esaurendo, o quanto meno convogliando nelle mani di pochi.
In tal modo, la linea di demarcazione è segnata da grandi conflitti e da irrevocabili strategie per raggiungere scopi indegni.
La storia costellata di lutti e miserie non ci è nuova e non ha insegnato nulla, pure se fatta di duemila anni di Cristianità. Il Vangelo è sempre lì, ad indicarci la via giusta, ma il mondo moderno non lo ascolta, vacilla sotto il peso della condotta (a)morale, priva di scrupoli e di coscienza.
Il punto è: saprà trovare il nuovo ateismo del ventesimo secolo e oltre la strada giusta per salvarsi dal baratro o troverà il baratro sempre più profondo e allettante in cui cacciarsi e in cui svilirsi come umanità e come prodotto di Cristo in terra?