Trattasi di blog a carattere culinario che raccoglie migliaia di ricette di cucina
di Ninnj Di Stefano Busà
Benito Ferraro è un emblema partenopeo di notevole spicco. Un personaggio di grande carisma e affabilità che estrinseca la sua attività artistica a 360°. Infatti, non si occua solo di pittura, ma dirige un Centro sociale che fa capo ad un'Associazione "Il "Rinascimento". E' un uomo poliedrico che sa dirigere gli obiettivi del suo interesse in svariate direzioni: dalla pittura alla scrittura, dall'organizzazione per mostre, Premi Letterari, convegni, appuntamenti letterari. Benito Ferraro è un punto di riferimento per il Faito, un personaggio carismatico che scrive di getto, "quel che gli detta il cuore", è sincero nei rapporti umani e crede fermamente in tutte le azioni civili e razionali del genere umano. Possiede molta forza di volontà ed entusiasmo. Vede le cose come artista, cioé belle, pur se il mondo è cambiato profondamente, egli sa intercettare i segnali positivi e metterli a frutto. E' sua l'idea di fornire Moiano (il suo piccolo borgo) di una farmacia. Non ne possedeva nessuna. Oggi il Faito può vantare un piccolo progresso nel sistema ambientale. Il pittore-poeta del Faito, come tutti gli artisti,vede le cose in progress e cerca di realizzarle al meglio delle sue capacotà e possibilità. Vive con la moglie Maria, sua musa ispiratrice e grande collaboratrice in una villa sul Faito, un sobborgo caratteristico della costiera sorrentina. E' un appassionato cultore di pezzi antichi e di reperti d'arte, fa studi sui mestieri dimenticati. E' uno scultore e pittore che ha vasti interessi in campo internazionale: ha fatto diverse mostre all'estero con notevoli successi. La sua è una pittura classica, nitida, trasparente. per questo motivo è molto apprezzata ed egli viene definito < il pittore delle nevi > I suoi quadri possiedono il luccichìo delle nevi al sole, lo sfondo innevato e aspro delle montagne illuminate dalla luce e dai riflessi del tramonto. Nessuno ha mai dipinto panorami dalla bellezza così drammatica: le radici degli alberi sembranpo conservare il dolore stesso della terra, il lamento delle sue viscere, ne rappresentano il disagio di creature vive. Niente è statico e immobile nei suoi paesaggi, tutto è immerso in atmosfere che filtrano la luce attraverso i rami, o si dilungano come ombre lunghissime fin verso il mare. Così, colma di referenti e di vita è la vegetazione, i viali, le montagne viste da ogni sua visuale di osservazione sembrano venirci incontro in maniera accogliente e ospitale. Il suo sogno si materializza in figure cromatiche molto intense, in radici nodose di alberi e nel fogliame variegato delle varie stagioni che contraddistinguono il suo soggiorno in costiera. Non ha mai voluto cambiare repertorio, per quanto io abbia insistito varie volte, perché sono convinta che ha delle potenzialità in grado di proiettarsi all'esterno in modo tumultuoso e sorprendente, che potrebbero sorprenderci tutti. Nuovi stimoli potrebbero realizzare altri nuovi sbocchi artistici nel suo filone già denso di successi. Più volte premiato all'estero, ma anche in Italia ha ricevuto onorificenze e riconoscimenti di prestigio. Ha al suo attivo diverse colletive e vernissage che lo hanno visto protagosnista indiscusso della pittura, ora assurta agli onori della stampa o degli addetti ai lavori in molte occasioni. Ha ricevuto un Premio prestigioso al Circolo della Stampa di Milano per la sua attività artistica da parte dell'Associazione Nazionale Scrittori e Artisti.
E' un uomo meritevole e apprezzabile, perché crede fermamente in quello che fa e lo realizza con gli strumenti più idonei al raggiongimento delle sue aspirazioni che sono buone, genuine, semplici: il mito della bellezza salverà il mondo? Chissà, nel suo caso c'è da augurarselo, perché lo fa con tale slancio da coinvolgere anche i più scettici. Quest'uomo è un vero artista, un cultore delle arti e delle Scienze. Ha scritto diversi libri sulle condizioni ambientali e urbanistiche del suo Comune. La Comunità montana e le Organizzazioni Istituzionali dovrebbero essere grati a questo meraviglioso artista che tenta di stimolare e di far progredire un luogo edenico sì, ma anche dimenticato e ignorato dal resto d'Italia, quale la zona circondariale dei Monti Lattari, il Faito, Moiano, Vico Equense, tutti luoghi incantevoli, ancora legati ad una cultura contadina e agreste che può presentare aspetti di grande sviluppo e prerogative di progresso nell'ambito culturale economico e sociale, prospettive che andrebbero privilegiate e supportate per sviluppare le potenzialità di questa perla territoriale che, nella mappa artistica di questo artista poliedrico, lotta per uscire dall'anonimato e dall'indigenza socio culturale.
Un mio giudizio personale (se mi è consentito) è quello di non lasciarlo dibattere da solo come Don Chisciotte contro i mulini a vento...sarebbe un approccio sbagliato per le generazioni del futuro e per il processo ambientalistico/culturale e lo sviluppo del territorio.