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Trattasi di blog a carattere culinario che raccoglie migliaia di ricette di cucina

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L'ITALIA DIVISA IN DUE: CHI AMA E CHI DETESTA BERLUSCONI

di Ninnj Di Stefano Busà

Come sempre, in questi grandi episodi di paranoia e di imparzialità schizzofrenica fomentati da violenza gratuita e da assalti mediatici feroci e invasivi, l'Italia si schiera in due tronconi: chi a favore e chi contro Berlusconi. L'ultimo episodio di violenza dell'anno passato lo ha visto vittima designata di un pazzoide, ma spiegarlo con le ragioni della politica e molto arduo e difficile da capire per il semplice fatto che ad attuare questo gesto di rancore e di rabbia repressi, (quasi ad essere agli antipodi della logica responsabile di una mente sana), non è il solito oppositore, ma uno psicopatico, in cura da 10 anni, in strutture psichiatriche.
Questa realtà  la dice lunga sul progetto disperato di un uomo che non sa quel che fa, irrazionalmente sotto la spinta di discorsi infausti, di tentativi andati a vuoto di defenestrare il Presidente del Consiglio, si vede di fatto apparire di fronte il suo nemico n° 1 e gli lancia quel che ha in mano, nella circostanza una statuetta. L'episodio non deve destare eccessiva preoccupazione, anche perché non è affatto vero che viviamo in un clima di odio e di rancore, magari un po' surriscaldato dai detrattori , ma niente di più. Nel quotidiano, i vari Di Pietro e Rosy Bindi rimangono episodi isolati. Tutto il Parlamento al completo ha avuto reazioni di solidarietà e di rispetto verso la persona umana , fatta bersaglio di un pazzo, di costernazione e di disapprovazione verso episodi non ben definibili di razzismo politico, perché di razzismo si tratta. La maggior parte degli Italiani, per fortuna, vede bene il nostro Presidente, il quale non è "l'Arcangelo Gabriele"non ha la capacità di risolvere in tito gli annosi problemi di una società (la nostra) difficile da gestire, da coordinare.troppi e tanti sono i difetti, le incongruenze, i conflitti, le anomalie, de trasgressioni, i contorcimenti del popolo italiano. Decenni d'inettitudine, d'ignavia, di malgoverno hanno contribuito a rovinare e a mettere in ginocchio l'Italia. Poi anche la crisi finanziaria dell'intero pianeta ha fatto dell'Italia un paese di gelatina, un ventre molle per parecchi migliaia di diseredati, di indigenti, di senza tetto, perseguitati politici, profughi, clandestini. Non si può dare onestamente la colpa di tutto a Berlusconi.
Egli non è l'Arcangelo Gabriele ad annunciare la Parusia, o l'Avvento di un Nuovo Mistero Glorioso, ma è l'esecutore testamentario di quel che si dice un paese senza sbocchi, è (per così dire) il capo espiatorio di un malcostume e di una virulenta campagna denigratoria volta a demitizzarlo, a distruggerlo moralmente. Fintanto che le leggi sono vecchie e obsolete, la burocrazia è soverchiante e frenante per lo sviluppo delle imprese e delle aziende, finchè la giustizia è lenta, farraginosa, e trasuda partigianeria, finché la crisi mondiale persiste, non si può pensare di ripristinare l'Italia col metodo giusto delle guarantigie. Quello che ha fatto Berlusconi in questo breve lasso di tempo, (poco più di 2 anni e fin troppo). A ben volerlo analizzare ha superato se stesso. La crisi galoppante che tuttora persiste, senza dare segni di cedimento né  di modificare il suo assetto tendenzialmente verso il basso, ha provocato la battuta d'arresto dell'intero programma di governo di questa maggioranza. Il Premier aveva promesso lo sgravio fiscale, è vero, ma  è stato bloccato dall'inceppamento del sistema economico finanziario che ha visto la peggiore annata in caduta libera di tutta la storia di quest'ultimi cinquant'anni. Era dal dopoguerra che non si verificava un tale abissale e profondo, radicale perturbamento nella compagine strutturale dell'Europa e quindi anche dell'Italia, che non ha mai avuto la moneta forte, le strutture adeguate al progresso, in linea coi tempi che cambiano. l'Italia non è competitiva, non è moderna, non ha capacità imprenditoriali forti, non è radicata nel controbattere paesi e strategie di sviluppo più progredite dal lato organizzativo, fiscale, salariale. L'Italia è ancora come cinquant'anni addietro, con le linee ferroviarie e stradali insufficienti, superabile da ogni punto di vista, debole per una sua struttura mai configurata, mai rafforzata, scarsa di contenuti, antagosista a nessuno dei paesi sviluppati dell'ocidente, di cui occupa gli ultimi posti.

