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Trattasi di blog a carattere culinario che raccoglie migliaia di ricette di cucina

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La vita esisteva anche prima di Berlusconi

di Ninnj Di Stefano Busà

Berlusconi, purtroppo, come aveva onestamente annunciato in campagna elettorale non possiede la bacchetta magica, vi sono ritardi e concezioni esistenziali, leggi, divisioni, burocrazie e laccioli ancora primordiali, da anteguerra, codici scritti e sanciti dalla civiltà greco-romana che andrebbero eliminati e rimodellati alla luce della nuova Europa che si è creata, forme di strutture complesse, per le quali occorrono tempi lunghi per ammodernare, applicare, elidere. Troppe cose andrebbero guardate con teoremi più moderni, con visioni del Tremila, non antidiluviane e obsolete. Soprattutto, andrebbero riviste alla luce di un'accelerazione di vita e di modelli che hanno incontrato nella crisi di quest'ultimo anno, l'evidente distacco socio/culturale/economico dalle altre realtà, per evidenti ragioni di arretratezza, di mal governo, d'ignavia, di pigrizia intellettuale, l'Italia è rimasta attaccata al palo, non si è interessata di seguire un'impronta di modernità che sarebbe stata auspicabile per superare l'improvviso stravolgimento di una società a carattere rurale, che ha visto divenire industriale e faccendiera una larga parte di penisola . L'esistenza di oggi ha visto abbassarsi tutti i livelli della vita comune. L'accelerazione troppo repentina, catastrofica per le nostre misere risorse, è avvenuta per eccessi speculativo/finanziari della Grande Metropoli statunitense, ma ha avuto nefaste ripercussioni sul sistema normativo degli equilibri di tutto il gap capitalistico planetario.
Ma Berlusconi non è responsabile di nessuna condizione d'inefficienza o di ritardi, è solo testimone di una categoria pensante a cui occorreranno molti decenni per ammodernizzarsi, per riprendere fiato dopo la gravissima crisi, per diventare autonomamente atta a camminare da sola, senza bastoni e inceppamenti burocratici, che la fanno una delle nazioni meno progredite d'Europa. A Berlusconi bisogna dare tempo, il suo raggio d'azione è a lunga gittata, non può risolvere tutte le questioni in un solo momento. Governare è difficilissimo, soprattutto una nazione in dissesto, in grave assenza di giustizia, in altrettanto grave ritardo delle risorse, con un sistema di assistenzialismo atavico, con problemi gravi e disfunzioni che andrebbero valutati e compresi di volta in volta, con giudici che si pronunciano attraverso legislazioni vecchie e obsolete.
E' ridicolo pensare ancora: perbacco, piove la colpa è di Berlusconi. Con tale facezie, la nostra intelligenza va a farsi benedire, perpetuiamo disguidi, incoerenze, ingiustizie, azioni burocratiche che invece di farci progredire, ci sviliscono e ci mandano ai margini di un disesgno comunitario europeo. Non facciamoci sempre conoscere per quelli che sono ritardatari in tutto, anche nel comprendere le ragioni dell'errore, perpetrato ai danni di noi stessi, ma soprattutto di non saperne uscire, di non saperne apportare i rimedi, gli arrangiamenti giusti, le normative atte a poter sistemare autonomamente certi criteri che frenano e limitano lo sviluppo di un piano culturale che vuole competere con gli altri alleati europei.
E se non erano state fatte delle leggi-modello, la colpa non è affatto di Berlusconi. Vige in Italia un sistema che affonda le sue radici in un vecchiume legislativo degno del terzomondo. Purtroppo,
nessuno ha fatto niente negli ultimi cinquantanni per modificare l'assetto di questa penisola che oggi paga il fio delle sue colpe e inefficienze gravi, e tutti i suoi clamorosi ritardi a cominciare dalla sua imperizia intellettuale. Occorrono riforme, riforme e riforme. Inutile dirlo, però, perché Berlusconi ha gia fatto molto, sta continuando a fare, ha attuato la politica dell'agire sin dal primo momento del suo insediamento. Pur con tutti i difetti che ciascun uomo può avere, Berlusconi è il meglio di una politica non lassista, non del tutto assistenzialista, non perennemente in balià della più devastante politica degli ultimi decenni. A favore del governo presieduto oggi da Berlusconi vi è la vigile padronanza di un piano d'azione comune, che vede nella soluzione dei problemi atavici non l'immediata cancellazione, ma l'ammorbidimento, la preparazione e non la pregiudiziale per nuovi e più pressanti problemi futuri. Sta risolvendo o ha risolto moltissimi annosi nodi, con la consapevolezza che se non si corre ai ripari oggi, la vita futura dei nostri figli non sarà certamente rosea. Eppure lo si mette in croce ogni giorno, lo si colpisce, lo si frustra, lo si accusa, lo si maltratta ogni sacrosanto momento. Mai nessuno ha avuto tanti detrattori di quanti ne sono stati contati per lui. Deve avere una pelle davvero dura, per sopportare le troppe angherie, le tante accuse che ogni giorno gli vengono rivolte. Calunniatori d'ogni risma, pagati o non, gli si rivoltano contro per denigrarlo, affossarlo, ferirlo. Ma lui tira dritto, fa il suo lavoro di restauro meglio che può, senza pensare a ciò che si porta dietro: vespai pronti a divorarlo, incoscienti pronti ad accusarlo. Diamine! è un uomo, non è un Dio. Ha vizi e difetti di tutti gli uomini della terra, compreso anche il vizio per le donne. Ma non è il solo e non è l'unico. Dico alle donne, a tutte le donne che lo giudicano: informatevi meglio sui Vs. mariti, compagni, amanti e vedrete quanti si comportano come lui in altre alcove. Ma cosa ci può importare di meno del suo menage sessuale? della sua fama di dongiovanni, delle sue passioni vere o presunte, delle sue fiamme o dei suoi gusti personali. A noi interessa essere governati con oculata saggezza e con alto profilo istituzionale e politico. Il resto è inconcepibile in un paese civile, è furia, scatto compulsivo d'invidia feroce, irrazionale e proterva verso chi si aggiudica il giudizio complessivamente favorevole degli italiani in un momento di smarrimento di tutti i valori, e in una crisi planetaria che ci pone nel bel mezzo della bufera.Con lui ne usciremo. Sono solo fandonie degli avversari politici i pettegolezzi che si sprecano sulla sua onorabilità. Succede, però, che quando il fango viene gettato in faccia, spalmato a mani piene, con cattiveria furibonda, qualche traccia rimane sulla camicia, sul volto, sul vestito, e purtroppo qualcuno è tentato di crederci: la calunnia è un venticello: recita un vecchio adagio. Purtroppo, torno a ripetere la verità è altrove. E' nella sua buona fede, è nel suo ottimismo, nel suo carisma, nella sua rosa dei venti che lo fanno girare nel modo giusto, nella sua personalità camaleontica e responsabile, nella sua volontà ferrigna e irriducibile di voler cambiare le cose. Berlusconi ama l'Italia, di questo bisogna dargliene atto. E' la sua patria e lui non lo dimentica, come molti di noi che per boicottarlo e scalzarlo usano ogni metodo, anche quello della lapidazione. Ma lui risorge dalle ceneri e l'inerzia, l'abulia, il cattivo uso dell'intelligenza non lo toccano, mentre affossano e demoliscono e annientano piano piano l'avversario politico, che si estingue in agonia, nel prolasso continuo di una serrata e infingarda afflizione nei suoi riguardi che poi diventa la sua, come in un boomerang classico che si rispetta, torna a chi lo lancia, senza remissione.

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