Il campanello di allarme quasi sempre lo avvertono i lavoratori, i giovani che non trovano lavoro e si ritrovano in un sistema di precariato, privi di mezzi economici per fronteggiare la crisi planetaria. La labilità emotiva, del pazzoide che lo colpisce in faccia non deve far pensare a tanti Tartaglia allineati e pronti a colpire. A mio giudizio, è un segnale che non deve preoccupare più di tanto. Berlusconi è l'emblema, è il classico elemento che fa da contraltare e da leva per gli scambi dei binari, che in questo momento, lo vedono all'avanposto nelle classifiche dei suoi simpatizzanti e dei lettori i quali trovano  in lui   -l'unica possibilità  - in grado di gestire le difficili situazioni del paese.
Un clima di tensione e di provocazione si avverte, c'è nel fondo di due o tre facinorosi l'idea del ribaltone, sempre e in ogni momento. Ma Berlusconi è fortemente sellato, non cede a ricatti, nè si strugge di odio per nessuno. Berlusconi è quel che si dice uno statista coi nervi saldi, non sarà certo un'opposizione senza idee né programmi, slegata, contrapposta e ignava a sminuire la sua forza inesauribile, la sua fede di buon condottiero, la sua sacrosanta volontà di produrre benessere all'Italia, di istradarla fuori dalla sciagura monetaria che l'ha investita.

Il clima di malessere diffuso non è causato dalla sua politica, ma dalla  situazione in sè, per la chiusura di fabbriche, di industrie, di imprese, non certo perché Berlusconi mette nuove tasse o vara la legge dei parametri o coefficienti d'azienda. Follia allo stato puro  che ha iniziato a dare i primi colpi e le prime sciabolate alle imprese italiane, di cui molte a conduzione semifamiliare, che hanno accusato in primis l'inizio di un  tracollo economico, di cui ne avvertirono sulla pelle i segnali già agli inizi del 2007 con Prodi-Visco- Padoa Schioppa. Queste cose bisogna ricordarsele sempre, sono passaggi epocali, mosse sbagliatissime che paralizzano il mercato, lo fanno succube dello Stato, che a quel punto crocefigge di tasse e di balzelli e in tal modo il piccolo commercio va a rotoli.
E non dimentichiamo che è il piccolo commercio a muovere la manovella in Italia: l'indotto è dato da piccole-medie aziende  che a malapena sopravvivono, non è fatto di Colossi e Molossi delle Grandi Industrie Americane o alla maniera dei Grandi capitali Cinesi e Arabi. Qui non si estrae petrolio, non vi sono raffinerie in cui l'oro nero la fa da padrone. Qui c'è il piccolo artigiano, il piccolo commercio, il modestissimo capitale della fatica e del sacrificio che non può essere intaccato e reso nullo da tasse inique e paraboliche, né fatto oggetto di vessatorie manovre da parte di sedicenti statalisti da strapazzo.  Sì è vero, Berlusconi aveva ventilato di diminuire le tasse, ma nel frattempo, come un tornado pronto a spazzar via quel che c'è intorno, è subentrata la crisi globale, il depauperamento delle sostanze nazionali, l'impoverimento dovuto all'introduzione dell'euro. Tempesta su tempesta, uragano dopo uragano, tornado dopo tornado, l'Italia in balìa del sistema monetario globalizzato non riesce ad avere la meglio: troppe cose non funzionano....Il bubbone è saltato, L'Italia dall'apparente (solo apparente e nient'altro) opulenza si manifesta per quello che è "tapina", non ha risorse. E dobbiamo dire GRAZIE a Berlusconi se non abbiamo fatto la fine della Grecia, o dell'Irlanda, se ancora stiamo galleggiando, e non annegando. Ma tutto questo è niente. Berlusconi viene messo in croce con le "escort". Roba da pazzi! In casa propria viene indagato, controllato, messo alla gogna mediatica, indagato, vilipeso, accusato di reati gravissimi come concussione e reato di prostituzione minorile. Tutto ciò perché va a donne...Berlusconi per i benpensanti non deve essere nemmeno uomo. Avendo divorziato non deve avere più nessuna libertà di far sesso con chi gli pare. Distruggerlo dal lato morale mi pare la cosa più logica. Dai, allora, FORZA AGLI UNTORI. Chi più ne ha, più fango butti su Caino. E Abele chi è? il mostro che lo espone alla berlina? lo sbatte sulle prime pagine dei giornali e lo dà in pasto al mondo come Belzebù? Che parata assurda! Che dispiegamento di mezzi e di persone, pagate dai cittadini (noi tutti). Controlli a tappeto! indagare, indagare, la parola d'ordine. La sceneggiata ha come regia le menti più fervide e spumeggianti delle opposte fazioni- guarda caso- gli elementi più faziosi e partigiani dell'opposizione e dei PM più oltransisti, (e non solo) ...POI MI SI SPIEGHI COME SI POSSA LAVORARE AD UN ESECUTIVO CHE VEDE OGNI GIORNO UNA ROGNA E UNA GOGNA PER IL CAPO DEL GOVERNO. La sinistra se la canta e se la suona, poi invita Berlusconi a dimettersi, perché non gli va bene un governo che vivacchia...Gli fanno ferro e fuoco fin dentro casa, gli tirano addosso gli strali acuminati e lui non deve neppure difendersi...E' tipico del Cremlino prima maniera...eliminare l'avversario, demolendolo è stato sempre il loro <credo> il loro più facile strumento per la lotta partitica...

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